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Commenti

Bravo Dragan Petrovic!!!

Oh accidenti, caro Dragan Petrovic, sostanzialmente vivi in perfetti JAT dove puoi fare tranquillamente i comodi tuoi ma Madonna, non è così facile narrare tutto con estrema lucidità, è parecchio difficile ma a quanto pare ci riuscisti alla perfezione; a Bascarsija a Sarajevo preferisco Skadarlija a Belgrado, non esiste un paragone, ti sembra che ce ne siano????? Credo proprio di no!!!!! Osservo la mia condizione, il mio prezioso ed alterno passato, le mie bizzarre imprese, sono mercurio colorato, un salto oltre ciò che abbassa, pinna in alto mare e intanto la mia vita fugge in diagonale, ritorna prepotentemente, un desiderio morale. Indipendente la mia vita fugge; beato te che puoi viaggiare in total tranquillità, i treni in ex Jugoslavia faranno i loro progressi quando moriranno tutti a prescindere la Serbia ed il Montenegro che sono gli unici migliori dell'ex Jugoslavia perché tutto il resto della Jugoslavia se la stà facendo sotto tutt'ora e allora che progressi và parlando Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina e l'ex Macedonia, cos'andranno farneticando????? Bello al saperselo, anche al giorno d'oggi non si seppe niente, figuriamoci che Tito potesse esser un inventore per intitolar così, con quei nomi diverse zone ex jugoslave e l'ex Macedonia se vuole entrare deve fare i conti con la Macedonia greca per poter entrare in UE, così anche la Slovenia con l'Austria, la Croazia con l'Ungheria ma a negar sé stessi l'UE diventerà solo un effimero miraggio, questo varrà anche per la Bosnia ed Erzegovina. Sei ricco e puoi viaggiare, sei povero e sarebbe meglio fare una vita ritirata. CIAO DRAGAN PETROVIC!!! Cordialmente, Gianfranco

A Karlo

D' accordissimo con te! Skadarlija a Belgrado e Bascarsija a Sarajevo. Skadarilja e' rimasta la stessa, cosmopolita come la citta'. Bascarsija a Sarajevo dove anche Pertini si sentiva come a casa, non lo so, ma credo non sia la stessa, per noi rimasti jugoslavi "di fatto e di fede".

Azra, non e' quel fatto..

Azra, non faccia confusione! Il film "Vlak bez voznog reda" tratta il tema della migrazione interna. Cioe' il fatto che ai cittadini del carso dalmatico si offriva di migrare nella regione della Vojvodina, dove la terra e' fertile! Ricordo il giovane Ivo Pajer in uno dei suoi primi ruoli nel cinema che rifiuto' di emigrare...

Skadarlija e Bascarsija

2 tra i posti che amo di più in Jugoslavia!

IL TRENO

Carissimo Dragan.
Il mondo purtroppo (o per fortuna) avanza. L'alta velocità (in Francia) non è sempre puntuale come pensi tu, ma il boccone te lo puoi sempre mangiare. Ma solo un boccone, però. Che, per non fare la figura del "diverso", ti andrai a consumare in piedi (i sedili occuperebbero troppo spazio) nell'apposita carrozza bar. Beninteso dopo aver fatto la tua lunga fila per lo scontrino e per attendere che l'unico addetto (il personale adesso costa ...) abbia servito tutti quelli che ti hanno preceduto. Col finestrino chiuso sei come su un aereo, e, come hai giustamente scritto, non hai la possibilità di osservare ciò che ti circonda.
Figuriamoci poi, se puoi ancora aprir bocca per scambiare qualche salutare ed istruttiva opinione con chi ti sta accanto. Circa i tempi di percorrenza da Belgrado a Sarajevo, ti sei basato sulle sette ore giustamente riferite da Azra per il suo treno notturno, che, se l'avessero velocizzato di più, l'avrebbero fatta arrivare troppo presto. In realtà, tra il 1984 ed il 1985, il "Bosna express" impiegava solo ore 5,40 con l'andata da Belgrado ed ore 5,55 per il ritorno da Sarajevo. Ti ho amichevolmente replicato con queste poche righe, perchè ho apprezzato il tuo giusto e sano concetto del viaggio. Che oggigiorno purtroppo nessuno considera più. Ciao.

Il treno

Sono tuo ''nemico odiato'', sono un Serbo, sono Petrovic, sono Dragan. Preferirei ... sono un essere umano, sono Dragan, sono Petrovic, sono un Serbo ma soprattutto sono un jugonostalgico come sei anche tu. Ti ringrazio per un bellissimo viaggio nella nostra gioventù. Carissima mia, hai notato, 20 anni fa da Belgrado a Sarajevo si viaggiava sette ore, oggi 20 anni dopo si viaggia - nove ore. Hai notato come avanziamo nel passato...Oggi stesa distanza, 440 chilometri, il più veloce treno nel mondo passa in un ora quello cinese, quello giapponese un ora e mezzo, quello francese due ore.... Questi treni di ''Tempi moderni'' partono puntualmente, ti portano al tuo posto di lavoro, arrivano in orario, la sera partono puntualmente, arrivano in orario, la mattina partono...Azra mia, sono cosi veloci questi treni moderni che non hai tempo per un boccone, per un goccio, non hai tempo di vergognarti perché quelli che viaggiano con te non ti offrono niente. Azra mia, non ce necessita di dirti ''non sporgerti dal finestrino", perche' nei questi treni finestre non si aprono. A questi treni non occorrono finestre perché in questa velocità a loro passeggeri non occorre neanche guardare e vedere qualcosa. Azra mia aspetta mi, sono sicuro, arriverò un giorno a Sarajevo a Bascarsija...Azra mia ti aspetto, sono sicuro, arriverai un giorno a Belgrado a Skadarlija...

