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Commenti

PS:

PS: aggiungo a ciò che ho scritto prima: il tutto senza dimenticare Srebrenica, chiaro.

(a caldo)

che dire dopo aver letto quest'articolo e sptt i commenti che sono stati scritti?
i commenti nel complesso mi sembrano più veritieri dell'articolo, ed equilibrati, mentre l'art. cerca di dipingere una situazione tranquilla quando tale non credo che sia. Bin Laden aveva passaporto bosniaco... e non è certo una persona equilibrata né portatore di un islamismo aperto e sensibile!
suvvia, non esageriamo, in nome del (cauto) ottimismo coprirsi gli occhi non porta da nessuna parte.
ci auguriamo tutti che le cose procedano e la situazione migliori, però sarà molto impegnativo...

A proposito di Bettiza

Non si puo' dar torto a Grillo quando afferma che il marciume e' innanzitutto nell'informazione.

bih

caro massimo,
mi trovi d'accordo con quanto sostieni.
alcuni commenti ricevuti dal tuo articolo sono "incommentabili" ma a parlar di balcani sono inconvenienti che capitano spesso, soprattutto visto che tante persone non sanno leggere..
pazienza...
auguri di buone feste
beppe

x Alex

proprio ora sono andato a vedere l'articolo che citavi, di Betizza. Lette alcune righe, non sono andato avanti. E' troppo ridicolo, se non comico. E' sorprendente che l'analisi di certe situazioni così delicate vengano affidate a giornalisti tanto incompetenti in questione. Capisco che potrebbe essere un argomento che meno interessa l'opinione pubblica italiana, però, per il bene dell'informazione, un pò di criterio ci dovrebbe essere in tutte le notizie. Si vede che l'articolo è stato scritto da uno che non ci ha mai messo piede nella ex Jugoslavija. Mi ricorda un pò gli studenti delle scuole medie, che alla domanda sul perchè della dissoluzione Jugoslava, rispondono che il motivo era che c'erano tre religioni che non andavano d'accordo. Roba da far ridere, che non varrebbe la pena nemmeno di commentare. Saluti!!!

ho letto..

Bettiza dev'essere chiaramente ubriaco. Purtroppo continua ad aleggiare questa convinzione che i serbi siano tutti un branco di delinquenti sottosviluppati e sub-umani per cui l'unica cosa che devono fare è tacere e subire. Tutto questo è pazzesco, perchè evidentemente la diplomazia occidentale non ha ancora capito che continuando in questo insano tentativo di umiliare e di fare la voce grossa solo con la Serbia, la pace nella penisola balcanica sarà sempre più lontana e difficile da raggiungere. Questo atteggiamento di presunta superiorità nei confronti del "barbaro" serbo, non fa altro che contribuire all'irrigidimento della Serbia sulle proprie legittime posizioni e a vedere l'Occidente come un nemico. Ma d'altra parte anche l'Occidente continua a vedere la Russia come un nemico, e quindi l'unico modo per ridurre l'influenza russa in Europa è quello di mantenere uno stato di instabilità perenne dei Balcani scaricando la responsabilità di tutto sui serbi. Anzi, non vorrei che alla questione kosovara sia stata data questa accelerazione proprio in vista della presidenza di turno della Slovenia, paese che non vede certo di buon occhio la Serbia. I potenti della UE secondo me avevano pianificato tutto da tempo. In questo modo perdono la Serbia ma sperano di conquistarsi il consenso di tutti gli altri stati limitrofi. E non importa se per arrivare a questo bisogna allearsi con i terroristi islamici albanesi e bosniaci... Povero Occidente!

