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Commenti

La stanchezza dell'odio

La maggioranza governativa creatasi in Serbia e il conseguente arresto di Karadzic e sono una cosa positiva, di sicuro. Hai detto bene, AleksPG: la gente è stanca e nauseata da diciott'anni di odii. Aggiungo che l'auspicabile avvicinamento della Serbia all'UE deve servire di esempio a paesi come la Bosnia, in cui l'odio non è ancora sopito. Torneranno mai quei tre popoli a vivere negli stessi condomini, nel comune interesse della crescita? Scomparirà mai la Republika Srpska, un'entità senz'alcuna legittimità storica, creata solo con il sangue? Certo, esistono ancora i js, Jasmina, Enzo, a gridare contro il pericolo musulmano, a sostenere un assurdo e criminale timore dell'accerchiamento, ma le loro voci non le ascolta quasi più nessuno: la gente dopo anni s'è accorta che è tutto un bluff che ha solo da mangiare ai signori della guerra, e prodotto morte e miseria nei restanti quattro milioni di bosniaci. L'UE è lì che aspetta, e al suo interno le regole saranno uguali per tutti.

x joaquito

La tua ricostruzione mi pare corretta e sensata ( e complimenti per essere riuscita a farla rimanere entro le righe massime!). Molti hanno sintetizzato dicendo che hanno venduto Karadzic per l'ingresso in Europa. Frattini il naif è stato capace di fare come prima dichiarazione dopo l'arresto che bisogna accellerare l'ingresso della Serbia nella EU (della serie "abbiamo capito che lo pensi ma almeno abbi il buon gusto di non dirlo come prima cosa"). Realpolitik. D'altro canto mi chiedo, pur essendo così spudoratamente vero, è solo negativo? Non è in parte la vittoria di tanta gente normale stanca di odii, morti & massacri, programmi di nuovi ammazzamenti di massa? della gente che vuole semplicemente e banalmente tornare a essere europea (la Yugoslavia non era il regno dei tartari, era Europa), senza temere che i propri figli vengano scannati dai figli dei vicini... E' così privo di senso chi vuole solamente essere una brava persona civile e pacifica? E' un prezzo così alto da pagare il buffone-Karadzic?

Ha ha, finalmente...

Finalmente qualche italiano che si è reso conto quali siano le bugie e il vittimismo serbo.. Purtroppo, secondo il mio modesto parere, gli italiani sono poco informati sulle vicende balcaniche e la maggiore parte ragiona in base a dei preconcetti piu' che altro ideologici. Purtroppo, la Serbia non fa danno solo a se stessa, ma anche noi albanesi dobbiamo fare i conti con questo nazionalismo estremo. Che sia chiaro, io non odio i serbi ma penso che il trattamento da loro offerto ai miei fratelli kosovari sia stato estremamente ingiusto ed orribile.

L'affaire ricercati

Cerchiamo un po' di ricostruire. Gli accordi di Dayton furono conclusi su equilibri assai precari, senza che alcuna delle parti ne uscisse molto contenta. Holbrooke si preoccupava di accontentare la Comunità internazionale e di non urtare i serbi, per non favorirne l'ulteriore ascesa di partiti nazionalisti. Così patteggiò davvero l'impunità di Karadzic col suo ritiro dalla scena politica e la sua scomparsa, con l'Onu che cominciò a fingere di dargli la caccia: un colpo al cerchio e uno alla botte. Il gioco sarebbe finito allorché la Serbia avrebbe voltato le spalle al nazionalismo, guardando all'Europa, e il suo biglietto per Bruxelles l'avrebbero pagato i ricercati all'Aia. L'uomo giusto c'era già nel 2001: era Djindjic, ma era troppo presto; la polizia segreta non era ancora sotto il controllo del governo, e il povero Djinjic (nazionalista pentito ma affidabile perché pragmatico) pagò con la vita l'arresto di Milosevic. Con Kostunica a capo del governo serbo si congelò lo status quo ma dopo lui, sette giorni dopo la costituzione di una maggioranza solida (la prima) non nazionalista, Karadzic è stato preso; quel biglietto per Bruxelles cominciava a piacere. Insomma, un gioco a premi in cui però Holbrooke era solo il presentatore. Alla regia e produzione c'erano invece non solo gli USA, ma un po' tutta la Comunità internazionale che, sotto le varie sigle ONU, NATO, OSCE, UE, ha mandato una marea di uomini ben pagati a giocare per tredici anni a guardie e ladri.

