Haki Doku in pista - www.associazioneintegra.eu

Haki Doku in pista (www.associazioneintegra.eu)

E' riuscito a coronare il suo sogno. Correrà a Londra sulla handbike, bicicletta speciale a tre ruote spinta con la forza delle braccia. Haki Doku è il primo atleta albanese della storia delle Paralimpiadi. La strada per arrivarci è stata tutta in salita, ma grazie alla onlus Integra e a tanti altri, ce l'ha fatta

31/08/2012 -  Nicole Corritore

Tre ruote e la forza delle braccia. Per far volare la sua handbike sulla pista e correre alle Paralimpiadi di Londra. Era il sogno di Haki Doku, cittadino albanese con disabilità. Ma anche i sogni a volte si avverano. Doku è infatti il primo atleta del Paese delle Aquile a gareggiare alle Paralimpiadi, la cui edizione londinese è iniziata da due giorni.

All'apertura dei Giochi, lo scorso 29 agosto, Haki ha fatto il suo ingresso nel palazzetto con la bandiera albanese consegnatagli due giorni prima a Tirana dal presidente della Repubblica, Bujar Nishani. A dimostrazione dell'eccezionalità dell'evento, a Tirana lo accompagnava anche Roberto Rancilio. Nome famoso dell'handcycling mondiale è attuale presidente della European Handcycling Federation, oltre che rappresentante del Gruppo sportivo Rancilio di Parabiago di cui Haki fa parte.

La storia di Haki Doku, atleta 43enne, coinvolge fortemente l'Italia e la strada per raggiungere l'obiettivo londinese è stata tutta in salita. E' in Italia che a 27 anni lavora, in nero, presso un cantiere. Cade da un ponteggio e si lesiona il midollo spinale. Diventa paraplegico. Segue lunghi mesi di riabilitazione per rendersi autonomo e imparare a muoversi su una sedia a rotelle.

Non si sopisce però la sua passione per lo sport: impara a far sci di fondo su slitte appositamente costruite e poi passa alla handbike. E' una bicicletta a tre ruote - una anteriore e due posteriori - in cui l'atleta è sdraiato di schiena su un sedile, le gambe sono assicurate a due supporti. Le ruote si muovono sotto la spinta delle braccia, grazie a degli ingranaggi che fanno le veci dei pedali.

La partecipazione alle gare agonistiche richiede, però, spese elevate sia per l'attrezzatura ultraleggera sia per le trasferte. Qui entra in scena un'associazione. Fondata a Lecce nel 2003, la Integra onlus opera nel campo delle politiche migratorie, avvalendosi di professionalità altamente qualificate e multidisciplinari. L’Associazione nasce dalla volontà di Klodiana Çuka - progettista comunitaria di origine albanese - e dal coinvolgimento di diverse comunità di origine straniera presenti in Italia.

Racconta la presidente Çuka, che è stato un amico dell'atleta a contattarli. "Due anni fa, durante una nostra iniziativa a Roma mi si avvicina Ferdinand Bjanku, fotografo albanese che vive in Italia, e mi dice: voi di Integra, che riuscite sempre nelle imprese difficili, dovreste aiutare Haki Doku". Klodiana viene a conoscenza del sogno di Haki e dei suoi problemi: "Aveva bisogno di 7.000 euro per comprare una handbike ultraleggera per le competizioni internazionali di qualificazione a Londra 2012. Poi c'era bisogno di uno sponsor, per le trasferte di gara in giro per il mondo".

Se i primi due problemi sono "solo" di natura economica, il terzo è di natura politica. "Paolo Buralli, referente della sede di Integra a Milano, si mise subito al lavoro per cercare una soluzione. Il terzo problema non era cosa da poco. L'Albania non aveva mai fatto richiesta di iscrizione al Comitato Internazionale Paralimpico e non pareva interessata a farlo. Per cui, anche se Doku fosse riuscito a classificarsi per Londra, poi non avrebbe potuto andarci". Infatti Haki, pur vivendo in Italia da 15 anni, non ha ancora la cittadinanza italiana.

"Haki è un uomo determinato e di grande forza, oltre ad essere molto sensibile e persona attenta agli altri. Deve essere questo che ci ha spinto a raggiungere l'obiettivo" prosegue Klodiana. "Nel 2010, durante le giornate dedicate alle legalità in alcune scuole di Milano, il mio collega Buralli mi presenta Umberto De Matteis... con lui si è aperto un varco nel buio!". De Matteis è vicepresidente del Centro Studi Parlamento della legalità.

De Matteis decide di finanziare l'acquisto della handbike professionale e le trasferte all'estero. Haki nel 2011 ottiene risultati ottimi, salendo sul podio in Slovacchia e in Serbia. "Trasferte costose, persino in Africa, dove a dicembre ha partecipato all'ultima tappa valida per la qualificazione ufficiale a Londra 2012" aggiunge la presidente di Integra. E l'iscrizione dell'Albania al Comitato Paralimpico? "Quello è stato un problema parallelo, di cui ci siamo occupati in tanti, mentre Haki gareggiava. Oltre a noi, si sono mosse decine di persone e istituzioni. Solo alcuni esempi: una rete di giornalisti albanesi, l'Ambasciata del Regno Unito a Tirana, il Comitato Olimpico albanese... e tanti altri".

Le pressioni hanno funzionato. Dichiarava Haki su Albanianews nel novembre scorso: "Questa è una grande occasione per far integrare i disabili in Albania, aiutandoli ad uscire dall'isolamento, ed invitandoli a praticare lo sport.  Fare sport nel mondo paraolimpico non significa vincere e guadagnare soldi, ma vincere e sfidare se stessi, sentirsi uguale agli altri." Alla vigilia dei giochi Paralimpici, Klodiana Cuka afferma “Questa storia conferma che l'unione fa la forza e che l'entusiasmo e la fiducia, insieme alla speranza, abbattono ogni muro, ogni ostacolo e ogni frontiera affinché un sogno possa realizzarsi nel segno della solidarietà”.

Che si possa rimanere uniti nella diversità, Haki Doku lo dimostra con la sua storia e con lo start che lo attende sulle piste di Londra nelle gare di Cycling Road dal 5 all'8 settembre prossimi. Correrà fianco a fianco di grandi atleti come l'italiano Vittorio Podestà, oro nell'H2 al Campionato del Mondo 2012.


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