x Danijel e js

Leggo con piacere i post gente sincera e intelligente. Purtroppo ci sono ancora editorialisti come Bettiza che interpretano la storia dei balcani in maniera infantile. Date un occhiata su Panorama e ve ne renderete conto: http://blog.panorama.it/opinioni/2007/12/14/bettiza-ue-6-mesi-caldi-fra-slovenia-e-kosovo/

bravo danijel

Hai pienamente ragione, purtroppo. Adesso gli stati che componevano la Jugoslavija non solo non hanno più voce in capitolo su niente, ma sono addirittura ostaggio delle decisioni prese da gente che con i Balcani non c'entra nulla. La tragedia più grande, oltre alle migliaia di morti, è proprio questa. Non siamo più padroni a casa nostra. E anche quando parli dei giovani bosniaci con barba e Corano hai tutte le ragioni. Anche i miei genitori mi hanno sempre detto che prima non era così. Izetbegovic e i simpatizzanti delle sue folli idee integraliste non solo non avevano il consenso della popolazione, ma venivano giustamente isolati e perseguiti dalla legge. Non sono qui a dire che la Jugoslavija di Tito fosse il paradiso, ma di certo era meglio di quanto abbiamo adesso.

poveri noi...

spero solamente, che in futuro, si guardino di più le cose positive fatte nei quaranta e passa anni dopo la guerra mondiale in Jugoslavija, che le porcate combinate nei quattro anni infernali. Da qualche parte ho sentito che quando uno sta troppo bene, si annoia fino al punto da crearsi un problema da solo. E' incredibile come alcune teste calde possono manipolare situazioni e persone. Noi siamo cascati in una trappola della quale ci ha messo ben in guardia il nostro Tito. Abbiamo dimenticato le sue raccomandazioni e abbiamo abbassato la guardia, dando spazio agli estremisti secessionisti che ci hanno manipolato ad arte. Da un grande Paese che eravamo, eccoci qua ora divisi in tanti statarelli insignificanti, che non hanno alcuna voce nè importanza nell'ambito internazionale. Eravamo il Paese più ricco dell'est europeo, ora invece persino la Romania e Bulgaria ci guardano dall'alto. Tudjman ci ha promesso un futuro da Svizzera, lo vedo infatti... Che ingenui che siamo stati tutti!!! L'ultima volta che sono stato in Bosnia, la cosa che più mi è rimasta in presso è vedere dei ragazzi musulmani giovanissimi portare la barba lunghissima.... con il Corano sottomano. Ma quando mai si sono viste tutte queste cose prima? I nostri popoli sembrano impazziti. Spero solo che le generazioni nuove siano più intelligenti. A noi invece rimane il compito di tramandargli i ricordi più belli di una felice convivenza comune. Grazie

d'accordissimo con alex

Sottoscrivo in pieno, brate!

Si continua a versar benzina sul fuoco.

Non credo che il sig. Moratti lo faccia consapevolmente, ma in effetti interventi come il suo contribuiscono ad inasprire le divergenze ed aumentare l'odio tra le componenti etniche. Bisognrebbe finalmente capire e far capire (cosa piu' importante), ai musulmani che anche loro portano le loro colpe su quanto accaduto, altrimenti si sentiranno erroneamente solo delle povere vittime dei croati e dei serbi e questo allimentera' di continuo il loro revanscismo. Bisogna descrivere anche i loro misfatti verso le altre etnie non musulmane e forse solo allora ciascuno si assumera la propria responsabilita' storica e quindi dara' strada alla vera pacificazione. Non mi sembra una cosa tanto difficile da capire, eppure leggiamo e sentiamo sempre la solita tiritera dei cattivi contro i buoni. Alla fine si straparla che la gente e' stanca della guerra e quindi non c'e' piu' tanto da preoccuparsi. Chiedo ai vuoti di testa: avete mai pensato che la guerra in Bosnia e finita nel 1995 ??? Sono passati 12 anni. I bambini di allora sono diventati uomini e la guerra forse nemmeno se la ricordano. Chi vi assicura che non potrebbe essere questa nuova generazione ad impugnare le armi ???
Per impedirlo bisogna cessare di fare propaganda e accompagnare la gente verso una strada di pace e non di scontro.

