Il presidente Saakashvili propone una nuova amministrazione per l'Ossezia del Sud. Reazioni negative a Mosca e Tskhinvali, sede del governo secessionista. Entusiasmo americano

27/04/2007 -  Anonymous User

Di: Giorgi Kupatadze* a Tbilisi e Irina Kelekhsayeva* a Tskhinvali, per IWPR, 6 aprile 2007)
Traduzione per Osservatorio sui Balcani: Maddalena Parolin

La nuova proposta georgiana per l'Ossezia del Sud è stata accolta con profondo sospetto nella repubblica non riconosciuta, dove è stata rigettata come una mossa per promuovere una amministrazione rivale pro Tbilisi. In Georgia, il progetto viene visto come un accordo di transizione accettabile che potrebbe aiutare a mettere fine alla prolungata contesa territoriale.

Il presidente Mikheil Saakashvili ha proposto che l'Ossezia meridionale venga governata da una nuova amministrazione ad interim fino alla fine dell'impasse attuale.

Il conflitto del 1991-92 lasciò all'Ossezia meridionale lo status di repubblica indipendente autodichiarata, situazione che la Georgia non accetta. Tbilisi ritiene che un accordo negoziale dovrebbe mantenere la regione all'interno dello stato georgiano, anche se con un grado di autonomia.

Secondo il nuovo piano, sarebbe il presidente Saakashvili a scegliere le persone che guiderebbero l'entità ad interim e a definire le regole con le quali questa opererebbe. La questione dello status finale non verrebbe affrontata in questa fase di transizione, per quanto sia chiaro che Tbilisi immagini di poter in definitiva riguadagnare il controllo sul territorio ribelle.

La bozza di legge, di tre pagine, descrive così i suoi scopi: "promuovere una risoluzione pacifica del conflitto, restaurare l'ordine costituzionale nell'ex territorio autonomo dell'Ossezia del Sud, proteggere i diritti, le libertà e gli interessi delle persone e dei gruppi etnici che vivono su tale territorio, determinare lo status finale dell'ex territorio autonomo dell'Ossezia del Sud e creare le condizioni adeguate per elezioni democratiche".

La legge è stata ora sottoposta al parlamento georgiano e, stando a quanto hanno dichiarato i legislatori finora, verrà probabilmente approvata. Solamente allora sarà chiaro quando e come l'amministrazione proposta prenderà forma, ma fonti governative sostengono che dovrebbe avvenire presto.

Tbilisi ha fatto capire di essere aperta alle negoziazioni con gli attuali leader dell'Ossezia del Sud, se essi sono interessati al piano. La presidente del parlamento georgiano Nino Burjanadze ha affermato che le autorità sono preparate a "parlare con chiunque, incluso il presidente de facto Eduard Kokoity, che afferma di rappresentare gli interessi del popolo dell'Ossezia meridionale".

Più di tutto però il progetto appare un modo per promuovere lo status del governo "alternativo" - e amico di Tbilisi - dell'Ossezia del Sud. Rigettato dalle autorità ribelli ossete come una "amministrazione fantoccio", il governo alternativo ha sede nel villaggio di Kurta, abitato da popolazione etnicamente georgiana.

Il suo leader Dmitry Sanakoyev, che lo scorso autunno aveva istituito il "governo alternativo", è stato descritto da Saakashvili come "un eroe che fa tutto il possibile per giungere ad una riconciliazione tra georgiani ed osseti". Ma le autorità georgiane hanno appositamente evitato di dare un ruolo politico di leader a Sanakoyev, riferendosi a lui esclusivamente come capo di un'organizzazione pubblica. Sembrerebbe significativo il fatto che il progetto di legge preveda alla guida dell'amministrazione proposta membri scelti tra i leader politici o tra i rappresentanti di organizzazioni pubbliche.

Intanto Sanakoyev ha accolto con entusiasmo il progetto per una amministrazione ad interim.

"Credo sia una buona mossa per proseguire i negoziati", ha detto. "Approvo l'iniziativa e dichiaro che siamo pronti ad assumerci la responsabilità per la successiva risoluzione del conflitto georgiano-osseto."

Alcuni analisti ritengono che insediando un'amministrazione ad interim flessibile, Tbilisi sarebbe nella migliore posizione per minare le pretese del governo di Tskhinvali di rappresentare tutti nell'Ossezia Meridionale, e quindi per ridurre l'influenza internazionale della loro domanda di riconoscimento come stato indipendente, o di annessione alla Russia.

A Tskhinvali, le autorità di fatto dell'Ossezia Meridionale hanno commentato che Saakashvili avrebbe "perso il senso della realtà".

Il ministro degli esteri ha emesso una dichiarazione nella quale afferma che: "Le autorità dell'Ossezia del Sud sono determinate a non permettere la creazione o il funzionamento... di alcuna struttura di governo 'temporanea', 'alternativa' o di altro tipo, le cui attività porterebbero ad una ulteriore esasperazione delle relazioni georgiane-ossete".

Il vice primo ministro dell'Ossezia del Sud, Boris Chochiev, ha dichiarato ad IWPR che il piano georgiano è stato progettato per ottenere un maggiore riconoscimento per il gruppo filogeorgiano di Sanakoyev, e quindi provocare le amministrazioni rivali verso una "guerra civile nella quale gli osseti verrebbero schierati gli uni contro gli altri".

