Immagine tratto dal film "Beyond the Hills" di Christian Mungiu

Mercoledì si apre il Festival di Cannes. Un unico film balcanico in concorso, a firma di Cristian Mungiu che una Palma d'oro l'ha già vinta. Una rassegna del nostro critico cinematografico

15/05/2012 -  Nicola Falcinella

Cristian Mungiu ci riprova. Il regista romeno di “4 mesi, 3 settimane, 2 giorni” è l’unico dell’area balcanica e dell’Europa sudorientale in concorso al 65° Festival di Cannes in programma da mercoledì 16 a domenica 27. Mungiu è anche uno dei quattro in gara, su 22 registi in concorso, ad aver già vinto la Palma d’oro.

Il capofila - con Cristi Puiu - dell’onda del nuovo cinema romeno porta sulla Croisette che l’ha lanciato il suo terzo lungometraggio: “Dupã dealuri - Beyond The Hills”. Dal romanzo di Tatiana Niculescu Bran, un’altra storia di amicizia tra due ragazze interpretate da Cosmina Stratan e Cristina Flutur cresciute nello stesso orfanotrofio, con Ionut Ghinea, Dorut Ana e Luminita Gheorghiu in ruoli di contorno.

Nella sezione “Un certain regard”, parallela alla competizione per la Palma, è stato selezionato un altro dei migliori talenti dei Balcani, la bosniaca Aida Begić con “Djeca – Children of Sarajevo”. Anche l’autrice di “Snijeg – Snow” è una vecchia conoscenza di Cannes dove ha presentato tutti i suoi lavori principali. Tra gli interpreti noti presenti nel cast solo Nikola Djuricko e Mario Knezović. Fuori concorso è invece “Müll im garten eden – Polluting Paradise” del tedesco d’origine turca Fatih Akin.

Il cinema turco riceverà un riconoscimento prestigioso venerdì 17. Nuri Bilge Ceylan, che un anno fa vinse il Gran premio della giuria per il magistrale “Once Upon a Time in Anatolia”, ritirerà la Carrosse d’Or assegnatagli dagli autori francesi che organizzano la Quinzaine des realisateurs. Nell’occasione sarà proiettato il suo secondo film, “Nuvole di maggio” (2000), storia di un regista che torna al villaggio dei genitori in cerca di ispirazione.

In gara alla Semaine de la critique, riservata ai film di debutto, c’è il bulgaro “Sofia's Last Ambulance” di Ilian Metev. E pure i corti “Horizon” di Paul Negoescu e il romeno-svedese “Family Dinner” di Stefan Constantinescu.

Altro cortometraggio romeno nella Cinefondation, riservata agli studenti. Si tratta di “Tabăra din răzoare - The Camp in Razoare” di Cristi Iftime.

Infine, domenica 20 e giovedì 24, passerella per la “Romanian Short Waves Cannes 2012”. Una selezione di nove cortometraggi rappresentativi dell’abbondante produzione recente. Nell’ordine: “Tatăl meu e cel mai tare” di Radu Potcoavă, “24 găleți, 7 șoareci, 18 ani” di Marius Iacob, “Lost Springs 2” di Andrei Dobrescu, “Chefù” di Adrian Sitaru (il più conosciuto di tutti, ha già esordito nel lungometraggio con il polanskiano “Hooked”), “Hello, Kitty” di Millo Simulov, “Numaratoarea manuală” di Daniel Sandu, “Fotografii de familie” di Andrei Cohn, “Stremț '89” di Anda Pușcaș e Dragoș Dulea e “Wedding Duet” di Goran Mihailov.


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