Commenti
X Dino
Martedì, 11 Novembre 2008 10:29:00
AleksPG
Caro Dino sono perfettamente d'accordo. Temo di essere stato frainteso e me ne dispiace. Di solito il bersaglio del mio diletto retorico sono proprio quelli che confondono la Jugoslavia di Tito con il regime di Milosevic: anzi di solito si appropriano della propaganda di Milosevic per rileggere le ultime guerre balcaniche, e secondo me, continuano il processo di cui lei parla, confondere le acque per propagandare temi prettamente cetnici (oggi radicali). Quelli che usano l'Ideale Jugoslavo per nascondere dell'evidente revanscismo serbo condito di odio etnico. Penso inoltre che la Ju sia stata il migliore e forse unico esempio storico di comunismo accettabile, oltre che uno splendido paese che tutti, e giustamente, ricordano con nostalgia (compresi la maggioranza degli anziani albanesi del Ks, per quanto mi risulta). Penso anche che non fosse paradisiaco come a volte la si dipinge (era comunque uno stato di polizia) e il suo sistema economico non ha retto alla fine dei blocchi, ma questo è un altro discorso.
Per AleksPG - 2
Domenica, 09 Novembre 2008 18:18:37
Dino, Zagreb
La SFRJ è finita nel 1990, non si è mai insozzata con la guerra, è sinonimo di pace, libertà e uguaglianza per tutti gli jugoslavi, dai musulmani agli sloveni, lo è anche per i kosovari anche se non lo ammetteranno mai. Tito è uno dei pochissimi capi di Stato a non aver mai dichiarato una guerra, nessun presidente del consiglio italiano degli ultimi 20 anni può dire altrettanto. Milosevic non è mai stato presidente della SFRJ come Tito, gli jugoslavi lo hanno rifiutato. Come ha ricordato lei, quella dei 90 non era più La Jugoslavia, si chiamava FRJ (senza la S e la stella!) solo per legittimare i nazionalisti serbi; gli stessi serbo-montenegrini erano a disagio a chiamare quello schifo Jugoslavia, come la gloriosa SFRJ. Non si permetta mai più di ridurre la SFRJ a una grande serbia qualsiasi. Offende 22 milioni di Jugoslavi. Io non mi permetto di offendere l'Italia definendola una "grande" padania, e qualche ragione in più ce l'avrei.
Per AleksPG - 1
Domenica, 09 Novembre 2008 18:17:48
Dino, Zagreb
Caro Aleks, non si permetta mai più di equiparare i cetnici e i Karadjordjevic a Tito! E' come se io equiparassi Mussolini e i Savoia a Togliatti o De Gasperi. Si atteggia a intellettuale liberal-chic, ma cita dal suo salotto fonti a sproposito senza nemmeno conoscerle. L'accademia SERBA delle scienze è appunto serba, non rappresenta in alcun modo la Jugoslavia, non l'ha mai rappresentata, ha rappresentato solo una parte della Serbia, quella ultranazionalista che purtroppo tra l'86 e il 90 ha trasformato progressivamente la SFRJ in una "grande" serbia, gli accademici non rappresentavano né i serbi né tantomeno gli jugoslavi, erano solo quei pochi intellettuali graditi al regime di Milošević; il memorandum è il manifesto dell'anticomunismo e del nazionalismo di matrice cetnica, insomma, del fascismo serbo, è l'opposto del comunismo e dell'internazionalismo di Tito e della SFRJ. A partire dalla fine degli anni 80 i cetnici hanno sempre provato a confondersi coi comunisti, a mischiare le acque, a confondere la SFRJ con la "grande" serbia, perché faceva loro comodo apparire come "eredi", la SFRJ e Tito li legittimavano, e poco importa se una volta i cetnici sparavano ai comunisti di Tito, onestà e dignità non sono mai state loro caratteristiche.
maledetti mongoli!
Lunedì, 03 Novembre 2008 15:16:51
Manlio
L'idea di studiare i documenti dell'Accademia delle scienze non è male. In effetti si può parlare del nazismo senza aver mai letto il Mein Kampf? Penso che la carenza maggiore di OB stia nella mancanza di una sezione dedicata ad alcuni documenti storici fondamentali.
