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Due opere prime romene, un film serbo e una coproduzione turco-greca, in competizione tra le 18 pellicole del 63° Film Festival di Locarno, dal 4 al 14 agosto

04/08/2010 -  Nicola Falcinella

Tanti Balcani nel Film Festival di Locarno 63° edizione che inizia oggi (4 agosto) per assegnare i Pardi la sera del 14 agosto. La prima volta del neodirettore Olivier Père si annuncia molto interessante con l’imperdibile retrospettiva Ernst Lubitsch (da “Ninotchka” a “Mancia competente”), il Pardo alla carriera a Francesco Rosi (“Salvatore Giuliano”, “Le mani sulla città” e l’antimilitarista “Uomini contro” che sarà proiettato nella suggestiva Piazza Grande) e quelli d’onore al cinese Jia Zhang-Ke e allo svizzero Alain Tanner.

In più un premio per l’attrice Chiara Mastroianni, un ricordo di Corso Salani scomparso a giugno e le proiezioni della piazza, inaugurate da “Au fond des bois” di Benoit Jacquot con Isild Le Besco (in concorso con il suo secondo film da regista) e con l’attore John C. Reilly che accompagnerà “Cyrus” di Jay e Mark Duplass.

Il regista romeno Corneliu Porumboiu sarà nella giuria dei cortometraggi “Corti di domani” e presenterà il suo più recente lavoro, l’ottimo “Politisi, Adjectiv” (2009).

In competizione, su 18 pellicole, ci sono due opere prime romene, un film serbo e una coproduzione turco-greca. Si tratta di “Morgen” di Marian Crisan e “Periferic” di Bogdan George Apetri, “Beli, beli svet - White White World” di Oleg Novković con Uliks Fehmiu (figlio del Bekim interprete dell’Ulisse televisivo) e di “Sac” di Tayfun Pirselim. Nel concorso un solo italiano, “Pietro” di Daniele Gaglianone, uno dei migliori registi italiani. La sua precedente fatica è il documentario “Rata neće biti” realizzato in Bosnia.

Anche la seconda sezione competitiva del festival, “Cineasti del presente” dedicata alle produzioni più innovative e sperimentali, ospita tre film dell’Europa del sud-est, tutti esordi. C’è il serbo Tilva Roš” di Nikola Ležaić vincitore a Sarajevo nei giorni scorsi, poi il turco Tedesco “September 12” di Ozlem Sulak e il romeno “Burta balenei - The Belly of the Whale” di Ana Lungu e Ana Szel.

E se l’Open Doors, rivolto ai progetti produttivi che cercano partner, è dedicato all’Asia centrale ex sovietica (da non perdere i lavori dei kazaki Ermek Shinarbaev, Sergey Dvortsevoy e Darezhan Omirbaev, del kirghiso Aktan Arym Kubat, in particolare “Beshkempir” e dell’uzbeko Yusup Razykov), i Balcani ritornano nei cortometraggi.

I “Pardi di domani” festeggiano i 20 anni con una panoramica sul meglio di due decenni di film brevi passati nel festival ticinese. Tra questi “Avant le petit dejeuner” (1995) del romeno Cristi Puiu, “Hotel Belgrad” (1998) della svizzera Andrea Staka (con le donne dell’ex Jugoslavia emigrate a Zurigo vinse il Pardo d’oro nel 2006) e “Valuri – Waves” (2007) del romeno Adrian Sitaru, anch’egli già arrivato al lungometraggio con il polanskiano “Hooked”.

Per maggiori informazioni e programma completo www.pardo.ch.


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