Inaugurato venerdì sera, è in pieno svolgimento il 20° Sarajevo Film Festival. La manifestazione cinematografica più importante dell’Europa del sud-est celebra i due decenni di vita con un’edizione ricca di appuntamenti

18/08/2014 -  Nicola Falcinella Sarajevo

Ancora una volta nel mezzo di un’annata foriera di soddisfazioni per le cinematografie di quest’area, in particolare per la Turchia che ha festeggiato i 100 anni di cinema con la Palma d’oro a Cannes a Nuri Bilge Ceylan.

Come ormai consueto tante le proiezioni e gli ospiti, ma anche gli incontri e le opportunità per i professionisti per sviluppare i nuovi progetti come Cinelink. Le due arene all’aperto e il Teatro Nazionale restano i centri del festival, che ha un programma molto articolato, tra concorso lungometraggi, sezione “In focus”, concorso documentari, concorso cortometraggi, omaggi (il tributo è quest’anno è al cineasta inglese Michael Winterbottom, autore di tante opere tra le quali “Benvenuti a Sarajevo”, “Cose di questo mondo” premiato con l’Orso d’oro a Berlino e “The Road To Guantanamo”), il meglio dell’ultima annata in “Kinoscope”, il BiH Festival con le produzioni nazionali e molto altro ancora.

L’apertura è stata con “I ponti di Sarajevo” il film collettivo a episodi di 13 registi in occasione dei 100 anni dell’attentato di Gavrilo Princip. E ancora “Amores perros” che rivelò nel 2000 il talento di Alejandro González Iñárritu, dello sceneggiatore Guillermo Arriaga e dell’attore Gael Garcia Bernal e il bell’islandese “Of Horses And Men” di Benedikt Erlingsson.

Le arene propongono stasera “The Search” di Michel Hazanavicius e “Leviathan” di Andrei Zvyagintsev, entrambi in concorso all’ultimo Festival di Cannes e legati alla Russia: uno racconta il conflitto ceceno, l’altro gli effetti della corruzione. Ancora per i prossimi giorni il polacco “Ida”, l’ucraino “The Tribe”, il cinese “Black Coal, Thin Ice” Orso d’Oro a Berlino, “Gueros”, “Frank” di Lenny Abrahamson, “Boyhood” di Richard Linklater, “The Wind Rises” di Hayao Miyazaki e “Wild Tales - Relatos salvajes” di Damian Szifron.

Per la serata finale ci sono il coreano “Snowpiercer” di Joon-ho Bong, “Le meraviglie” di Alice Rohrwacher e il nuovo film di Woody Allen in anteprima, “Magic in Moonlight”, con Eileen Atkins, Colin Firth, Marcia Gay Harden, Hamish Linklater, Simon McBurney, Emma Stone.

Il concorso che assegna l’Heart of Sarajevo comprende nove titoli, alcuni già passati in altri festival, altri in prima assoluta. Tra questi il georgiano “I am Beso – Me var Beso” di Lasha Tskvitinidze, il turco “Song of My Mother – Klama dayika min” di Erol Mintas e il kosovaro “Three Windows And A Hanging – Tri dritare dhe nje varje” di Isa Qosja.

Ancora “Cure - The Life Of Another” della svizzero-serba Andrea Štaka con Sylvie Marinković, Lucia Radulović, Mirjana Karanović, Marija Škaričić, Leon Lučev, Franjo Dijak. Un film già passato in concorso pochi giorni fa a Locarno e ambientato a Dubrovnik nel 1993. Sempre reduce dal festival svizzero è il greco “A Blast” di Syllas Tzoumerkas, mentre il georgiano “Brides – Patardzlebi” di Tinatin Kajrishvili è stato una delle sorprese dell’ultimo Berlino. In gara anche l’altro turco “The Lamb – Kuzu” di Kutluğ Ataman (“Lola + Bilidikid” e “Iki genç kiz – Two Little Girls”), l’ungherese “Land of Storms” di Ádám Császi e l’austriaco “Macondo” di Sudabeh Mortezai, la storia di un ragazzino ceceno che vive con madre e due sorelline nell’omonimo quartiere alla periferia di Vienna.

Fuori concorso due film a episodi, il serbo “Equals – Jednaki” di Milos Petričić, Mladen Đorđević, Dejan Karaklajić, Ivica Vidanović, Igor Stoimenov, Darko Lungulov e il bosniaco “A Quintet – Kvintet” di Sanela Salketić, Ariel Shaban, Roberto Cuzzillo, Elie Lamah e Mauro Mueller.

Di alto profilo pure la sezione non competitiva “In focus”, cominciando dalla recente Palma d’oro turca “Winter Sleep” di Nuri Bilge Ceylan. Son tutti film già circolati nei festival internazionali, spesso con premi. Da segnalare l’austriaco “Amour fou”  di Jessica Hausner, l’ottimo georgiano “Blind Dates” di Levan Koguashvili, il serbo “The Disobedient – Neposlušni” di Mina Đukić e l’altro turco “I’m Not Him” di Tayfun Pirselimoglu con Ercan Kesal, premiato per la miglior sceneggiatura al Festival di Roma.


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