I vari Patti, i trattati, le belle tesi degli accademici belgradesi e tante altre cose che nella maggior parte dei casi sarebbero sufficienti a chiudere delle polemiche in poche battute. L'obiezione che si tratta di argomenti non di attualità non tiene a meno che qualcuno non riesca a tracciare un limite netto tra storia ed attualità e in nessun posto al mondo è più difficile farlo. Io continuo a pensare che l'unico vero responsabile dell'attuale situazione nei Balcani sia Gengis Khan e non passa giorno senza che lo stramaledica.
Jugonostalgici
Sabato, 01 Novembre 2008 13:44:43
AleksPG
Scusa Carlo, ma perchè non vi fate un sito tutto per voi? Potreste scambiarvi memorabilia, sia di Tito che dei Karadordevic (tanto nella posizione grande-serba non c'è cntraddizione), scambiarvi musica turbo-folk, foto di Milosevic e Ceca, studiare i documenti dell'Accademia delle scienze di BG. Continuare a sognare felici! Potreste anche dire tutte le stupidaggini che volete sulle razze e le etnie senza rischiare di offendere nessuno (vi leggereste da soli). Un sito bellissimo, con una sezione di fantapolitica, dove i Croati e gli Sloveni vogliono tornare a essere jugoslavi, o per lo meno si può fare una Jugoslavia con montenegrini e bosniaci della vostra fantasia fregandosene del processo democratico, anzi potreste avere i carriarmatini colorati per schiacciare quelli che non si sommetteranno e forse conquistare l'Europa (la Kamchatka potete lasciarla alla Russia). Non avreste più il fastidio di discutere con chi vive nel mondo reale del 2008! Ferrero sarebbe il presidente della repubblica italiana e non un extraparlamentare, e il gli albanesi del Ks tornare sotto l'autorità serba. Il boschetto della (vostra) fantasia, io lo chiamerei questo sito.
x AleksPG
Sabato, 01 Novembre 2008 12:45:11
Manlio
Ho l'impressione che tu stia perdendo il tuo tempo. Le cose che dici sono note e stanno scritte in anni di articoli tradotti da OB. Gli interventi di varie persone negano l'evidenza ma io ho, come te, l'impressione che l'attuale redazione di OB preferisca lasciare fare. Anche io ultimamente ho subito alcune censure. Supposizioni? Tante! Dalla semplice distrazione a possibili finanziamenti FIAT. Che fare? Come tanti altri frequentatori del sito, limitarsi a leggere gli articoli e tenersi per se i commenti evitando di leggere quelli degli altri. Nella speranza che la "storia" di certi personaggi non diventi domani la "Storia ufficiale". Cosa non impossibile e forse inevitabile.
x Aleks
Venerdì, 31 Ottobre 2008 14:36:26
Carlo
Aleks, dialogare con te è avvilente! E' avvilente parlare con chi non vuole capire (o non può? a questo punto comincio a domandarmelo anch'io!). Il punto non è negare o meno il diritto di voto (ci mancherebbe che BiH e CG facessero pure questo!!!), il punto è che metà della popolazione bosniaca e montenegrina ha rigettato gli stati etnici nei referendum sulla secessione, che non riconosce, ed ha invece votato la Jugoslavia (eccoti servito pure qualche "elemento di realtà" che ne anticipa il ritorno!). Poi sono d'accordo anch'io, se è solo il nome che vi fa tremare (JU-GO-SLA-VIJA!!! così slavo, comunista...), chiamatela come vi pare, basta che si costruisca un Paese solo, laico e multietnico, in cui tutti possano riconoscersi, e la si pianti con questo scellerato principio dell'autodeterminazione su base etnica. Peraltro Paese delle Libertà trovo sia un bellissimo nome, molti italiani ci si trasferirebbero.. prenderemmo 2 piccioni con una fava! Ps: Yugoamerica è il supermercato di "Jagoda - Fragole al supermercato", la divertentissima commedia di Dusan Milic con Branka Katic, Srdjan Todorovic e Mirjana Karanovic. Film Geniale!