sono d'accordo con Lorenzo

Ciao Massimo!
Diciamo che io mi trovo d'accordo con il primo commento. Sei leggermente troppo ottimista. Io frequento i Balcani dal 1992. Penso che al tempo stesso le mentalità si siano divise in 3 ma nessuno davvero vorrebbe altri conflitti. Il problema è che l'Occidente ha combinato diversi guai che hanno dato corda ai nazionalisti. L'Europa non ha mai avuto una politica estera comune e non l'avrà mai sino a che non sarà inghiottita dalle potenze emergenti come Russia, Cina e India. Economicamente parlando, spero. Pertanto in Kosovo e a Banja Luka dell'Europa si fanno beffe. Per le due parti in contrasto esistono solo USA e Russia. Vediamo cosa viene fuori dopo Lisbona. Io intanto passerò la fine anno in Bosnia dai miei amici, serbi, bosniacchi e croati. ;)

giornalismo italiano e Bosnia

E premetto che non parlo da filo-bosniaca, per quanto insensata la stessa definizione appaia. Aggiungo che riguardo ai finanziamenti a Sarajevo provenienti da paesi 'arabi' negli ultimi anni (Iran e Golfo inclusi), non c'è dubbio che esistano e siano esistiti e abbiano, in parte, mutato il volto del paese. ma, per quanto ciò possa fare paura perche "alle porte dell'Europa", fino a prova contraria il fatto di finanziare moschee e centri culturali e media islamici o islamizzanti non costituisce di per sé reato (se volete possiamo aggiungere purtroppo, ma sic est), e perdipiù, nel caso della bosnia, tutto il fenomeno si inserisce precisamente in un vuoto lasciato dalla comunità internazionale nel dopoguerra. aperto per chi voleva occuparlo. Che poi l'islam bosniaco sia di tipo peculiare, e che questa peculiarità sia andata modificandosi nel dopoguerra e non si possa piu ridurre semplicemente a moderatismo e laicismo di memoria yugo, è altrettanto indubbio. come la presenza di ex guerriglieri da paesi 'altri' che son rimasti a vivere nel paese con diverse mansioni. ma anche questo, finché non si mostra la prova dell'esistenza di campi e strutture 'terroristiche' magari sostenute da paesi 'canaglia', non è reato di per sé.

per marcello (parte2)

come l'agnello sacrificale (e quindi condannando indirettamente solo le altre due) che si potrà costruire la pace nei Balcani! Perchè il sig. Moratti può dire quello che vuole, ma la triste verità è che la pace, purtroppo, è ancora lontanissima. Io mi auguro che almeno tra serbi e croati in futuro ci possa essere un rapporto di reciproca amicizia. E' per il bene di entrambi, soprattutto se i musulmani continueranno a sottrarsi alle loro responsabilità come hanno sempre fatto.

per marcello (parte1)

Certo, non ci sono esplicite accuse ai serbi o ai croati, ma ciò che io contesto al sig. Moratti è che continua nel penoso tentativo, peraltro iniziato già da anni in Occidente, di presentare i bosniaci musulmani come i bonaccioni e le vittime sacrificali della situazione, povera gente che non ha mai voluto saperne dell'estremismo islamico e che anzi ha sempre rifiutato collusioni con lo stesso. Quindi, se parliamo di Marte, questo articolo può avere un senso. Ma siccome ci stiamo riferendo al Pianeta Terra e più nello specifico ai Balcani, le possibilità sono solo due: o il sig. Moratti è così tanto ingenuo da credere davvero che fondamentalismo islamico e Bosnia-Erzegovina non hanno nulla a che fare tra loro, oppure è in malafede. In questo momento a me non interessa stabilire chi abbia iniziato o meno a uccidere persone in Bosnia-Erzegovina, anche se Alex ha perfettamente ragione quando dice che i massacri sono iniziati dopo l'assassinio del serbo Nikola Gardovic a Sarajevo nel 1992 per mano dei bosniaci musulmani. Ma a parte questo, ciò che a me interessa dire è che nel conflitto bosniaco tutti hanno avuto una parte di responsabilità, noi croati, i serbi e ANCHE i musulmani. Un'articolo così fazioso, che invece tenta di "purificare" i "poveri" musulmani da tutte le loro colpe, non fa altro che buttare benzina sul fuoco ai già tesissimi rapporti tra serbi, croati e musulmani in Bosnia-Erzegovina. Non è dipingendo una delle tre parti come l'agnello sacrific