"Tutto ciò mira a minare i colloqui ufficiali e far sì che le autorità della 'fattoria collettiva' di Kurta vengano riconosciute come la voce del popolo osseto. Ciò che Saakashvili dimentica è però che Sanakoyev non rappresenta né gli interessi degli osseti né quelli dei georgiani", ha affermato Chochiev.

Ma il progetto georgiano non sta bene nemmeno a Mosca, che ha buone relazioni con i ribelli dell'Ossezia del Sud. In una dichiarazione del 29 marzo, il ministro degli Esteri russo esortava Tbilisi ad "abbandonare il suo piano per dare legittimazione al governo alternativo dell'Ossezia del Sud ed adottare una posizione costruttiva per far avanzare il processo negoziale".

"Il ministero degli Esteri sta osservando con preoccupazione la propaganda promossa da Tbilisi in relazione al cosiddetto movimento di Dmitry Sanakoyev. Lo scopo è chiaro - far sì che gli osservatori interni ed esterni al paese, spesso impreparati, credano alla rispettabilità di quella che di fatto è una rete di agenti organizzata dai servizi segreti georgiani".

Le autorità georgiane hanno risposto che la reazione infuriata di Mosca prova solo che esse hanno preso la direzione giusta.

Il vice Segretario di Stato degli USA per gli affari europei ed eurasiatici, Matthew Bryza, è apparso entusiasta dall'iniziativa della Georgia.

"Per come la vedo io... l'obiettivo è creare un contatto tra i sudosseti e gli altri cittadini della Georgia in modo da ridurre le tensioni, far sì che la gente senta di essere parte di un unica famiglia politica, e da qui sia possibile definire e stabilire l'autonomia," ha affermato durante una conferenza stampa a Tbilisi.

In Georgia, politici ed analisti hanno dato risposte diverse al progetto. La maggior parte dei partiti politici, inclusi quelli di opposizione, hanno appoggiato la proposta, ma alcuni temono che si tratti semplicemente di un esercizio di relazioni pubbliche da parte delle autorità.

"Se si riuscirà a creare un'entità amministrativa dove gli osseti e i georgiani possano mostrare al mondo di essere in grado di convivere, governare e mantenere legami culturali, ovviamente appoggeremo l'iniziativa", ha affermato Zviad Dzidziguri, leader del Partito Conservatore di opposizione.

L'analista politico Paata Zakareishvili ritiene che le autorità georgiane stiano tentando di trovare una strada per uscire dalla situazione creata da loro stessi quando hanno costituito il "governo alternativo" dell'Ossezia del Sud, invece di compiere effettivi progressi nella risoluzione del conflitto.

"Fare affidamento su Dmitry Sanakoyev, che non aveva né supporto pubblico né altra influenza, era sbagliato. Ora le autorità stanno tentando di dargli un qualche status," ha affermato Zakareishvili. "Sembra che essi le autorità georgiane siano incapaci di portare avanti progetti concreti e si riducano ad esercizi di relazioni pubbliche."

Zaakareishvili ha aggiunto che sarebbe difficile convincere la comunità internazionale a riconoscere Sanakoyev come una parte con cui negoziare.

Un altro analista, Ramaz Sakvarelidze, ha commentato che la chiave per la riuscita della nuova iniziativa sarebbe convincere la Russia a riconoscere il ruolo di Sanakoyev - ma ha aggiunto che questo non accadrà in un futuro immediato.

Secondo Archil Gegeshidze del "Georgian International Relations and Strategic Research Fund", l'iniziativa del presidente sarebbe interessante, ma non raggiungerebbe alcun risultato a meno che la comunità internazionale non desse il via libera e le autorità Georgiane non riuscissero a riguadagnare la fiducia della popolazione osseta.

L'Ossezia del Sud ha visto recentemente crescere la tensione, in seguito ad una serie di scontri armati, tra i quali l'ultimo, il 25 marzo scorso, è costato la vita a due poliziotti georgiani. Ciascuna parte accusa l'altra di provocare gli scontri.

Nell'Ossezia del Sud, la popolazione locale ha sentito parlare di un'iniziativa georgiana, ma appare in larga parte scettica.

Svetlana, un'insegnante quarantasettenne di Tskhinvali, dice di non credere che le intenzioni di Tbilisi siano pacifiche.

"Sono certa che tutte le ultime iniziative del governo georgiano non sono state prese perché desideri rappacificarsi con noi, ma per ottenere i propri scopi," dichiara.

Alexander, 33 anni, residente a Tskhinvali, afferma: "Una guerra civile tra fazioni dell'Ossezia del Sud farebbe il gioco delle autorità georgiane, poiché se ciò accadesse queste avrebbero un ottimo pretesto per entrare con l'esercito nella regione e lanciare le ostilità."

Alexander dà una propria spiegazione alla fretta della Georgia di proporre una nuova iniziativa: "La Georgia vuole diventare membro della NATO il prima possibile, ma innanzitutto deve risolvere le proprie dispute territoriali. Ecco perché stanno escogitando tutti questi piani".

Un pensionato dell'Ossezia meridionale di cinquantasei anni, che ha chiesto di restare anonimo, esprime un cauto ottimismo: la nuova amministrazione ad interim potrebbe "portare finalmente ordine nella regione".

"Siamo tutti stanchi dell'incertezza e del caos intorno a noi" dice. "Penso che porterà cambiamenti positivi. La Russia non ci riconoscerà mai, ed è difficile vivere in una situazione di limbo."

*Giorgi Kupatadze lavora per l'agenzia stampa News Georgia a Tbilisi. Irina Kelekhsayeva è giornalista freelance a Tskhinvali


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