Sordi
Giovedì, 30 Ottobre 2008 16:07:55
AleksPG
Io sarò pure sordo a certi toni forse un po' arroganti (va bene così, signori censori? ), sopratutto quando non ci si preoccupa di poter spargere odio etnico (dopo aver cautamente nascosto la mano). Ma se l'interlocutore non si è accorto che la Jugoslavia è morta proprio su iniziativa dei popoli che la costituivano (tranne quei serbi che nella Ju hanno sempre visto la realizzazione del "grandeserbismo"), allora forse si tratta di un dialogo TRA sordi. Se poi non capisce che nessun elemento di realtà ne stia anticipando in alcun modo il ritorno, allora forse è meglio iniziare a dargli ragione (all'interlocutore duro d'orecchi). La terza nozione, ossia che il montenegro non conceda rappresentanza al 50% dei suoi cittadini, non andrebbe commentata (a me non risulta che a nessun cittadino montenegrino sia negato il diritto di voto, come non mi risulta che la Serbia distribuisca cittadinanze a tutti quelli che la mattina si svegliano sentendosi serbi, perchè un avo 400 anni fa...). Sui risultati del referendum d'indipendenza montenegrina, il discorso è complesso e andrebbe approfondito, ma è evidente che se si cercano solo conferme alle proprie idee (per quanto elementari) forse tali approfondimenti è meglio scartarli.
P.S. Jugoamerica cosa sarebbe, Sudamerica? Che c'entra? Ed il Paese delle libertà cos'è, una battuta divertente?
chiosa su due (2) concetti
Giovedì, 30 Ottobre 2008 14:50:00
AleksPG
...Due concetti (2) imparati a memoria e ripetuti a pappagallo. Il termine "secessione unilaterale" è tutt'altro che scontato. La Bosnia ha preso la strada dell'indipendenza dopo una certa esitazione, e dopo che Slovenia, Macedonia e Croazia avevano già abbondonato la federazione stessa. Difatti la Serbia ha fatto pressione sul montenegro perchè posticipasse la propria indipendenza, proprio per conservare una legitttimità, per quanto minima e formale, ad intervenire in nome dell'ormai ex Jugoslavia. Che il vero fine fosse la guerra (accordata con la Croazia) per spartirsi in due la Bosnia, oggi è accettato da più parti: il piano è riuscito nei mezzi (pulizia etnica) ma non negli effetti. In questo quadro il problema della cantonizzazione cambia di prospettiva. E comunque nessuno dei due motivi può essere usato per giustificare anni di assedio e bombardamenti di Sarajevo, o tutte le altre atrocità di quella guerra (inelencabili perchè me li censurano)
nn c'è peggior sordo...
Giovedì, 30 Ottobre 2008 12:36:29
Francesca
Aleks, scusa la battuta, ma.. ci fai o ci sei? Rafrad non ha mai auspicato che la Bosnia paghi le colpe di aver distrutto la Jugoslavia (tra l'altro, le colpe maggiori sono di Tudjman e dell'HDZ, non della Bosnia), rileggiti i suoi post, ha semplicemente detto che la Bosnia è la Jugoslavia in piccolo, lo è sempre stata, se c'è nazionalismo e secessionismo in Jugoslavia c'è per forza di cose anche in Bosnia; la fine della Bosnia e la sua divisione è PURTROPPO inevitabile in un contesto nazionalista basato sull'autodeterminazione per etnia. La BiH può esistere solo in un grande Paese laico, multietnico e internazionalista, se ti dà fastidio la parola Jugoslavia perché fa troppo "gauchiste", chiamalo Yugoamerica o Westernslavia, o il Paese delle Libertà. Si, il concetto che cerchiamo di spiegarti è proprio che nessuno è solo vittima o solo carnefice, come spiegato ripetutamente anche da js, le colpe vanno divise almeno equamente. Spero che stavolta tu abbia capito, altrimenti mi scuso, la colpa è mia, evidentemente non riesco a spiegarmi. Saluti laici e internazionalisti.
