Home / aree / Balcani / Quando il turbo folk unisce

Commenti

HOT BIRD?

Io ho la parabola direzionata sul satellite Hot Bird e non riesco a trovarlo questo canale. Qualcuno di voi lo riceve?

per manlio

ti ringrazio per la risposta. penso d'aver capito. quando si tratta di musica balcanica mi rinscemisco sempre!

per Lorenzo

Effettivamente il mio primo intervento voleva essere ironico nei confronti della musica popolare croata.
Non voleva essere autoironico in quanto non mi sono mai identificato con la musica di nessun paese in particolare.
Nel secondo come nel primo intervento ho voluto contestare, evidentemente male, il valore attuale di una radio come Balkanika Music TV.
Questa iniziativa, secondo me, sembra stare sullo stesso piano dei concerti tenuti questa estate dai Bijelo Dugme a Sarajevo, Zagreb e Beograd ma in realtà è profondamente diversa.
Quest'ultima si rifaceva ad un passato comune che va salvaguardato, il turbo-folk a causa di un handicap di base croato e sloveno, storico-culturale, difficilmente potrà diventare un terreno di re-incontro. Mi appare piuttosto come un prolungamento di quella lunghissima guerra culturale, appannaggio delle destre nazionaliste, che da almeno un secolo oppone principalmente la cultura serba e quella croata. Una battaglia da compiersi su un terreno sul quale la Croazia era è e resterà nettamente sfavorita.
In questo senso non condivido seriamente l'iniziativa ma puoi stare certo che se potessi l'ascolterei molto volentieri. Contraddizioni balkaniche introiettate.

sorpresa

sinceramente credevo che il primo commento di Manlio fosse autoironico e spiritoso, ti scrivevo che avevi ragione sulla musica croata e che nemmeno la slovena e` un gran che.. non pensavo che realmente contestasti una iniziativa come la tv in questione. mi soprende ma lo rispetto. io (da italiano) credo sia una bellissima iniziativa. per inciso, quando le guerre in jugoslavia sono iniziate non mancava ne` pane ne` nient`altro. temo non si trattasse di pane. e quindi a maggior ragione sono d`accordo con anna maria (benche` al pane adesso si` sono costretti a pensarci, o meglio al lavoro, che inbosnia per esempio e` un miraggio).

Amarcord

Cara Annamaria, io di anni ne ho 48. Ho cominciato a suonare il flauto, poi il sax, quando ne avevo 14, dopo aver sentito in Dalmazia un concerto di Esma.
La più grande cantante d'Europa; il migliore delle migliaia di concerti ai quali ho assistito. Ad accompagnarla dei ragazzini macedoni che ritmavano dei tempi assolutamente incredibili e dei fiati che, volando su scale che il free Jazz è roba da ridere, urlavano la grandezza di una musica allora semisconosciuta. Tornai in Italia con dei dischi bellissimi di musica rom, serba, macedone e ho continuato ad ascoltarla per tanti anni. Mia madre, croata poveretta, mi diceva: questa casa non è il Sandjak!; quelli con cui suonavo mi chiedevano: ma che cazzo di scale usi? Molto tempo è passato, oggi la musica balcanica, in Europa, vale quanto quella celtica se non di più. Ma al posto della Jugoslavia oggi ci sono vari staterelli accumunati soltanto dalla negazione di quelli che, per me, erano gli aspetti più interessanti di quella variegata federazione, che creava un ricco universale a partire da tante pluralità.
In una tale povertà culturale la ricchezza dei singoli offende la dignità di un popolo, come quello croato, che tanto ha meno che uno straccio di tradizione musicale appena decente.
E allora... mi dispiace ma penso che XXX abbia ragione... meglio pensare al pane.

attenti al termine "imperialismo" e all'idea di "sviluppo"

Caro Manlio,
non tutte le contaminazioni, le influenze, gli scambi possono essere etichettati con il termine "imperialismo"! Si cresce nel confronto con gli altri e questo significa inevitabilmente anche acquisirne alcuni tratti. L'importante e' che lo scambio non sia univoco e unidirezionale, questo si', altrimenti non sarebbe piu' scambio appunto. Inoltre non tutto deve avere una utilita' immediata per avere valore. E soprattutto ascoltare un tipo di musica non vuol dire precludere l'ascolto di altri generi!
A XXX vorrei dire che il benessere e la crescita economica di un popolo non sono slegati dai sentimenti, dal pensiero e dalla cultura. Ad esempio ascoltare musica di un popolo ritenuto spesso nemico (per tutte le ragioni storiche, politiche e culturali che sappiamo) puo' aiutare a sentirlo piu' vicino e magari a intrattenere rapporti commerciali e di altro tipo in maniera piu' disinvolta. Puo' sembrare semplicistico, ma e' un esempio e come tale deve essere semplice per sua natura.

