Porto di Rijeka

Lo scorso 24-25 ottobre si è svolto nella città croata di Rijeka il quinto Forum delle città dell'Adriatico e dello Ionio. Un'intervista al Segretario Generale, Bruno Bravetti

17/12/2003 -  Nicole Corritore

Quando e perché è nata l'idea di costituire un Forum delle città dell'Adriatico e dello Ionio?

Negli anni precedenti lo sfaldamento della Repubblica Federale Jugoslava è esistito un rapporto stretto di collaborazione fra l'ANCI e l'omologa associazione jugoslava e quindi fra le città delle due coste. Fra le città delle due coste adriatiche, da sempre, sono esistiti legami di collaborazione ed anche numerosi gemellaggi. Fra Ancona e Ragusa (Dubrovnik) il primo accordo di collaborazione esiste dal 1199!
La tragedia della guerra ha avvicinato le popolazioni e nell'aprile del 1999 il Comune di Ancona, in accordo con l'ANCI nazionale, ha deciso di promuovere il Forum.

Obiettivo prioritario la creazione di una Comunità che lavora in pace e nel rispetto dei diritti umani e che guarda all'Europa dei cittadini.I principi sono stati codificati nella "Carta di Ancona" che è stata votata all'unanimità. Fatto di grande rilievo se si considera che le ferite della guerra erano ancora fresche ed era in corso il conflitto in Kosovo.

Chi fa parte del Forum e con quali ruoli?

Hanno aderito al Forum 45 città delle due sponde, comprese alcune della Grecia ionica. Le città interessate alle nostre attività sono però molte più e, recentemente, anche numerose Province adriatiche italiane hanno chiesto di potere collaborare. E' anche nato il Forum delle Camere di Commercio dell'Adriatico e dello Ionio cha ha stretto un ottimo rapporto con la nostra Associazione.

Durante il Forum del 2001 a Brindisi è stato avviato il progetto Aap2020. Può spiegarci in cosa consiste e come sta procedendo?

Il progetto Aap2020 (Adriatic Action Plan 2020) prevede la definizione - entro il 2006 - e l'attuazione - entro il 2020, appunto - di un Piano di Azione per il mare Adriatico, in sintonia con le indicazioni emerse dal recente vertice di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile (dagli impegni all'azione...). Il tema di fondo è l'innovazione sostenibile nei governi locali. In termini operativi i 21 partners di area Adriatica presenti nel progetto, supportati da 6 partners europei coinvolti nel progetto con un ruolo specificamente tecnico e di "expertise", dovranno elaborare ed applicare un set comune di strumenti per lo sviluppo sostenibile locale (LSD, Local Sustainable Development set), composto da:

1. reporting ambientale e sociale a scala locale
2. avvio di procedure EMAS in settori specifici del governo locale (trasporti, energia, rifiuti, turismo, etc.)
3. bilancio di sostenibilità del governo locale
I risultati dell'applicazione dell'LSD set dovranno confluire in un'unica sede di governance (Adriatic Sea Forum), che deve elaborare appunto il Piano di Azione per l'Adriatico del 2020.

Il progetto, finanziato dal Programma Interreg 3c east per complessivi 850.000 euro, prevede quindi un'intensa attività di scambio di esperienze e formazione di know-how tra i 27 partners, supportata da una piattaforma web (SEA, Sharing Environments of Adriatic region). Il meeting di avvio di Aap2020 si è già svolto ad Ancona lo scorso 27/28 giugno, mentre il primo Adriatic Sea Forum si è tenuto a Rjieka lo scorso 24/25 ottobre, in parallelo all'Assemblea annuale del Forum delle Città Adriatiche. Il progetto riunisce formalmente 27 partners ma le attività - e soprattutto i risultati dell'Adriatic Action Plan - sono allargate e rivolte a tutte le amministrazioni locali dell'area adriatica.

Come si è svolto il Forum di Rijeka e quali i punti di maggior discussione?