ballarò

Il servizio di Ballarò cui si allude, che ricordo benissimo di aver visto perché, da spettatrice e frequentatrice della Bosnia da quasi 10 anni (e, allora, giornalista in erba), mi fece rivoltar lo stomaco, è un pessimo servizio reso al giornalismo. Vi si mostrava un sedicente mujaheddin ripreso dalle telecamere al buio in un bosco che, mancando il contesto, per quanto mi riguarda poteva essere pure Velletri (vicino Roma). Costui, sempre da solo in tutto il servizio, sosteneva di far parte di un gruppo di "migliaia" (decine di m.?) di guerriglieri addestrati per portare la jihad in Europa e già pronti a passare all'attacco; aggiungeva che in Bosnia nella zona (??) esistono vari campi di addestramento all'uopo; infine il/la giornalista lo seguiva per un sentiero sempre buio fino a giungere a una sorta di casolare dove, sistemati in terra all'interno, mostrava alle telecamere il 'suo arsenale' (poca roba in verità), che sempre per quanto mi riguarda potrebbero aver racimolato appositamente per le riprese (e scusate la malafede) supportando la tesi del 'siam tanti e ben armati'. Mi ricordo che tutti i miei amici frequentatori della Bosnia e della ex Yugoslavia di lunga data ebbero la stessa indignata reazione. Anche perché stimavamo abbastanza programma e conduttore.
Purtroppo i nostri media, credo che questo, anche, volesse dire Moratti, si occupano spesso dei Balcani (e non solo) con qella stessa ridotta professionalità. non c'è più spazio...

d'accordo

Sicuramente noi bosniaci, per certi versi, siamo più europei dai cittadini della EU, ma devo ammettere che i morti per ragioni etniche, anche se pochi, in BiH hanno sicuramente un altro peso e devono essere presi in considerazione come segnali di un malessere che persiste.D'altra parte, sono passati solo 15 anni dalla fine della sanguinosa guerra e il tempo non ha avuto "tempo" per fare quello che sa fare bene - attenuare il dolore e la rabbia.

Pienamente d'accordo! 2

Perdona JS, ma non mi sembra che Moratti espliciti riferimenti a responsabilità Serbe o Croate anzi mi pare molto equilibrato nel non addossare responsabilità ad alcuno.

I cliche'

Caro Sig. Moratti devo dire che i suoi 9 anni in Bosnia li ha spesi molto male se riesce a dipingere un quadretto cosi' idiliaco del posto. Mi chiedo cosa ci stanno ancor a fare allora il vicere' Lajcak e la sua corte civile e armata se non tenere assieme una baracca destinata a crollare ??!! In quanto ad affermare che dal 1995 fino ad oggi solo 20 persone sono morte per ragioni etniche e paragonarlo ai morti per criminalita' comune da noi e' una cosa penosa da leggere. E' evidente che non capisce la differenza tra le due cose. Ebbene una e' foriera di guerra, l'altra invece e' fine a se stessa. E se vuole anche un esempio le diro' che per 50 anni in Jugoslavia non ci fu un morto ma nemmeno un ferito a sfondo etnico (spero che lo sappia) e che i massacri dal 1992 in poi iniziarono con un morto serbo a Sarajevo. Quindi caro signore i 20 morti non e' una bazzeccola come vuol suggerire. Il suo articolo lo vedo come un tentativo saporifero per l'opinione pubblica all'approssimarsi di un'ulteriore secessione etnica del Kosovo. Come dire: andate avanti tranqulli con il riconoscimento, che qui in Bosnia se "voion bene da morire" e che tutto andra avanti col suo tran tran.