XXX

Per unire la gente dei balcani e le varie nazioni,ci vuole economia propserita cibo e lavoro con al musica non si va da nessuna parte.

musica balcanica

sono anch'io come Anna Maria molto curioso, e ritengo anch'io la musica una delle possibili strade da perseguire perche' la gente dell'ex-jugoslavia possa lentamente superare gli odi cosi' radicati. durante le guerre del '91-'95 le canzoni popolari vennero utilizzate per accentuare divisioni e nazionalismi, e proprio con l'obiettivo di recuperare alla musica il suo principale perche' - raccontare, riunire e condividere - presi parte a dei campi di lavoro musicali in slovenia e serbia il cui scopo fu riarrangiare musiche popolari balcaniche e di tutti i paesi da cui venivano i volontari. al di la' delle esperienze bellissime e dei 2 CD prodotti, imparai a conoscere quanto profonde fossero quelle musiche e quanto facile possa essere stato usarle a scopi propagandistici. e sono daccordissimo con Manlio (beninteso anche la musica slovena non ce la puo' fare!), che voglio salutare e ringraziare per i suoi commenti sparsi qua e la' sul sito, che ho avuto modo di leggere e apprezzare veramente per i toni e i contenuti. anch'io suonicchio un po' di tutto ma la musica balcanica coi suoi tempi dispari e' davvero la mia preferita!

la musica per avvicinare

Sono incuriosita e piacevolmente colpita visto che mi ritrovo spesso a fare i conti con il rancore dei miei amici belgradesi nei confronti degli altri abitanti dei Balcani.
Croati, kossovari, montenegrini, bosniaci... nelle parole delle persone che conosco sono spesso popoli di cui diffidare, che è meglio non frequentare. Vicini percepiti come scomodi, che hanno usurpato o rubato qualcosa, che hanno ucciso, perennemente in debito con il popolo serbo.
La musica può essere uno strumento molto importante per sfaldare certe posizioni e accorciare le distanze. Un modo per attenuare il rancore che la storia e certa propaganda impongono anche a ragazzi miei coetanei (ho 25 anni). Perchè non c'è libertà quando il passato ti costringe al rancore.

Borbas vigliacco!

Questo è un colpo basso di potenza terrificante inferto ai danni del popolo croato, colpito nel suo unico punto debole.
A parte l'ustascismo e il nazionalismo ritengo infatti la Croazia uno dei più bei paesi del mondo, dopo l'ìItalia, ovviamente; i paesaggi, i piittori naif, l'ospitalità e la corretteza, i Parchi Nazionali, e in genere la cura della della natura e una istintiva tendenza a prendersi cura del proprio territorio, la passione per lo studio umanistico e scientifico. Si può, volendo, parlare bene dei Croati in mille modi e sotto tante prospettive.
... ma la musica, lo dico da musicista da sempre appassionato di ogni genere, ed etnico in particolare, no. La musica proprio NO.
Musicalmente la Croazia è mille metri sotto alla Bosnia, alla Serbia, all'Albania, alla Turchia, e la Macedonia, la Bulgaria, la Grecia o la Turchia non li vede proprio. E mai li vedrà, partendo da quelle tradizioni musicali lugubri e deprimenti.
Non vedo cosa, in una tale radio, la Croazia avrebbe da proporre. Non c'è partita, i ragazzi croati subirebbero un imperialismo culturale mortificante. Tanto vale che continuino ad ascoltare le radio in inglese, almeno imparano qualcosa di utile.

creative commonsTutti i contenuti disponibili sul sito di Osservatorio Balcani e Caucaso sono distribuiti con licenza Creative Commons, se non diversamente indicato. Se vuoi ripubblicare questo articolo sul tuo blog o sito internet puoi farlo utilizzando la dicitura "Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Osservatorio Balcani e Caucaso" includendo un link attivo diretto alla pagina dell'articolo e indicando il nome dell'autore. E' gradita una e-mail di segnalazione alla redazione dell'avvenuta ripubblicazione: redazione@balcanicaucaso.org

Twitter
Facebook
G-plus
Youtube
Flickr
rss
Zograf - Graz
Esplora

Newsletter

Settimanalmente le nostre notizie. Per iscriversi inserire l'email

Programma SeeNet

seenet5_medium

Il Programma di cooperazione decentrata SeeNet II, promosso dalla Regione Toscana e co-finanziato dal Ministero Affari Esteri italiano, coinvolge 6 Regioni, la Provincia Autonoma di Trento, la società civile italiana e 47 autorità locali nel sud-est Europa. Osservatorio Balcani e Caucaso è il partner per l'attività di informazione e approfondimento

Vai alla sezione dedicata

progetto di: riga promosso da: riga con il sostegno di:
Fondazione Opera Campana dei Caduti Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani Provincia autonoma di Trento Comune di Rovereto