Nagorno Karabakh - Foto di Matteo Olivieri

Panorami da favola, offerte culturali, natura incontaminata e condizioni di relativa stabilità hanno portato ad un aumento del turismo in Nagorno Karabakh dove le agenzie promuovono pacchetti "vacanze a prezzo accessibile"

28/08/2009 -  Gegam Bagdasaryan Stepanakert

"Mi può dire per favore dove sono le barricate?" - chiede un turista tedesco a Stepanekert a una donna del luogo. "Oh, Signore" - risponde lei - "ma le barricate non c'erano neppure quando c'era la guerra!".

Questa semplice storiella è indicativa per comprendere quali prospettive abbia oggi il turismo in Nagorno Karabakh. Già da 15 anni è terminata la guerra nella regione e gli abitanti stanno cercano di costruirsi una vita pacifica. In questi anni è cambiato molto, e sia nel centro amministrativo del Karabakh - Stepanekert - che negli altri centri abitati non è rimasto molto che ricordi la tremenda guerra di quegli anni.

Molti si stupiscono di questo, soprattutto persone provenienti da altre regioni che fino a poco tempo fa non erano riconosciute da alcuno stato come l'Abkhazia e l'Ossezia del sud. Ma gli stereotipi rimangono, ed è tutt'ora comune trovare giornalisti o turisti stranieri che raccontano come i loro familiari siano preoccupati sapendoli in Karabakh, convinti si tratti di un posto dove la gente spara ancora per strada. Abbattere questi stereotipi rimane proprio il compito più difficile per la piccola entità del Nagorno-Karabakh.

Tuttavia esistono dei problemi. Pare che per molti cittadini dell'Armenia e per molti rappresentanti della diaspora armena il territorio del NK rimanga un mondo sconosciuto. Altrimenti, il Primo Ministro armeno non esorterebbe i suoi ministri, imprenditori, tour-operators e i cittadini a riscoprire il mondo del NK.

Fin dall'inizio di luglio un appello è stato indirizzato in primo luogo ai tour-operators dell'Armenia. Il capo del Governo della repubblica di Armenia, Tirgan Sarkisyan, ha fornito l'esempio dell'Antalia. Secondo il suo parere, non è stata attuata una specifica politica per lo sfruttamento delle "coste turche", tuttavia, grazie alla perseveranza e alla destrezza delle compagnie turistiche armene, l'Antalia è diventata il luogo di villeggiatura più popolare per i cittadini armeni. "E perché non il Karabakh?" - si domanda in modo retorico il Premier, aggiungendo che la maggior parte della popolazione armena non conosce il Nagorno-Karabakh.

La conclusione è che serve una specifica politica statale perché i tour-operators conquistino il Karabakh. Ovviamente non vi sono procedure amministrative stabilite; in ogni caso il governo armeno pare abbia costruito una barzelletta su questo. Hanno iniziato con i ministri ai quali è stato vietato di trascorrere le vacanze estive fuori dai confini nazionali. "Passate le vostre vacanze o in Armenia, o nel Karabakh", - questa è stata la direttiva dall'alto.

Collegamenti e servizi

Ma non è tutto. A metà luglio a Stepanekert è arrivata una numerosa delegazione dall'Armenia, composta da impiegati statali (tra i quali il dirigente del settore turistico del ministero del Turismo dell'Armenia) e direttori di aziende turistiche.
Nel corso di una discussione congiunta è stato proposto di promuovere un pacchetto turistico "Vacanze in Karabakh a prezzo accessibile". I voucher, secondo i promotori, devono arrivare prima di tutto ai cittadini dell'Armenia. Per una settimana di vacanza in Karabakh occorrono circa 90-100 mila dram, l'equivalente di circa 250-300 dollari. Questo è un buon prezzo, considerando che i servizi costano molto di più. Per questo, il dirigente del settore turistico del ministero del Turismo del NK Sergey Shakhverdyan ha ammesso che bisognerà fare un po' di pressione sui direttori degli alberghi.