sempre raccapricciante rimane
Mercoledì, 29 Ottobre 2008 20:24:08
AleksPG
non so se la cosa t'interessi Francesca, ma io non sono nazionalista per quanto riguarda l'Italia, figuriamoci per un paese che non è il mio: il nazionalismo è un ideologia che detesto (e non ne amo o seguo nessun'altra). In quanto al musulmano, io sono ateo dall'età della ragione, e felice di esserlo, e spero nella laicizzazione di tutte le società. Rafrad si augura nel suo post che la Bosnia paghi la colpa di aver distrutto la Jugoslavia: una semplificazione che nemmeno Milosevic accetterebbe, una cosa raccapricciante da dirsi perchè il luogo che ha già pagato maggiormente è proprio la Bosnia. Se il concetto è che non si possa ascrivere nessuno come sola vittima o solo carnefice, ebbene io sono totalmente d'accordo. Trovo assurdo che un essere umano non si elevi al di sopra della sua identità nazionale (che poggia su basi effimere). Se il velato tentativo è di dire che i serbi sono più vittime degli altri e caldeggiarne ancora il revanscimo, diffondendo odio sui supposti nemici sperando in nuovi massacri, beh, la cosa mi disgusta ma non smetterò certo di definire i nazisti di tal specie dei subumani (perlomeno moralmente). In quanto al ritorno della Jugoslavia, secondo me questa è pura masturbazione mentale: ciò non vuol dire che l'ex Jugoslavia non possa essere ancora uno spazio culturale aperto e ancora più dinamico che in passato. Un saluto laico e antiautoritario.
totalmente d'accordo con Francesca
Mercoledì, 29 Ottobre 2008 12:01:54
js
Francesca ha completamente ragione. All'epoca noi jugoslavi conoscevamo tutti di che pasta era fatto Izetbegovic e di come dietro le sue belle e false parole di tolleranza si nascondesse in realtà un fortissimo fondamentalismo islamico. L'enorme colpa di Izetbegovic è stata proprio quella di avere la presunzione di dichiarare l'indipendenza dalla Jugoslavija senza preoccuparsi minimamente del fatto che almeno metà della popolazione bosniaca (serbi soprattutto ma non solo, anche molti croati come me e la mia famiglia) non ne volesse sapere di vivere in uno stato governato da un estremista islamico. Mi spiace, caro AleksPG, ma le colpe della guerra in BiH sono perlomeno da dividere equamente tra serbi, croati e musulmani. Il fatto che i musulmani abbiano avuto più morti di altri, non può farli passare esclusivamente dalla parte delle vittime. Pozdrav!
Caro Aleks
Martedì, 28 Ottobre 2008 21:15:18
Francesca
Non mettermi in bocca ciò che non ho detto! Tu vedi il mondo solo in bianco e nero: bosgnacchi e albanesi non sono solo le povere vittime del popolo serbo assassino e stupratore. Anche nell'altra metà della Bosnia (la confederazione) manca metà della popolazione, le maggiori responsabilità della guerra e dell'assedio sono di Izetbegovic (e di chi l'ha voluto), che avrebbe potuto evitare la guerra 2 volte: prima non dichiarando un'indipendenza unilaterale non riconosciuta dal 40% dei bosniaci, poi accettando la cantonizzazione della BiH (che gli avrebbe dato più terra di quanta ne ha avuta con la guerra). Pensavi che metà del popolo bosniaco avrebbe accettato di vivere in una repubblica (islamica?) guidata da un fondamentalista illegalmente uscito di prigione? La Costituzione prevedeva la secessione, non su basi etniche e non la discriminazione razziale. In Montenegro è passata per lo 0,5%, in BiH non è stata consultata un'intera comunità rappresentante quasi il 40% della popolazione! La metà dei bosniaci e dei montenegrini non è riconosciuta dai rispettivi paesi, tanto vale ripristinare un unico Paese che riconosca tutti. Sono solo realista e pragmatica.. e straconvinta che il tuo nazionalismo musulmano non porti da nessuna parte.
Y
Lunedì, 27 Ottobre 2008 10:06:18
AleksPG
nelle lingue latine, germaniche e anglosassoni i dizionari riportano Yugoslavia, appunto con la Y, compreso in italiano. Devo ammettere che anch'io trovo più giusto l'utilizzo della J (i lunga) che rispetta anche la pronuncia italiana (benchè noja non si scriva da più di un secolo e juta sia solo un eccezione)
X francesca (rafrad) 2
Lunedì, 27 Ottobre 2008 09:51:35
AleksPG
La costituzione della Yugoslavia, prevedeva che le repubbliche potessero uscirne (non prevedeva che all'atto di uscita fossero aggredite dall'esercito, da paramilitari massacratori e mafiosi tipo Arkan, nè che si soffiasse sulla guerra civile e la pulizia etnica in intere parti del loro territorio). La fine della Yugoslavia viene decretata dalle posizioni dell'Accademia delle Scienze di Belgrado, che rigetta la costituzione yugoslava per affermare la superiorità serba nei territori della federazione: su tali documenti (appoggiati da ecclesiastici e clericali su basi teologiche deliranti) si fonda la "legittimità" della guerra di Bosnia e del Kosovo da parte serba. Sei proprio sicura(o) che i cattivi siano solo i bosniaci e le vittime sempre e solo i serbi (dall'attuale configurazione della popolazione sul territorio della RS io qualche dubbio ce l'avrei...)
