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PER ANDREA

Caro Andrea,
ti faccio presente che in Turchia ci sono molti intellettuali, storici e politici che si sono scusati per i fatti del 1915, concordo sul fatto che anche a livello ufficiale oltre che a scusarsi si adotti un'impostazione oggettiva riguardo al genocidio armeno che conduca ad esempio alla riscrittura dei libri di storia che tuttora dipingono gli armeni come dei nemici o alla valorizzazione dell'identità multietnica propria del periodo ottomano. Il problema caro Andrea è il COME. Il grande intellettuale armeno Hrant Dink ha più volte sottolineato come il riconoscimento del genocidio deve avvenire prima di tutto in Turchia, il riconoscimento da parte dei parlamenti di altri paesi non ha nessun risultato sull'opinione pubblica turca se non alimentare la paranoia dell'accerchiamento che i politici nazionalisti tuttora usano per conquistare consenso. L'apertura delle frontiere è necessaria perchè si disinneschi il meccanismo della costruzione da parte dei nazionalisti dell'immagine dell'armeno come nemico. Dopo l'apertura del confine sarà più facile parlare del 1915, di cosa rimane di armeno nella cultura turca, di coloro che non sanno di avere origini armene perchè figli o nipoti di donne deportate a Istanbul nel 1915 e fatte risposare con turchi. La rigidità della diaspora rispetto all'apertura del confine è dettata da una posizione di comodo come sottolineato nell'intervista al ragazzo di Yerevan nell'articolo.

RIFLESSIONI

FIN TANTO CHE UN PAESE NON FA I CONTI CON IL PROPRIO PASSATO, COM'E' POSSIBILE CHE AFFRONTI IL FUTURO? CI SONO UNA SERIE DI ESEMPI COME I PAESI DEL BLOCCO COMUNISTA, I NAZISTI, GLI INFAMI INFOIBATORI SLAVI....ANCHE SE A DISTANZA DI ANNI, SONO STATI COSTRETTI AD AMMETTERE LE LORO COLPE, E' STATO POSSIBILE RACCONTARE LA VERITA' FINALMENTE SENZA ESSERE ACCUSATI DI REVISIONISMO.
NEL MOMENTO IN CUI IL GOVERNO TURCO SI SCUSERA' PER AVER ORGANIZZATO METODICAMENTE I MASSACRI (1896 E 1915), CHE CAUSARONO + DI 1 MIL DI MORTI, I CONFINI SI RIAPRIRANNO.
PER ADESSO SE PUR CON INNUMEREVOLI PROBLEMI GENERATI DALL'IMPOSSIBILITA' DI FAR CIRCOLARE LIBERAMENTE MERCI E PERSONE E' OVVIO CHE NON CI SIANO RELAZIONI DIPLOMATICHE TRA I DUE PAESI.

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