La sessione plenaria è andata molto bene sia per il dibattito che per la partecipazione. E' stata l'Assemblea nella quale abbiamo portato a casa l'approvazione ed il finanziamento di Aap 2020; insieme all'ANCI ed ad altre Associazioni delle Autonomie Locali avevamo, in aprile, inaugurato la sede di IDEALI a Bruxelles mentre il periodico del Comitato delle Regioni aveva pubblicato un pezzo del Presidente del Forum, Vojko Obersnel, sindaco di Rijeka.
Abbiamo avuto a Rijeka la prova del salto di qualità di una Associazione che dalla discussione e dalla individuazione degli obiettivi, stava passando alle realizzazioni e al lavoro concreto comune.

Il clima è stato, come sempre, molto buono. Il problema reale è il livello di attesa che è molto alto in primo luogo fra gli amministratori locali della costa est e questo provoca qualche disagio perché è forte la preoccupazione di deludere.
La nostra Associazione non ha apparato, il lavoro che dedichiamo è sostanzialmente volontario. La novità positiva è che per Aap 2020 si è costituito un team professionale e ciò è molto importante!

A seguito dell'Assemblea avete redatto una risoluzione programmatica. In essa si sottolinea che con l'allargamento dell'Unione Europea il Forum diviene sede di valorizzazione delle specificità delle città partners. Dichiarate inoltre che "una visione condivisa, un approccio comune alle grandi tematiche dello sviluppo armonico e sostenibile della regione Adriatico-Ionica" continua ad essere il vostro obiettivo principale. Quali, in sintesi, le priorità di tale programma?

Nella risoluzione votata a Rijeka, tra l'altro, è scritto: "Resta centrale il dialogo con le Istituzioni Europee, ancora lontano dall'essere consolidato, che diventa ancora più necessario in vista dell'attivarsi del futuro programma di "prossimità" che vede la necessità di una cooperazione reale fra i territori." Il Presidente del Forum - Fortunato Guarnieri - a questo fine ha chiesto un incontro con Romano Prodi. Non solo. Nella risoluzione si sottolinea anche che "l'informazione è stata individuata come uno dei terreni in cui concentrare l'attività del Forum. Le distanze e le difficoltà fisiche di collegamento possono essere superate con una efficace rete telematica aggiornata in tempo reale."

In quale ambito avete trovato maggiori difficoltà e come intendete superarle?

Il problema più serio è relativo alla mancanza di una autonomia finanziaria che limita le nostre iniziative. I Comuni associati in gran parte versano la propria quota annuale per il resto ci muoviamo grazie alla disponibilità dell'ANCI, del Comune di Ancona e di qualche altro contributo straordinario.

E' urgente attivare il sito internet e stiamo per farlo, riqualificare il periodico "Ponte Adriatico" ed è forse giunto il momento di pubblicare un volume raccogliendo i tanti documenti approvati nelle sessioni plenarie, lo statuto e quant'altro serve a far capire chi siamo e cosa vogliamo.

Ci risulta che abbiate intenzione di organizzare il prossimo incontro su di un traghetto che attraverserà l'Adriatico...

Il Forum conclusivo del progetto Aap2020, previsto per la primavera 2006, si terrà a bordo di un traghetto che toccherà, nel corso di alcuni giorni di lavoro, le principali città coinvolte nel progetto (Bari, Ancona, Venezia, Rijeka, Split, Bar, etc.). Il traghetto ospiterà amministratori e rappresentanti di tutte le città partners, impegnati, attraverso gruppi tematici e incontri plenari, nella stesura ed approvazione definitiva dell'Adriatic Action Plan.

Il Forum prevede inoltre l'organizzazione di incontri specifici nelle città toccate dal traghetto, finalizzati ad un coinvolgimento allargato degli attori (o "stakeholders") locali. Oltre a consentire uno svolgimento dei lavori più allargato (ad attori provenienti dalle varie città) e concentrato nel tempo e nello spazio, l'idea del forum "galleggiante" intende sottolineare e rendere visibile il concetto di bacino Adriatico come fattore di integrazione tra realtà locali con culture diverse ma interessi comuni, impegnate nella ricerca di quello che Aap2020 definisce Adriatic sustainable way-of-life.