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In Caucaso e poi a Torino ita

In Caucaso e poi a Torino

foto di phill.d/flickr

Quest'anno ad anticipare il Torino Film Festival ci sarà il film del progetto Hermes, un workshop interamente dedicato ai produttori cinematografici dell'area caucasica, dall'11 al 13 novembre

Il progetto Hermes dedicato ai produttori cinematografici dell'area del Caucaso si presenta alle 6° Giornate Europee del cinema e dell'audiovisivo ( www.europeandays.eu) a Torino Co-Production Forum in programma dall'11 al 13 novembre.

Un anticipo del Torino Film Festival diretto da Gianni Amelio che offrirà, dal 13 al 21 del mese, un significativo spazio al cinema dei Balcani, a cominciare dal "Gran Premio Torino" alla carriera per Emir Kusturica, che per l'occasione porterà la versione integrale di quasi sei ore del suo film manifesto "Underground" (1995) inedita da noi. In gara ci sarà "Medalia de onoare - Medaglia d'onore" di Calin Netzer, già noto per "Maria" del 2004: l'anziano Ion è disprezzato dalla famiglia, ma quando riceve una medaglia al valor militare - non si sa per quale impresa - è l'occasione per riscattarsi e rimediare agli errori compiuti.

Fuori competizione ci sono l'anteprima italiana dell'altro romeno, molto bello, "Politist, Adjectiv" di Corneliu Porumboiu ("A est di Bucarest") già premiato a Cannes e il turco "Hayat var" di Reha Erdem, ritratto di un adolescente di un quartiere marginale di Istanbul. Nella competizione Italiana.Doc figura invece "Valentina Postika in attesa di partire" di Caterina Carone su una donna moldava che assiste un anziano ex partigiano pesarese ma non vede l'ora di tornare a casa ad abbracciare i suoi tre figli.

Hermes è il programma di formazione indirizzato a produttori cinematografici di Azerbaijan, Moldavia, Ucraina, Armenia e Georgia, organizzato da Fabulafilm di Roma (www.fabulafilm.com) in collaborazione con il Consiglio d'Europa ed Eurimages all'interno del Kiev Initiative Regional Programme. L'edizione pilota si svolge in Italia sarà un workshop residenziale durante il quale verranno sviluppati i progetti dei partecipanti con l'ausilio di tutor provenienti da tutta Europa. Tre i progetti selezionati dal comitato di esperti del programma per le Giornate Europee 2009, scelti tra i sette che a giugno hanno frequentato un workshop (che ha affrontato analisi della sceneggiatura e drammaturgia, budgeting e finanziamenti, aspetti legali, packaging e pitching) a Fara Sabina. Di questi - tre armeni, due georgiani, un'azera e una moldava - ben cinque erano di donne: e tutti al femminile sono i tre che saranno presentati a Torino nel pomeriggio di mercoledì.

Dall'Armenia il documentario "Another Cold War: The Battle For the Poles" presentato da Inna Sahakyan e Vardan Hovhannisyan prodotto da Bars Media Documentary Film Studio. Un documentario satirico con l'Armenia che pretende un pezzo del Polo Nord e del Polo Sud, a prendere in giro la corsa dei grandi stati a estendere le proprie aree d'influenza ai Poli e alle loro grandi risorse naturali.

Dall'Azerbaijan c'è il documentario "Profession - Matchmaker" di Alina Abdullayeva (che aveva già collaborato al film "Absurdistan") prodotto da Motor Filmproduction. Gli uomini di un piccolo villaggio sono partiti quasi tutti alla conquista della grande Città, e non faranno ritorno. Il "professional matchmaker" è l'ultima speranza per le donne del villaggio. Una missione per salvare il mondo dalla solitudine.

Dalla Georgia, il progetto di lungometraggio "Salt White" di Ketevan Machavariani portato avanti dalla Independent Film Project. Nella Georgia post-sovietica agli inizi del 21° secolo, solo i bambini possono riaccendere la speranza nel cupo e nebbioso mondo degli adulti.

Gli altri quattro progetti partecipanti a Hermes sono "Moskivich, my love" di Aram Shahbazyan (Armenia), «Pas de trois» di Diana Kardumyan (Armenia), "Devil's Rock" di Rusudan Chkonia (Georgia) e "Mario, Maria, Marinel" di Victoria Coroban (Moldavia).

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