x Francesca
Lunedì, 27 Ottobre 2008 09:14:26
AleksPG
Dunque, a quanto si evincerebbe dalle tue indiscutibili verità, l'assedio di Sarajevo sarebbe responsabilità diretta dei bosgnacchi (definizione che tu usi alla leggera ma non è certo accettata da tutti quelli che vengono considerati tali, vedi quelli che preferiscono "musulmani" e quelli che non accettano nessuna di queste due definizioni). Insomma come quelli che dicono che la colpa di uno strupo non può non esser colpa anche della donna (ha provocato). Brava! Sui combattenti stranieri, tu sai che è stato un effetto diretto dell'embargo alle armi, vero? o vuoi qualche consiglio bibliografico? Il fatto che sul territorio di mezza Bosnia manchi la metà della popolazione (i musulmani o bosgnacchi o i cittadini di non riconosciuta razza serba se preferisci) leggasi dalla RS, per te è ovvio risultato delle loro colpe: ovvio, come le donne in minigonna. Ricorderei a te e a Rafrad il raccapricciante che il mondo non è in bianco e nero come voi lo dipingete, ma temo sia inutile.
Y?
Venerdì, 24 Ottobre 2008 13:56:30
Franz
Non riesco ancora a capire come ci possano essere persone "studiate" che scrivano Jugoslavia con la "Y"!
il male al tempo dei giusti
Venerdì, 24 Ottobre 2008 10:47:33
Per Manlio
Pienamente d'accordo con te! Come hai ricordato, Tudjman fu giustamente condannato dalla Savez Komunista Jugoslavije a 2 anni di prigione nel 1971 a causa della vergognosa politica nazionalista che iniziò nel 1967 e che riprese nel 1989. Ricordo con piacere altri celebri criminali condannati dalla Savez Komunista Jugoslavije: Karadzic e Izetbegovic, condannato a 14 anni di carcere nel 1983 (tra le sue follie, repubblica islamica di Bosnia etnicamente pura e alleanza col regime fondamentalista degli ayatollah iraniani), condanna che non scontò mai grazie al 1989-libera-tutti.
SMemorie
Giovedì, 23 Ottobre 2008 15:59:42
Manlio
Mi fa piacere che tu condivida parte di quello che ho scritto ma se non ricordo male negli anni '70 Tudjman era in galera. Messo lì, giustamente, da Tito. Se poi mi dici che era giusto che ci rimanesse, allora siamo d'accordo su tutto.
un solo grande Paese multietnico
Giovedì, 23 Ottobre 2008 14:49:20
Per Manlio
Sono d'accordo, la Bosnia è sempre stata il cuore geografico e culturale della Yugoslavia, Sarajevo ne era la capitale culturale, la capitale doveva essere in BiH, o a Sarajevo o a Jajce, la città dove nel 1943 "nacque" la Yugoslavia e iniziò la liberazione. Ma è stata la politica sconsiderata di Tudjman, nazionalista e anti-jugoslava, che dai primi anni 70 ha danneggiato i croati stessi e permesso ai dirigenti serbi di ottenere i principali posti di potere. Oggi però le condizioni per ricreare un solo Paese unito e multietnico ci sono, la lezione è stata imparata, gli errori commessi in passato non ripeteranno.
x aleks
Giovedì, 23 Ottobre 2008 14:24:26
Francesca
"non è stata la Bosnia ad invadere Serbia e Croazia"... di raccapricciante c'è solo la tua ignoranza! Primo, la Bosnia non è solo la comunità bosgnacca come come tu pensi (poi magari sbaglio ma dal commento sembra tu pensi così). Secondo, la comunità bosgnacca ha colpe pari se non superiori a quelle di croati e serbi: Izetbegovic prima ha voluto la secessione unilaterale, poi ha rifiutato la divisione in cantoni della BiH accettata anche da Milosevic, che avrebbe impedito la guerra e assegnato oltrettutto ai bosgnacchi più terra di quanta non ne abbiano ottenuta con la guerra che LORO hanno voluto, poi ha accolto e favorito i fondamentalisti stranieri. La verità è che i cittadini dell'ex Yugoslavia possono vivere in pace solo in un grande Paese multietnico, ormai è dimostrato che l'autodeterminzione qui porta solo a una cascata di partizioni e rivendicazioni inarrestabile. Quel Paese esisteva, e bisogna avere l'onesta intellettuale di riconoscere che la responsabilità della situazione attuale è di chi quel Paese l'ha voluto distruggere.