Una personale ricostruzione

Cerchiamo un po' di ricostruire. Gli accordi di Dayton furono conclusi su equilibri assai precari, senza che alcuna delle parti ne uscisse molto contenta. Holbrooke si preoccupava di accontentare la Comunità internazionale e di non urtare i serbi, per non favorirne l'ulteriore ascesa di partiti nazionalisti. Così patteggiò davvero l'impunità di Karadzic col suo ritiro dalla scena politica e la sua scomparsa, con l'Onu che cominciò a fingere di dargli la caccia: un colpo al cerchio e uno alla botte. Il gioco sarebbe finito allorché la Serbia avrebbe voltato le spalle al nazionalismo, guardando all'Europa, e il suo biglietto per Bruxelles l'avrebbero pagato i ricercati all'Aia. L'uomo giusto c'era già nel 2001: era Djindjic, ma era troppo presto; la polizia segreta non era ancora sotto il controllo del governo, e il povero Djinjic (un nazionalista pentito abbastanza affidabile perché pragmatico) pagò con la vita l'arresto di Milosevic. Con Kostunica capo del governo serbo si congelò lo status quo ma dopo lui, sette giorni dopo la costituzione di una maggioranza solida (la prima) non nazionalista, Karadzic è stato preso; quel biglietto per Bruxelles cominciava a piacere. Insomma, un gioco a premi in cui però Holbrooke era solo il presentatore. Alla regia e produzione c'erano invece non solo gli USA, ma un po' tutta la Comunità internazionale che, sotto le varie sigle ONU, NATO, OSCE, UE, ha mandato una marea di uomini ben pagati a giocare per 13 anni a guardie e ladri

Ce n'est qu'un debut...

La Rs ha perso da sola perchè è un'entità statale demenziale che offende la grande storia del paese a cui appartiene. Lo stesso dicasi dell'Erzegovina croata. Ha perso la Kraijna di Knin con le le sue inutili e crudeli devastazioni. Ha perso soprattutto la Slavonia trasformato in una landa desolata che languisce sui ricordi della sua "grandezza" economica. Il Kosovo non ha perso ... e a me un po' dispiace. Ha perso il nazional-socialismo con tutti i suoi deliri xenofobi. Non l'ha sconfitto nessuno: si è è perso da solo perchè è un'ideologia idiota. Ma prima di veder apparire la fine della parabola discendente di questo pensiero hanno perso e continuano a perdere i lavoratori, i pensionati e tutti i ceti deboli delle repubbliche della ex-Jugoslavia mentre continua a vincere il capitalismo più vile delle mafie di ex-militari e di quelle imprenditoriali. Ma continuare a polemizzare così è più semplice e più gratificante ... e allora continuiamo!

per Jasmina 2

Per quanto riguarda la diagnosi "anale" di nisamkrivismo, forse c'è un fraintendimento: essa non è una descrizione del popolo serbo. E' piuttosto una sindrome di cui sono afflitti tutti i popoli balcanici. Essendo una sindrome di risposta stereotipata alla critica e di difesa nevrotica dell'autocritica, essa, ha manifestazione solo nei serbi, perchè sono gli unici oggetto di critiche costanti. Questo non vuol dire che non ne soffrano anche gli altri. Quando uscirai dalla rabbiosa reazione stereotipata, ti consiglio di riflettere sul fatto che un senegalese può fare considerazioni sull'Inghilterra, e un cinese può interrogarsi sulle responsabilità della Germania nazista, così come un non Serbo può riflettere sulla conduzione della guerra di Bosnia, senza per questo essere un ustasa, un fascista mussoliniano, o un invasore turco del 15esimo secolo

x Jasmina

Ah, si, te saresti quella che proponeva la Tihovanje come cura al nisamkrivismo: concetto interessante, e pratica mistica degna di studio. Vogliamo parlare anche delle posizioni teologiche di Nikolaj Velimirovic, secondo cui, dopo Kosovo Polje il popolo serbo, nuovo popolo eletto (spesso riferito come popolo celeste) sarebbe stato incaricato del ruolo salvifico? Tali posizioni sono oggi ufficialmente accettate dai vertici dell'ortodossia serba, e sono uno dei riferimenti culturali più importanti delle formazioni radicali, che si trovano in evidente collocazione fascio-clericalista. La pulizia etnica, alla luce di tali dottrine, rientra in una specie di ri-conquista della terra promessa in chiave biblica.
Forse puoi spigarmi tu, perché alcuni italiani, che probabilmente votano formazioni politiche interne alla sinistra arcobaleno in Italia, parlando di Serbia abbiano posizioni molto vicine al Partito radikale. Con tutto quello che c'è in Serbia di democratico e progressista oltretutto! (da B92, ai movimenti musicali e giovanili, ecc. ecc.). Non dirmi che anche tu, ti sei bevuta la retorica di Milosevic per cui lui era il difensore della Jugoslavia, proprio lui che ha cavalcato il nazionalismo minoritario dando il colpo di grazie a quello che rimaneva della Bratsva i Jedinstva.
P.S. gli anali psichiatrici sono le supposte di lexotan?