Per esempio, per una camera singola a Stepanekert si pagano circa 24-25 mila dram. Alcuni alberghi hanno già accettato di ridurre il prezzo nell'ambito di questo progetto.
All'unisono con questi avvenimenti, il sito del ministero degli Affari esteri dell'entità del Nagorno-Karabakh ha migliorato il lay-out della pagina web (www.nkr.am) per permettere una navigazione più veloce. Alle sezioni dedicate alle notizie, ai fatti sul NK, informazioni ufficiali e così via, è stata aggiunta una sezione dedicata al turismo. Ha migliorato il suo sito anche la Direzione del turismo del NK (http://visitkarabakh.net) .

Tuttavia, le difficoltà non mancano di certo. I collegamenti rimangono un problema molto importante. E' vero che il Karabakh è collegato all'Armenia tramite l'autostrada Stepanakert-Goris, che è stata ristrutturata grazie ai contributi della diaspora armena, però non esistono treni, né aeroporto. Ciò influisce notevolmente sulle prospettive di sviluppo del turismo.
In tempo sovietico era stato costruito l'aeroporto a Stepanakert che però ha smesso di funzionare dall'inizio del conflitto, perché secondo il parere degli esperti, i voli erano tutti troppo pericolosi a causa della mancanza di spazi necessari e a causa della lunga portata delle installazioni antiaeree azere.

Attualmente l'aeroporto viene utilizzato per gli elicotteri e per le delegazioni ufficiali.
Alcuni anni fa erano stati attivati con elicotteri voli regolari, ma erano troppo costosi per i cittadini comuni e quindi sono stati subito abbandonati. Solo da poco tempo si sono iniziati i lavori per la ricostruzione dell'aeroporto nella speranza di riuscire a firmare nel breve futuro un accordo di pace con l'Azerbaijan.

L'11 luglio di quest'anno il presidente de-facto del Nagorno-Karabakh ha visitato l'aeroporto e sul posto ha esaminato lo stato attuale dei lavori. Il capo de-facto dello stato ha sottolineato l'importanza di proseguire con i lavori di ricostruzione e ha sottolineato che è importante mettere in funzione l'aeroporto nel breve termine.
Il presidente ha accompagnato anche il responsabile della direzione generale dell'aviazione civile presso il governo dell'Armenia, Artem Movsesyan. Nell'ottobre del 2010 l'aeroporto di Stepanakert inaugurerà il primo volo passeggeri, ha dichiarato recentemente l'architetto Tirgan Barseyan, aggiungendo anche che, per i passeggeri, sono previsti tutti i tipi di comodità: aree di riposo, aree servizi, punto medico, bar etc... Nel NK l'aeroporto rappresenta non solo un valore vitale, ma assume anche una rilevanza politica, in quanto servirà per rafforzare lo stato de-facto stesso, oltre che favorire il benessere della popolazione.

Un'altra problematica è rappresentata dalla diversità dei servizi turistici. Molti ritengono che il solito "menù" non stupisca più nessuno. E' da un po' di tempo che si nota la tendenza da parte delle persone ricche a cercare anche una vacanza di tipo avventurosa. Questo spiega perché nel NK si vuole dare priorità a questa tipologia di vacanza, e cioè puntare sull'etno / eco-turismo. Ma perché non puntare anche sul turismo estremo? In NK esiste tutto il potenziale per questo tipo di offerta.

In ogni caso vi è molto da visitare in Karabakh. Per prima cosa, monumenti architettonici. Al tempo sovietico sono stati catalogati 1600 monumenti architettonici armeni, ma in realtà sono molti di più. Dopo la proclamazione di indipendenza, ci si è resi conto dell'esistenza di molti altri monumenti fino ad allora sconosciuti. Comunque, vi sono anche svariate opere di valore che richiamano l'interesse non solo dei cittadini armeni, ma anche di tutte le persone di cultura cristiana. Per esempio, il monastero di Dadivank, situato non lontano dalla città di Karvachar. Recentemente vi sono state trovate le reliquie di San Dadi.

