La sede della Corte internazionale di giustizia dell'Onu, a L'Aja, nei Paesi Bassi

Sede della Corte internazionale di giustizia dell'Aja

Prevalgono fermezza e realismo in BiH nelle reazioni dei tre principali partiti al parere della Corte Onu sul Kosovo: per SDA bosgnacco e HDZ croato la sovranità bosniaca non è in discussione. Ma frenano anche i serbi dell'SNSD: "non è il momento di ulteriori secessioni"

30/07/2010 -  Eldina Pleho Sarajevo

Le reazioni in Bosnia al parere della Corte dell'Aja sul Kosovo non si sono fatte attendere. Il Paese infatti aveva vissuto particolarmente da vicino le vicende di Pristina, fin dalla proclamazione unilaterale di indipendenza (17 febbraio 2008). Inevitabilmente. L'attenzione infatti è stata sempre alta, con la persuasione che prima o poi la stessa mossa sarebbe potuta venire anche dalla Republika Srpska (RS), entità minore della BiH a maggioranza serba.

Cautela e presa di distanza nel Paese che non ha mai riconosciuto Pristina

I funzionari internazionali in Bosnia avevano fatto di tutto per cercare di spiegare ai politici locali che non si potevano fare paralleli tra le due realtà.

Se gli esponenti dei partiti bosgnacchi e croati hanno condiviso queste opinioni, i politici della Republika Srpska hanno invece rifiutato categoricamente di riconoscere l’indipendenza del Kosovo, sostenendo che le analogie esistono eccome.

Oggi, all'indomani del pronunciamento della Corte internazionale di giustizia ("la dichiarazione di indipendenza del Kosovo non viola il diritto internazionale"), quali sono le reazioni politiche in Bosnia, Paese che non ha riconosciuto l’indipendenza di Pristina, e quali le implicazioni per le future relazioni interne bosniache? Il disaccordo sul tema è totale.

SDA, "il parere dell'Aja non cambierà il futuro nazionale"

Amir Zukić, segretario generale del Partito per l’azione democratica (SDA), che oggi forza politica di maggioranza tra i bosgnacchi, respinge categoricamente l'idea che il verdetto dei giudici Onu possa incoraggiare i movimenti separatisti della RS. Il parere era invece atteso, spiega, dopo anni di terrore e violazioni dei diritti umani da parte di Belgrado verso i kosovaro albanesi.

Interpellato da Osservatorio Balcani e Caucaso, Zukić afferma: “Non credo che questa decisione avrà influenza sulle relazioni interne nel nostro Paese: per la Republika Srpska è molto meglio restare in Bosnia che in Serbia, dove sarebbe solo una provincia, mentre in BiH è un popolo costituente, che prende decisioni in tutte le più rilevanti questioni nazionali”.

Il segretario SDA non nega che in Republika Srpska esistano spinte separatiste che potrebbero sentirsi incoraggiate dalla decisione della Corte, ma qualsiasi iniziativa in questo senso -sottolinea- avrebbe conseguenze incalcolabili per chi se ne rendesse responsabile.

HDZ BiH, "non trattiamo sulla nostra sovranità"

All’Unione democratica croata (HDZ BiH) la posizione è per certi versi analoga.

“La Bosnia Erzegovina è uno Stato internazionalmente riconosciuto, e qualsiasi contrattazione sulla sua sovranità non è politicamente seria -afferma Mišo Relota, portavoce del più forte partito croato di Bosnia- Dichiarazioni di questo tipo sono pura propaganda elettorale, su misura per un Paese come il nostro dove le elezioni -tra amministrative e politiche- si tengono ogni due anni.

Ci sono cose più intelligenti della questione Kosovo di cui occuparsi”.

SNSD, "è un verdetto incoraggia-separatisti, ma per ora in Bosnia non è praticabile"

Su un altro fronte i politici della Republika Srpska, tra cui Slavko Jovičić membro dell’Unione dei socialdemocratici indipendenti (SNSD) e deputato al Parlamento della BiH. L'opinione diffusa è che la decisione della Corte abbia conseguenze incalcolabili per il futuro di tutti i movimenti separatisti del mondo.

Jovičić, deputato del primo partito della Republika Srpska, sostiene che si dovrebbe essere onesti e riconoscere che la maggior parte dei serbi di Bosnia vorrebbe la RS indipendente.

“La maggior parte dei serbi vedrebbe volentieri la Republika Srpska indipendente, ma sono tutti consapevoli che in Bosnia ci siano stati già abbastanza massacri e avventure” scandisce Jovičić.

Sulla scorta delle dure esperienze alle spalle, per Jovičić in questo momento il distacco della RS dalla BiH non è possibile, perché nessuno desidererebbe altre vittime e sofferenze. Ma è convinto che i rappresentanti dei serbi presso le istituzioni bosniache non riconosceranno mai l’indipendenza di Pristina.

"Osservata da una prospettiva più ampia, la decisione della Corte incoraggerà tutti i movimenti separatisti in Europa e nel mondo -prosegue Jovičić- Non sorprende che il giudice spagnolo abbia votato contro la decisione della Corte, perché la Spagna da anni lotta contro i movimenti separatisti interni”.

E non manca di aggiungere: "tuttavia se la decisione della Corte in futuro dovesse incentivare i numerosi movimenti separatisti internazionali, allora è certo che nemmeno la BiH potrebbe restarne immune. Ma per adesso la questione non si pone".

 


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