Home / aree / Balcani / Jugoslavia: la memoria al cinema

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De Santis,Monicelli,Tati', maestri del cinema;e sono solo un modestissimo gruppo ,se aggiungiamo poi gli altri , i vari De Sica ,Risi ,Visconti ecc,ecc sono tutti geni che hanno prodotto capolavori. Oggi cosa abbiamo? verdone ,pupi avati e dopo? Sara' anche questo un segno dei tempi tristi in cui viviamo?

Una strada lunga un anno

il cinema in Jugoslavia non solo ebbe il grande merito di creare una una memoria comune, all'insegna della fratellanza e dell'unità, ma addirittura produsse film censurati nei Paesi occidentali perché giudicati troppo comunisti. Un esempio eclatante fu "Una strada lunga un anno", del Premio Oscar Giuseppe De Santis ("Riso Amaro", "Caccia Tragica"...), con Con Eleonora Rossi Drago, Massimo Girotti, Silvana Pampanini, Gordana Miletic, per la sceneggiatura di Elio Petri e Tonino Guerra. Il film non trovò produzione in Italia a causa del soggetto, la Jugoslavia invece (Jadran Film, di Zagabria) mise a disposizione di De Santis grandi mezzi per una produzione internazionale che vedeva impegnate insieme maestranze italiane e jugoslave. Il film ebbe tanto successo da ottenere la nomination all'Oscar come milgior film straniero nel 1959. "Una strada lunga un anno" gareggiava per la Jugoslavia, ironia della sorte quell'anno in gara per l'Italia c'era "I soliti ignoti" di Mario Monicelli. PS: per la cronaca, quell'anno vinse il francese "Mon Oncle", di Jacques Tati.

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