Pienamente d'accordo!

Sono pienamente d'accordo. Ho vissuto con una divisa "internazionale" un paio di anni orsono in Bosnia ed è perfettamente vero quanto scritto da Moratti; tutti sono convinti, e purtroppo non solo all'estero perché lo " vuole percepire anche chi è sul posto ", del vecchio stereotipo di Bosnia Erzegovina "integralista islamica". Assolutamente falso; in molte cose sono di mentalità e modi di vivere più europei di noi cittadini dell'UE.

sono indignato! (parte2)

chi sta ragionando per cliché è proprio lei. Il suo è l'ennesimo tentativo, diffuso ormai a livello mondiale, di scaricare la responsabilità di tutto sui serbi (e in misura minore anche sui croati) e di presentare ancora una volta i bosniaci musulmani solo ed esclusivamente come vittime. Quando lo si capirà che le vittime e i carnefici ci sono stati da tutte le parti nel conflitto bosniaco? Mi spiace dirlo, sig. Moratti, ma gli articoli come questo sono proprio gli ostacoli principali alla creazione di una memoria condivisa e di una pace sincera e duratura tra i popoli della penisola balcanica.

sono indignato! (parte1)

Ma come si può pubblicare un articolo del genere? Da croato di Bosnia mi sento profondamente offeso per questo squallido tentativo di minimizzare le palesi responsabilità delle autorità bosniache all'epoca della guerra (leggi: ALIJA IZETBEGOVIC) sulla presenza di criminali fondamentalisti islamici in Bosnia. Caro sig. Moratti, come può affermare che costoro " non hanno trovato appoggio né da parte del potere politico, né da parte della gerarchia ufficiale della comunità islamica di Bosnia che si è sempre distanziata dal wahabismo"? Secondo lei queste immagini che ritraggono Izetbegovic con dei terroristi sono dei fotomontaggi? LINK: http://www.globalterroralert.com/pdf/0805/abuelmaali0805.pdf
Non ho parole per commentare quest'articolo, sinceramente. E' ovvio che i bosniaci non sono tutti terroristi, ma come si può anche solo pensare che la presenza di fondamentalisti islamici in Bosnia sia semplicemente un "cliché"? Ma stiamo scherzando o diciamo sul serio? Quando lei dice che "campi di addestramento non sono mai stati trovati e al momento vi è solo un caso di presunto terrorismo di fronte al Tribunale della Bosnia ed Erzegovina" sta dando per scontato che le autorità bosniache siano "candide" a prescindere. Non le viene il sospetto che queste prove forse non sono state trovate per il semplice fatto che a molti fa comodo non trovarle? Il servizio di "Ballarò" che lei cita, è forse un'invenzione? Sig. Moratti, forse lei non se ne rende conto, ma chi sta ragionando per cliché

d'accordo, ma..

concordo sul concetto di base dell'articolo di Massimo Moratti, che denuncia come l'informazione sulla bosnia - ma e' vero in genere - tenda a distorcere la realta' a favore del sensazionalismo e perche' no per contribuire al clima di paura che tanto fa comodo a chi comanda e a chi ha e fa soldi. a mio avviso, l'autore esagera pero' in senso opposto, in quanto ritengo che i problemi su cui si specula siano maggiori di quanto riportato: per esperienza, la questione dei profughi non mi sembra largamente risolta; dal punto di vista politico il paese non ha fatto grandi passi verso la stabilita', anzi (a discapito del popolo); e ho l'impressione che troppi soldi siano arrivati - soprattutto nel settore educazione - da paesi di tradizione islamica lontana da quella bosniaca. rimango anch'io largamente ottimista: ho sempre avuto la netta sensazione che la gente bosniaca sia piena di anticorpi contro invasioni ed invadenze, da est o ovest

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