Riprendiamo alcuni brani di due commenti pubblicati dalla testata liberal russa Ezenedel'nyj Zurnal dopo l'uccisione di Anna Politkovskaya. I due testi danno un'idea della reazione degli ambienti di chi in Russia ancora lotta per la difesa dei diritti umani e la democratizzazione del paese

11/10/2006 -  Anonymous User

IL TERRORE, ADESSO
di Aleksej Makarkin, 7 ottobre 2006, Ezenedel'nyj Zurnal
Traduzione per Osservatorio sui Balcani: Andrea Ferrario
L'anno scorso è stato trasmesso un serial televisivo intitolato "Ataman". L'eroe era un uomo del nostro tempo, un ufficiale coraggioso che lottava contro i criminali e il terrorismo. Il serial cominciava con una scena eloquente: l'eroe principale, durante gli eventi della guerra in Cecenia, aggredisce e getta nel fango un omuncolo dall'aspetto repellente, complice dei guerriglieri, accusandolo di essere colpevole della morte di soldati russi. Questo omuncolo era un attivista per la difesa dei diritti umani. Mentre cadeva nel fango, dalla sua borsa, insieme a fascicoli di documenti, escono mazzette di dollari.

È questa l'immagine che i media ufficiosi danno di chi lotta per difendere i diritti umani: dei mascalzoni foraggiati dall'estero a suon di denaro. Si tratta di una posizione che legittima nei fatti l'estremismo di destra, che ricorre sempre più spesso a metodi terroristici. Non è un caso che gli estremisti di destra si ritengano una "barriera sanitaria" alleata dello stato, che aiuta quest'ultimo a svolgere un compito che non è in grado di svolgere da solo. Quando compie un crimine, l'estremista di destra si sente come la mano dello stato, e spesso lo fa impugnando le armi.

E se lo stato spesso negli ultimi tempi fa propri gli argomenti tipici dell'arsenale dei nazionalisti (non solo riguardo agli oppositori più liberal, ma anche come è avvenuto nel caso delle recenti "purghe" contro i georgiani), cercando di sfruttarli per i propri scopi, gli estremisti di destra da parte loro vanno fino in fondo, considerando lo stato troppo debole e pronto a compromessi. ... Mi ricordo che quando a San Pietroburgo hanno ucciso una ragazza tagika (che agli estremisti di destra non aveva fatto nulla - era colpevole solo di essere venuta in Russia dall'Asia centrale), in Internet hanno cominciato a circolare sbeffeggi nei confronti di suo figlio e della sua famiglia, denigrati come narcotrafficanti, vale a dire come criminali che rovinano la salute del popolo russo. ... Oggi non si può che rabbrividire nel leggere quanto ha scritto Vladislav Surygin, per lunghi anni collaboratore del giornale reazionario "Zavtra": "Non sono dispiaciuto per Politkovskaya. Ma non mi piace che sia morta COSÌ. Non amavo Politkovskaya, facevamo parte di due campi completamente opposti. Ma la sua UCCISIONE non mi soddisfa. Mi fa sentire piuttosto perplesso e irritato: è avvenuta in maniera troppo facile, troppo bella. D'altronde, mi dico, è il destino a decidere di che morte deve morire una persona". Troppo facile... è questa l'unica critica che Surygin rivolge al killer. ... In Russia in realtà gli estremisti di destra non sono molto più forti dei liberal, ma godono delle simpatie nelle strutture della sicurezza e della difesa. Si tratta di una miscela esplosiva che in parte si è già messa in moto.

BISOGNA CAMBIARE
di Georgij Satarov, 7 ottobre 2006
Traduzione per Osservatorio sui Balcani di Andrea Ferrario
Hanno assassinato Anna Politkovskaya, una delle giornaliste più oneste, coraggiose e sincere tra quelli ancora non uccisi. Quello che è successo non può lasciare più dubbi sulla diagnosi. Si tratta di fascismo. È un nuovo tipo di fascismo, preferisce l'istupidimento di massa al terrore di massa, ma non disdegna i vecchi metodi. Dell'arsenale dell'attuale potere fanno parte l'intimidazione, il ricatto, la diffamazione, la corruzione, l'aggressione fisica. E anche l'omicidio. Ora tutti coloro i quali sono impegnati professionalmente o civilmente devono fare una scelta. Le varianti sono solo due: diventare alleati di quelli che evidentemente sono dei fascisti, o unire le forze per abbattere questo odio fascista.

Mi rivolgo a tutti coloro che continuano in un modo o nell'altro a lavorare al Cremlino o nel governo: pensate davvero che rimangano argomenti che giustifichino il fatto di lavorare in questo posto, in questi tempi e con queste persone? Mi rivolgo ai partiti che in qualche modo legano il loro futuro politico alle trattative dietro le mura del Cremlino. Siete davvero convinti dell'utilità del pragmatismo che vi spinge a una resistenza minima? Non vi rendete conto che il vostro pragmatismo rischia di diventare non meno criminale del modo di agire di coloro con i quali vi "consultate"? ...

Mi rivolgo ai leader e ai membri delle organizzazioni pubbliche non politiche. Pensavate davvero che il potere avrebbe cessato il suo attacco contro la società, cominciato all'inizio del 2005? Vi fate ancora illusioni? Pensate ancora di potere parlare con i fascisti? ... So che molti di voi, spesso sinceramente, pensano: "No, non si può gettare tutto alle ortiche. Se c'è la possibilità di fare qualcosa di utile, collaborando con le autorità, bisogna sfruttare l'occasione". Amici miei, sforzate la vostra memoria e fate un confronto tra quanto avete ottenuto negli ultimi anni con una tale strategia e quanto invece ha ottenuto il potere, che non a caso vi permette con entusiasmo di metterla in atto. Non vedete la differenza tra le conquiste e le sconfitte? Non in termini di libertà di manovra, ma nei termini molto più concreti di perdita di vite umane. Il potere trasforma la vostra strategia nella vostra debolezza e nella sua forza. ...


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