Home / aree / Bosnia Erzegovina / I politici della BiH non vogliono l'Europa

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vergogna

io vivo in italia dall '98 e durante la guerra in bosnia sono stato la, ho visto delle cose brutissime che sono peggio dell qualsiasi incubi. serbi hanno distrutto yugoslavia intera e adesso fanno finta di niente e vogliono anche la parte della bosnia lo stesso . vergogna vergonga vergonga per loro e anche per la comunita europea perche permettono una cosa di questo genere.....

per js

la spartizione della bosnia non e' affatto una possibilita' "reale", e' solo il sogno che unisce nazionalisti Croati e Serbi da piu' di un secolo... e sarebbe meglio se questo sogno se lo facessero passare, perche' non ha mai portato nulla di buono.

dalla BiH

Vivo e studio da due mesi a Mostar, insieme ad altri 120 studenti serbi, croati, bosniaci e 80 internazionali. Siamo il neo-nato Collegio del Mondo Unito in Mostar. Spezzettare la Bosnia distruggerebbe tutto ciò che stiamo tentando di costruire: dialogo multietnico, necessario perché le varie etnie sono troppo mescolate per effettuare una divisione territoriale. Bisogna ricordare che l'accordo di Dayton non menziona l'educazione: finché i giovani studieranno diversi curriculum in diversi edifici, come possiamo sperare che non vengano manipolati dai politici nazionalisti?

bosnia2

La si potrà e dovrà riformare, adattare, ammorbidire, smussare, migliorare, riniominare, ma la RS è il compromesso che fa sì che i serbi di Bosnia possano partecipare al processo di democratizzazione e normalizzazione. In fin dei conti, loro in Bosnia erano tanti, quasi quanto i musulmani, e "padroni di casa" non meno dei secondi; eppure, la BiH indipendente non la volevano; a loro (e a ragione, direi) andava bene la Jugoslavia, l'unico stato che unisse tutti i serbi (e nel quale, insieme a cinque altri popoli, non portavano il titolo di "minoranza"). purtroppo, con il suo nome e i suoi simboli, la RS di oggi pare ancora figlia di Karadzic, e questo pesa, da fastidio a molti (anche a me). ma come entità (cambiatele nome, cambiatele bandiera), oggi, rappresenta una forma di garanzia politica per tutti i serbi, anche quelli "buoni". Sarajevo è costretta a fare i conti parlare con essa, si renda conto che prima o poi dovrà girare la testa verso Belgrado. perché oggi più che mai (anche se c'è stata una guerra), il rapporto tra Serbia e Bosnia (tutta intera!) è di un'importanza cruciale; la seconda (anche solo per questioni geografiche) non potrà isolarsi dalla prima, non può pretendere di essere così "altro" rispetto ad essa, o che ad Est ci sia il mare, e il giorno in cui questa cosa sarà capita a Sarajevo più che a Banja Luka potremo forse parlare di una Bosnia veramente unita.

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Ribadisco ciò che avevo detto e che OB non so perché non mi ha pubblicato, errori tecnici forse. fa effettivamente arrabbiare l'ipocrisia di chi ormai 16 anni fa liquidò la Jugoslavia (dandola vinta ai nazionalismi) e ora fa di tutto per sostenere (anche ideologicamente) l'unità bosniaca. l'esistenza della Jugoslavia pre-bellica aveva molto più senso di quella di questa Bosnia post-bellica (anche in termini commerciali, visto che si è parlato pure di commercio, e qualche sloveno pentito mi da ragione). eppure, è una questione di EQUILIBRI. QUINDI bisogna essere lucidi, e rendersi conto di come la conservazione dello stato bosniaco, fragile e controverso emblema del peace-keeping, sia indispensabile ai delicati equilibrii della regione. come qualcuno giustamente dice, spartire la bosnia vorrebbe dire decretare la fine della partita con vittoria definitiva dei nazionalisti (lasciamo stare ustascia e cetnici, parliamo piuttosto di nazionalismi odierni, quelli più subdoli, che in un modo o nell'altro sanno corrompere i più, ahimè). vorrebbe dire interrompere a metà un processo che, pur con mille difficoltà, qualcuno si sforza di portare avanti, magari dedicandovi la propria vita, e qualche risultato ogni tanto lo si ottiene. essere realisti e pensare agli equilibri vuole anche dire che la sovranità della Republica Srpska all'interno della BiH, piaccia o no, per i prossimi 20 anni NON si mette in discussione.

per claudio

Il punto non è che dobbiamo convincerci a odiarci e separarci. Il punto è che proprio per avere un minimo di pace è meglio se serbi, croati e musulmani se ne stiano separati. Certi discorsi di unità e fratellanza sono bellissimi, ma a volte non praticabili. C'è chi ha subito di tutto durante la guerra. E' dura convincerlo a vivere fianco a fianco con chi ha supportato i propri assassini. E permettimi di aggiungere una cosa: ti ricordo che oltre agli ustaša e ai cetnici esistono anche i mujaheddin. E ti dico anche che, da croato, pur essendo sostenitore di una divisione della Bosnia-Erzegovina non mi sento affatto un ustaša! Proprio per niente! Saluti.

nazionalismi sanguinari e vincitori

Quello che dicono in molti, spartire la Bosnia, significa che i nazionalismi sanguinari e massacratori sono anche vincitori e infine arrivano ai loro obbiettivi. In 15 anni si è riusciti a distruggere la fratellanza e solidarietà tra i nativi di bosnia e a convincerli che è meglio odiarsi e separarsi. Questo è falso. In futuro sarà indispensabile collaborare e commerciare. Comunque avete ragione voi. La Bosnia deve scomparire. Cetnici e Ustascia hanno sempre avuto ragione? O no?