x "nemogu vise"

Concordo perfettamente. Pensavo di essere l'unica "pazza" che vedeva le cose in questo modo. Beh, preparati, fra poco jasmina, Alex & Co. ci diranno di andare da uno psicanalista..ma non ti preoccupare! E' routine. Certe cose sono difficili da accettare. E' tanto ridicolo dire che la RS NON E' UNO STATO VERO E NON LO SARA' MaI???!!! Che se la RS esiste è solo merito di Milosevic, Karadzic, Mladic ecc.., gente accusata di crimini contro l'umanità!!! Ragazzi, è logica. Ma fino prova contraria, la Rs è dentro i confini della BiH. E ci rimarrà.

vincitori e vinti

come spesso mi succede, mi lascio vincere dallo sconforto quando leggo certi commenti. mi ero ripromesso di lasciar passare del tempo e di contare fino a 100, ma veramente c'e' qualcuno che pensa che la RS e i serbi di bosnia siano tra gli "sconfitti"? il piano di karadžic e mladic e' perfettamente riuscito, la pulizia etnica in RS e' quasi totale, si e' creata un'entita' assolutamente priva di alcun fondamento storico se non quello basato sulla forza delle armi e della violenza piu' brutale, e qualcuno scrive che i serbi di bosnia sono fra gli sconfitti? ma quale lingua parliamo? naturalmente, non stiamo parlando delle colpe individuali di cui si sono macchiati molti fra tutte le fazioni in guerra, ma delle colpe e delle responsabilita' politiche che sono da anni evidenti alle persone che hanno gli occhi e la mente liberi. ma, veramente, non ne posso piu'. va bene, la RS e' uno stato come gli altri, l'acqua del mare e' dolce e il papa e' buddista.

x Alex l'ironico

Eri te quello dell'accurata analisi psicologica del popolo serbo e del neologismo che fa parte degli anali di psichiatria che la tua testolina ha coniato? Non stavi facendo lo stage nella stessa cella di Kardzic?

vincitori

mi sembra che la RS sia ancora lì, quindi annovero Karadzic tra i vincitori.

chi sono gli sconfitti?

Chiedo scusa per aver sviluppato la compulsione morbosa a fare dell'ironia sugli estremisti filo-serbi che abbondano su OB (devo ammettere che mi divertono le risposte, perchè gli estremisti sono notoriamente privi d'ironia e rispondono sempre piccati). Quindi fingerò che l'autore del commento precedente abbia fatto una battuta dicendo che Dalema va processato all'Aja insieme a Karadzic, e non lo crederò un obnubilato nisamkrivista. Allora voglio seriamente chiedere: davvero si è d'accordo sul fatto che i serbi siano gli unici sconfitti dalla guerra di Bosnia? E' una sconfitta piena quella della Republika Srpska? La pulizia etnica è di fatto riuscita, hanno ottenuto un territorio etnicamente puro (in molti casi a costo del dimezzamento della popolazione, vedi Foca e altri posti). Non hanno ottenuto un'indipendenza piena nè l'annessione alla Serbia, ma di fatto godono di un ampia autonomia (per quanto continuamente contestata dalle autorità della BiH). In fondi i croati dell'herzegovina non sono riusciti nella stessa impresa, per quale ragione dovrebbero essere considerati più vincitori dei serbi della RS?

Tribunale illegale

Ma il tribunale penale è illegale. Ciò è ben visibile dal fatto che ha competenza per processare gli sconfitti ma non i vincitori.

Esso rappresenta il sopruso di chi ha vinto e per questo pretende di essere moralmente superiore. Se il tribunale fosse imparziale tra gli imputati ci sarebebro anche D'Alema e Clinton, che bombardarono la popolazione innocente, la Croce rossa e le ambasciate.

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