Home / aree / Bosnia Erzegovina / Il Sangiaccato visto da Sarajevo

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chi ci capisce?

"I bosgnacchi in Serbia hanno il diritto alle relazioni spirituali con Sarajevo", e ancora "comunicare con Sarajevo per soddisfare bisogni spirituali e intellettuali". Tutto ciò sembra avere un significato arcano, sembra un linguaggio in codice; fatico, onestamente, ad afferrare il significato di queste frasi, di queste parole. E poi, guarda caso, nel commento non si è mai menzionata la parola "nazione-nazionalismo" (e me ne stupisco, dal momento che Dizdarevic è un giornalista piuttosto acuto, in genere). Forse, si sarebbe trattato dell'unica parole-chiave che avrebbe consentito a noi, comuni mortali, di afferrare il senso di questo articolo.
Ma poi scusate, se al parlamento serbo si è tenuta per la prima volta la celebrazione del Bajram, con tutti i secondi fini che volete, ma perché mai non dovremmo salutare questo evento come un passo verso una maggiore distinzione tra "serbitudine" e ortodossia cristiana?! Io veramente non capisco, scusate...questo articolo avrei fatto meglio a scriverlo io, piuttosto che il suo autore.

e te pareva

E proprio periciloso questo Kostunica, chi l'avrebbe detto!

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