grazie
Giovedì, 23 Ottobre 2008 09:11:20
provenzan salvani
non vedo l'ora di procurarmi questo libro. in questi anni sono stato sommerso da racconti di orrore e di odio. raramente mi e' capitato di ascoltare storie che parlassero di una umanita' diversa, e ogni volta era come un sorso d'acqua fresca nell'arsura di un deserto. il passato, felice o triste, non puo' e non deve tornare, come e' giusto che sia, ma e' bello e utile ricordare, come dice l'articolo, gli aspetti positivi e i limiti di quel passato. anche perche' "questo" presente in bosnia e' intollerabile...
Generazioni passate e future
Mercoledì, 22 Ottobre 2008 16:24:44
Manlio
Se la Bosnia fosse stata il centro, anche politico, della Jugoslavia e Sarajevo la capitale della Federazione gli jugoslavi, TUTTI GLI JUGOSLAVI, non avrebbero subito quello che hanno subito.
I nodi politici irrisolti generano conflitto. Io penso che prima o poi tornerà almeno una qualche forma confederativa ma occorre fare delle scelte politiche. Sono scelte che devono fare gli ex-jugoslavi e non altri ma l'attuale classe politica non è in grado di farle. Bisognerebbe clonare Tito.
raccapricciante
Martedì, 21 Ottobre 2008 21:24:38
AleksPG
Caro Rafrad, benchè il tuo post non meriterebbe commenti, io ci provo lo stesso. Guarda che chi ha pagato di più la fine della yugoslavia è stata la bosnia: non è stata propriamente la Bosnia ad invadere Serbia e Croazia. Io non capisco come gente che lascia commenti come i tuoi possa guardarsi allo specchio senza vergognarsi. Non hai specchi a casa?
La Bih.
Martedì, 21 Ottobre 2008 20:22:57
rafrad6164
Chiaramente la Bosnia ed Erzegovina non ha fatto tutto da sola, pero' essa e' una sorta di Jugoslavia in miniatura e quindi e' inevitabile che segua il destino della succitata.
grande
Martedì, 21 Ottobre 2008 17:28:02
matrix
bella recensione, grande svetlana
La SFRJ non morirà mai!
Martedì, 21 Ottobre 2008 16:30:46
x rafrad
la Yugoslavia c'è stata, c'è e ci sarà sempre. Non morirà mai, è dentro a tutti noi che crediamo nella pace, nella libertà, nell'uguaglianza e nella fratellanza.
ma la ex Jugoslavia c'è
Martedì, 21 Ottobre 2008 15:06:19
BR
Non sarà la nipote di Tito a ricostruire quello che non c'è più, ma almeno Svetlana Broz prova a gettare un seme di pace. E poi non credo si possa dire che la Bosnia abbia fatto tutto sa sola..
1 partito in tutte e 6 le Repubbliche Yugoslave
Martedì, 21 Ottobre 2008 12:50:20
Dino
Nelle Repubbliche Yugoslave sono tantissimi quelli che non hanno mai creduto agli stati etnici, all'odio razziale, al nazionalismo, all'integralismo delle religioni; a questi si sono aggiunti quelli che invece ci avevano creduto e sono stati delusi. Queste persone oggi sono il "partito" più numeroso, se solo ci fosse un partito in tutte le Repubbliche Yugoslave a rappresentarle...
La Jugoslavia non c'e' piu'.
Martedì, 21 Ottobre 2008 11:44:04
rafrad6164
Ormai il paese multietnico e' distrutto e non sara' certo la nipote di Tito a resuscitarlo. Anche i Serbi non credono piu' in esso e quindi anche la Bosnia subira' quello che ha fatto alla Jugoslavia.
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Padania
Martedì, 11 Novembre 2008 10:56:59
AleksPG