Il treno

Mi sono commossa. Si sente l'anima piena di poesia di Azra! Ci fa respirare e comprendere che l'uomo potrebbe vivere tanto nella gioia se dissolvesse la ragnatela di stupidità che lo rende cieco....

commento

una volta ho letto sul "manifesto"un articolo di Luciana Castellina,parlava degli anni della guerra e del dopoguerra e delle sue prime esperienze politiche.Se non ricordo male mi sembra che citasse l'episodio della sua partecipazione come volontaria alla costruzione della ferrovia Brcko banovici.ricordi a parte il racconto è molto bello ,come tutti quelli di Azra!

IL TRENO

ERRATA CORRIGE SU MIO COMMENTO DI IERI: LEGGASI 06.01.2010 ANZICHE' 06.01.2009.
MI SCUSO CON I LETTORI.

treno

I trasporti, iniziando dalle ferrovie, sono la base di tutto. Purtroppo si continuano a sottovalutarle dando per scontato che tutti abbiano la macchina, specie nei poveri Balcani. E'inutile parlare di ponti culturali, turismo, Europa se non ci si può muovere.
Inutile anche che il turista occidentale di passaggio riduca come folcloristico e pittoresco i vecchi trenini colorati ex-jugoslavi, i biglietti scritti a mano, le stazioncine asburgiche con le galline intorno, ecc.
Bisognerebbe viverci più a lungo.
Fino al 1991 le sgangherate ferrovie jugoslave sembravano la Svizzera: 18 coppie al giorno Lubiana-ZG-Belgrado contro le 7 attuali, i 3 Dalmazia-Belgrado e i 2 Spalato-Lubiana-Stoccarda (Ostenda) ancora mai ripristinati, la Bosnia dell'articolo, ecc...
In fondo la storia non insegna niente: quanto successo nel 1991 era già capitato nel dopoguerra.
Da 60 anni, nell'indifferenza di tutti, mancano i treni Italia-Pola e Fiume contro i 10 a testa del 1940 da Trieste, comprese le carrozze dirette Torino/Roma-Fiume. Gli stessi 10 treni limitati al percorso interno jugoslavo arrivando anche a Belgrado, Maribor fino ai primi anni 90. Poi ridotti a soli 4 Fiume-Slovenia e 1 Pola-Slovenia. Pola è isolata anche da Zagabria Sembra un tabù parlarne.
E quindi dall'Italia no treni, no aerei, no navi, no autobus per la turistica costa istriana ma solo 4-5 per le 2 città di Pola e Fiume, ossia 2 diramazioni del famigerato Corridoio 5 est-ovest.

Zdravko Colic - Stanica Podlugovi

http://www.youtube.com/watch?v=gRY3VFTmOGA

Grazie Azra

Grazie, un poetico reportage scritto con garbo e passione, con il cuore sulla penna e uno sguardo di umanità .

Meravigliosa....

Storia meravigliosa, da brividi sulla schiena, emozionante, viva, vera, commovente...

IL TRENO

Che grande piacere é leggere uno scritto così ben documentato e superpreciso anche nei dettagli ferroviari.
Spero tanto che possa notarlo anche l'attuale stimato Direttore del CORRIERE DELLA SERA.
Su questo suo storico quotidiano (numero del 06.01.2009 a pag. 19) una giornalista ha incredibilmente scritto che "nella stazione di Milano S. Cristoforo, c'è il terminal per il carico delle auto su carri ferroviari, da cui partono anche i convogli per Medjugorje."
Lascio i commenti agli affezionati lettori di questo stupendo Sito sui Balcani.

Ricordo di viaggio in treno in Jugoslavia

Interessante e piacevole l'articolo, anche se venato di nostalgia pro-Tito. Mi ha fatto ricordare un mio viaggio tra Trieste e Banja Luka nel 1979. Ricordo i bivacchi dei bosniaci nella stazione di Trieste ed il giudizio negativo dei Triestini su com'era mal ridotta l'area intorno alla loro stazione per favorire i "quattro commercianti" di blue-jeans triestini. Ricordo il treno (viaggiavo in seconda) pieno di gente malvestita ma dignitosa, con controllori altezzosi e tanti tanti tanti "odori". Ricordo di avervi visto nel bagno di seconda classe una gallina con alcuni pulcini e la contadina proprietaria infastidita perche' volevo usare il WC. Ricordo una certa freddezza delle persone nel treno quando mi identificavo come italiano (ma se aggregavo che ammiravo Tito ed il suo socialismo jugoslavo subito mi sorridevano). Ricordo la lentezza del treno e le continue soste.......ma allora ero giovane e tutto mi sembrava bello.Bruno

importante.....

bel articolo complimenti....una cruda realta balcanica dove x una volta non si parla solo dei cattivi di Belgrado ma anche di quelli che parlano la jekavica di Zagabria....comunque è importante che ci siano iniziative di questo genere inerenti il trasporto....

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