Ma le architetture armene non sono le sole a richiamare interesse. Un paio di anni fa una organizzazione non governativa del Karabakh ha organizzato una mostra di monumenti appartenenti alla cultura musulmana. Gli organizzatori hanno percorso tutte le aree e hanno fotografato quasi tutti i monumenti musulmani più significativi. L'entità statale si crogiola nella propria immagine e compie passi concreti verso il rispetto dei monumenti di cultura musulmana, in particolare ad esempio la moschea di Shusha che è protetta dallo stato de- facto.

La politica

Padiglione NK alla Fiera del turismo di Berlino

Il problema principale rimane sempre lo status del Nagorno-Karabakh ed il fatto che non è riconosciuto a livello internazionale, così come la non soluzione del conflitto. La partecipazione dei tour-operators del Karabakh alle fiere internazionali è sempre un grosso problema. Non ha fatto eccezione la fiera di Berlino del 12 marzo di questo anno.
Il Nagorno-Karabakh aveva a disposizione un padiglione. Era la prima volta che la repubblica de-facto del NK partecipava alla fiera di Berlino, e c'è stata molta curiosità. Lo stand del Nagorno-Karabakh si trovava di fronte a quello della repubblica di Armenia e in una show-room insieme allo stand dell'Azerbaijan. A differenza della fiera di Mosca che ha avuto luogo l'anno passato, durante la quale vi sono state azioni di protesta da parte dell'Azerbaijan contro la partecipazione della repubblica non riconosciuta del NK, a Berlino, grazie alla posizione risoluta degli organizzatori della fiera e al lavoro diplomatico preventivo svolto dal NK, il giorno dell'inaugurazione della fiera non vi sono state dimostrazioni di alcun tipo. Vi sono stati nei giorni seguenti alcuni tentativi di protesta, ma senza successo.

Per quanto riguarda la risoluzione del conflitto del Nagorno-Karabakh, ci si aspettava molto dall'incontro del 17 luglio scorso tra i due presidenti della repubblica di Armenia e di Azerbaijan a Mosca, i quali dovevano firmare un documento sui Principi di Risoluzione del Conflitto nel Nagorno-Karabakh.
Tuttavia, niente è stato firmato durante quell'incontro e questo fa pensare solo che la situazione attuale continuerà a stagnare per un periodo di tempo indefinito.
Alla vigilia dell'incontro i partiti de-facto del NK hanno rilasciato una dichiarazione nella quale sostenevano che escludere la repubblica de-facto del NK dalle trattative ed ignorare la condizione politica del Nagorno-Karabakh, porterebbe solamente al fallimento degli sforzi fatti fino ad ora per la risoluzione del conflitto tra la parte azera e la parte del Karabakh.

Da questo si capisce che al momento nulla è del tutto chiaro.
Bisogna però tenere presente che la prospettiva di uno sviluppo del turismo nel Nagorno-Karabakh non è strettamente dipendente dalla risoluzione delle ostilità politiche. Nonostante la situazione attuale e nonostante la crisi finanziaria globale, nel NK si osserva una tendenza stabile di crescita di turisti stranieri. Nel primo quarto dell'anno il numero di turisti stranieri che ha visitato il territorio del NK è aumentato quasi del doppio in confronto allo stesso periodo del 2008. Come ci è stato comunicato dal ministero degli Interni dello stato de-facto del NK, tra i visitatori risultavano prevalenti i turisti provenienti dalla Francia, Iran, Gran Bretagna, Olanda, Russia, Polonia etc...
Sono attratti da un panorama da favola, da una ricca eredità culturale, dalla natura incontaminata, dall'ospitalità della popolazione e da una situazione non pericolosa per la vita.


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