IL SADISMO DELL'UE

la bosnia e' lo specchio impietoso del fallimento della Jugoslavia...qual'e' il sinistro e sadico proposito dell'UE di mantenere con la forza in BiH quello che oramai e' un bellissimo sogno infranto e irreversibile?

bosnia

io credo personalmente che lo smembramento affrettato della jugoslavia sia stato l'errore più grande che l'occidente abbia commesso nel '900, e che la Bosnia indipendente sia in qualche modo, in questo quadro, un nonsense e una grande contraddizione. ma non bisogna trascurare una questione secondo me importantissima: quella degli equilibri. piaccia o no, il mantenimento (anche solo formale) dell'unità dello stato bosniaco è indispensabile a questi equilibri. bisogna essere ottimisti, anche se è dura, e continuare a investire in una Bosnia il più possibile efficiente, a livello politico. questo senza mettere in discussione la sovranità della Republika Srpska al suo interno, poiché anch'essa è funzionale a questi equilibri. però, i rapporti (positivi) tra Serbia e Bosnia devono sempre più realizzarsi in un riavvicinamento tra Belgrado e Sarajevo, e sempre meno nel rapporto esclusivo tra Belgrado e Banja Luka. in questo, anche la componente musulmana (e croata) dovrà modificare non di poco il suo atteggiamento. in generale apprezzo molto di più la linea di Tadic rispetto alle posizioni poco costruttive di Kostunica.

per rafrad6164

Sono d'accordo con te, la vedo assolutamente allo stesso modo. Infatti se la divisione della Jugoslavija è stata supportata dall'Occidente, a questo punto è bene che, per coerenza, anche la Bosnia-Erzegovina venga divisa, visto che lei stessa mantiene in vita l'idea di una piccola Jugoslavija. La Republika Srpska alla Serbia, l'Erzegovina occidentale alla Croazia e la Bosnia centrale ai musulmani. E' questa l'unica soluzione per avere una speranza di pace nei Balcani, è inutile continuare a negarlo.

Commenti...

A Rafrad6164 direi che il Regno di Bosnia esiste dal medioevo, diventato Repubblica con Tito, per cui è tutt'altro che artificiale. Inoltre, quelli che tu dici essere 3 popoli (io preferirei parlare di 1 popolo solo), in BiH hanno sempre convissuto pacificamente. Per Martin: probabilmente se facessero tanti pezzettini della Serbia, magari iniziando proprio da sud ovest, sicuramente l'UE stenderebbe un tappeto rosso fino a Bruxelles!

A chi disturba la polizia locale.

Ricordo che la guerra in Croazia e' partita proprio nel momento che Tudjman mando i suoi paramilitari croati nelle stazioni di polizia ubicate nelle zone abitate prevalentemente dai serbi autoctoni per sostituirsi alle firze di polizia che erano allora ancora jugoslavi ma di etnia prevalentemente serba, come credo sia normale.----Cosa si vorrebbe fare ora in Bosnia ??? ripetere lo stesso sbaglio ???
Del resto l'ultimo paragrafo dell'articolo la dice lunga sui veri propositi di questa riforma: unificare la polizia sotto un'unico comando che possa "garantire" con la coercizione il dopo Dayton, ossia la riedizione di una probabile nuova crisi tra le popolazioni della Bosnia alle quali viene negato il diritto a scegliersi la propria vita.

ihih!

se il montenegro si è trovato davanti al semaforo verde,perché non spezzettare la serbia in tanti montenegri?! in tal modo altro che semaforo giallo!
anche perché all'UE secondo me è solo il nome che non piace,a questo punto...

Con i Balcani nel cuore

Secondo me questa è davvero una brutta notizia. Sono stata poco in Bosnia, ma è un paese che amo moltissimo, per la sua storia e le sue persone. Mi fa male pensare che non riescano a trovare una soluzione, come popolo. Credo che l'unica cosa utile per la Bosnia sia aiutare (anche se aiutare non è una parola che amo) le persone a credere il loro stessi e a fare loro stessi politica, attreverso comitati e associazioni che diano dei risultati tangibili attraverso piccoli obiettivi. Per poi far crescere questi obiettivi ed entrare lentamente nei "palazzi del potere", in modo da non averne più paura o schifo, ma per cambiare veramente le cose. Ovviamente, per fare questo, si ha bisogno almeno dell'essenziale per vivere, ed in questo, il ruolo dell'Unione Europea è fondametale.

La verita' fa male.

Condivido parzialmente il pensiero di Dizdarevic. Per lui e' un fatto negativo, mentre per me e' positivo. Io sostengo da moltissimo tempo che la Bih non ha futuro e le parole del succitato lo confermano. Infatti la Bosnia e' uno stato artificiale e tutto quello che succede e' il "giusto prezzo" che gli unionisti devono pagare. Peccato che gli indipendentisti debbano vivere i medesimi disagi. Insomma spero che la Bih cessi di esistere il piu' presto possibile e che due dei tre popoli costituenti siano finalmente liberi.

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