Home / aree / Bosnia Erzegovina / Grbavica, la violenza e l'identità maschile

Commenti

x l'amante della giustizia

grazie della segnalazione. Non potevo saperlo dato che ho visto solo la versione italiana. Questo mi fa ritornare allora sulla mia impressione primitiva: è troppo debole la denuncia di questo film. Perchè , al di là della FINZIONE cinematografica, la REALTA' è che furono costrette a partorire "bastardi" come ultima umiliazione "etnica"....

traduzione scorretta

gentili signori,
vorrei far notare che nel doppiaggio del film, e quindio nella traduzione dalla lingua originale, la protagonista dice alla figlia di essere stata in un "campo profughi" dove avrebbe partorito la stessa. Ebbne permettetemi di dissentire, poichè chiunque veda il film in Italia e non abbia la conoscenza storica e dell'evoluzione del conflitto in Bosnia, assolutamnte non capirebbe che la protagonista fosse vittima di violenza sessuale poichè la stessa si trovava in un "CAMPO DI CONCENTRAMENTO!!!" e non in un campo profughi, differenza forse sottile per alcuni, ma sostanziale per altri, dato che in un campo profughi ci va volontariamente per per trovare riparo e un posto in cui dormire e magari avere qualcosa da mangiare, mentre in un LAGER o "LOGOR" in serbo-croato-bosniaco, si è dei reclusi catturati da forze militari pur non essendo dei combattenti ma semplice popolazione civile.

x siksik

OK! Che vuoi, io le cose le vedo da lontano, e forse hai ragione te. Se quel film è stato girato laggiu', dove ancora cova sotto la cenere il crimine immenso compiuto non solo contro le donne, ed è diretto ad entrambi i lati della barricata, hai senz'altro ragione.

punti di vista 2

LEGGETE PRIMA IL PEZZO SOTTO!! (non sapevo ci fosse un limite di caratteri! Scusate..) Da qui (al di qua dell'Adriatico) è facile - e anche giusto - denunciare apertamente questi fatti; in Bosnia invece bisogna tener conto della sensibilità delle persone che ne sono state colpite, sarebbe stata un'ulteriore violenza affrontare il tema del film così come lo descrivi tu. È solo questione di differente punto di vista: quello della Zbanic è quello di una donna bosniaca, il tuo è quello di un attento e partecipe osservatore lontano. Sono rispettabili e corretti entrambi, soltanto che il film si chiama "Grbavica" ed è stato girato a Sarajevo.

punti di vista

Ciao Casimiro, sono d'accordo con te sulle considerazioni sugli "stupri etnici", ma non posso essere d'accordo con il tuo giudizio sul film, né tanto meno con le tue aspettative. Il punto di forza di questo film secondo me sta proprio nella sua delicatezza, e delicato non vuol dire debole: ci sono momenti di fortissima denuncia, ci sono messaggi durissimi nei confronti della società bosniaca di oggi, soltanto che (per fortuna) sono ben nascosti all'interno del racconto. È una storia scritta da una donna bosniaca su una vicenda di donne bosniache: troppo facile aspettarsi qualcosa come "un urlo liberatorio". Si tratta della vicenda di una donna di Sarajevo, non la nostra: sono temi molto difficili da affrontare senza ferire le persone che ne sono state vittime davvero. Questo film ci parla degli stupri etnici, a mio avviso, in maniera perfettamente "pulita": non cerca l'approvazione del pubblico (occidentale) affrontando questi temi in maniera diretta. Torno a ripetere che sono storie che appartengono a loro, alle donne bosniache, e questo film racconta come una donna bosniaca le vive; è assolutamente normale che una madre cerchi di nascondere alla figlia il fatto che è stata concepita da un cetnico, non ci vedo niente di strano (sarebbe non-realistico il contrario). Da qui (al di qua dell'Adriatico) è facile - e anche giusto - denunciare apertamente questi fatti; in Bosnia invece bisogna tener conto della sensibilità delle persone che ne sono state colpite, sarebbe stata un

lho visto anch'io

Molto delicato, sfumato, intimista, un bel film, ma....mi aspettavo altro, a dire il vero. Mi aspettavo un urlo liberatorio. Ed invece vedo una madre che nasconde alla figlia la vergogna del suo concepimento, frutto dello stupro etnico, ultima novità del cantiere ideologico dello strano miscuglio di razzismo e comunismo condepito a Blegrado ....
Quasi fosse una vergogna della stuprata, e non la vergogna di coloro che hanno PIANIFICATO lo STUPRO ETNICO per ferire per sempre sin dalla nascita la vita dell'altra razza....
Si, perchè lo stupro etnico è frutto di una pianificazione di Stato, una shoah etnica pianificata a tavolino, ben diverso dagli stupri "normali" che si verificano nelle guerre.
Questo aspetto non l'ho visto nel film.
Poteva essere un film su una stuprata qualsiasi che ha avuto un figlio...
Troppo poco di fronte all'enormità dell'INVENZIONE.
Mi aspettavo invece di vedere ad esempio quel processo che vidi alla TV Ljubljana durante la guerra in Bosnia all'unico stupratore finito alla sbarra che confessava di avere stuprato e poi sgozzato decine di ragazze mussulmane, incitato in ciò da Mladic....Lui che non aveva mai avuto una donna! Lui che non sapeva sgozzare.... E Mladic che lo addestrò prima facendogli scannare dei majali....
No, il film è altro, per me troppo debole.
Ma lo stesso è meglio di niente.

uomini

Temo, Balcanik, che tu non abbia centrato quello che è il vero punto del discorso di Palumbo, non tanto interessato a matrimoni omosessuali o diritti dei transessuali, quanto all' esigenza di un "risveglio" maschile in senso costruttivo, in una società che sempre più chiede alternative al nostro tradizionale modo di porsi.
E' certo che una spinta in senso evolutivo ad una cittadinanza consapevole non può non passare da un attento esame di coscienza del nostro agire di uomini, passato ma soprattutto futuro.

uomini e donne

Girarla in modo cervellotico non serve a nulla, i generi sono e saranno sempre due: MASCHILE E FEMMINILE. Se un uomo (maschio) e una donna (femmina) si accoppiano prima o poi proliferano... I cosiddetti "altri generi" facciano pure le loro scelte (nel privato magari) ma mai produrranno una vita che è lo scopo di ogni essere vivente.

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