Monte Elbrus (5.642 m)

Nelle prossime settimane una serie di iniziative in varie località italiane vedranno protagonista l'area caucasica. Molti i testimoni coinvolti, assieme ad esperti italiani, cercando insieme un dialogo ed una comprensione di fenomeni poco seguiti

18/04/2006 -  Maddalena Parolin

L'est in movimento

A Torino, le associazioni Acmos e Terra del Fuoco, organizzano "Storia e storie di un Est in movimento", un convegno di due giornate dedicato al rapporto tra l'Europa e la Russia, sui temi dei diritti umani, dei processi di democratizzazione e del ruolo dei movimenti giovanili all'interno di questi. Si parlerà di Cecenia, ma anche di Georgia, Armenia e Azerbaijan, e del caso Bielorussia. Tra i relatori: giornalisti ed esperti italiani come Giulietto Chiesa, Ennio Remondino ed Aldo Ferrari, ed ospiti dall'estero come Andrej Mirnov di Memorial da Mosca, Eliza Munzaeva dell'Helsinki Human Rights Group, Raphael Glucksman, presidente di Etudes Sans Frontières ed il ministro georgiano per la risoluzione dei conflitti Giorgi Khaindrava.

Una pace possibile

Il comune di Carmagnola si è invece fortemente impegnato nell'iniziativa dell'organizzazione di volontariato Mondo in cammino, all'interno di un progetto mirato alla riconciliazione interetnica nel Nord Caucaso (in particolare coinvolgendo le repubbliche di Ossezia, Inguscezia e Cecenia). "Beslan e Caucaso: segnali per una pace possibile" è il titolo di un incontro che coinvolgerà una delegazione che si presenta come la rappresentazione umana ed istituzionale delle parti in conflitto del Nord Caucaso (russi/osseti, ingusci/ceceni). L'idea è di avviare un processo di "confidence building" tra le parti, cioè di costruzione della fiducia: una sorta di "laboratorio di dialogo" che basa la sua forza sull'extraterritorialità e sul concetto di "pensare globalmente e agire localmente". Le delegazioni incontreranno in seguito a Vercelli studenti ed autorità del comune e della provincia.

Massimo Bonfatti, presidente di Mondo in Cammino sottolinea le molte difficoltà incontrate nell'organizzazione dell'iniziativa, sia nei contatti con le delegazioni, che negli appoggi in Italia. A suo parere l'interesse verso l'area del nord del caucaso resta legato a sporadici e drammatici episodi come quelli di Nal'chik e di Beslan: nell'immaginario collettivo è rimasta l'immagine di una strage di bambini per colpa di terroristi (integralisti, musulmani e ceceni). "Nessuno sa però che lo stato in cui si trova Beslan si chiama Ossezia e, a maggior ragione, nessuno sa dei conflitti presenti in questi territori; nessuno sa del genocidio inguscio, ceceno e della situazione sul rispetto dei diritti umani".

Umanitaria 2006

In provincia di Roma, a Valmontone, si terrà tra aprile e maggio la seconda edizione di "Umanitaria" i diritti umani nel mondo: una grande manifestazione dedicata ai diritti umani. L'evento coinvolgerà tutte le principali organizzazioni presenti in Italia che si occupano di tutela dei diritti umani. Attraverso incontri, dibattiti e "tavole rotonde", ma anche spettacoli, film, concerti e mostre, affronterà temi scottanti come le violenze sui bambini e sulle donne, la tortura e la pena di morte, la fame nel mondo, il traffico di armi, la guerra e i genocidi. Vi prenderanno parte, tra gli altri, diversi personaggi dal Caucaso o studiosi di quest'area, come Taner Akcam, storico turco, autore del libro "Nazionalismo turco e genocidio armeno", Rouben Shougarian, ambasciatore in Italia della Repubblica di Armenia, Andrey Mironov, coordinatore di Memorial, ong russa per la tutela dei diritti umani, Victor Zaslavski, docente di sociologia politica, Zainab Gashaeva, attivista cecena. Oltre ad un incontro sul tema del genocidio armeno, è in programma anche una tavola rotonda sulla Cecenia che seguirà la proiezione del documentario "I Fantasmi di Grozny", del reporter Massimo Cappon.

Il conflitto dimenticato

A Milano il 2 maggio si terrà una serata intitolata "Cecenia: voci e immagini da un conflitto dimenticato" altro momento di confronto ed informazione dedicato ad una guerra che dura ormai da oltre undici anni. L'iniziativa vuole essere una prima risposta all'appello del marzo scorso - apparso anche sul Corriere della Sera e la Repubblica - di Vaclav Havel, André Glucksmann, Desmond Tutu e altri intellettuali di prestigio che invitava a "spezzare il silenzio sull'orrore in Cecenia".

La serata è organizzata dal Comitato Cecenia, organismo di nuova costituzione nato con lo scopo di "sensibilizzare l'opinione pubblica e i mezzi d'informazione sul conflitto in Cecenia e nel Caucaso e sugli effetti che sta producendo sia sulla società civile che sugli equilibri geopolitici e la sicurezza internazionale".

Secondo Marco Masi, fondatore e animatore del Comitato e autore del blog CeceniaSos, l'intento è quello di "rompere l'indifferenza dei mezzi d'informazione ed il silenzio delle organizzazioni internazionali, della politica e dei governi occidentali, sulle continue violazioni dei diritti umani in Cecenia" e al tempo stesso un primo passo volto ad "incoraggiare il dialogo ed un processo di riconciliazione tra le parti che favorisca una risoluzione pacifica dei conflitti dell'area caucasica".

La cittadinanza sanata

Diversa è invece l'impostazione di "Le Piazze di Maggio", un incontro internazionale che si svilupperà per una settimana, attraverso una molteplicità di incontri, ad Arezzo e nel borgo medievale di Rondine, dove dal 1997 uno Studentato Internazionale ospita giovani povenienti da varie zone di conflitto (Caucaso, Balcani, Africa, ecc.) e una Scuola Europea della Pace.

"Il grido della città" dalla cittadinanza ferita alla cittadinanza sanata è il titolo dell'evento che vuole accomunare nella stessa prospettiva persone diverse, di età diverse, appartenenti a tradizioni culturali e religiose diverse, affinché possano incontrarsi e interrogarsi sui temi urgenti riguardanti l'essere cittadini del nostro tempo, nella duplice dimensione locale e globale e nella varietà dell'esperienza umana.

Si tratta di uno degli eventi preparatori legati al IV Convegno ecclesiale della Cei, la Comunità Episcopale Italiana, in programma a Verona nel prossimo ottobre. La diocesi di Arezzo ha scelto il tema della cittadinanza e accanto ad esso, partendo proprio dall'esterienza del progetto di "Rondine Cittadella della Pace", dove vivono e studiano ragazzi provenienti da paesi in guerra che vengono formati ad una nuova cultura di pace, il tema delle relazioni tra i popoli e la pace.

Primavera sul Caucaso

Le iniziative, scaturite in ambiti diversi e da spunti diversi (l'analisi dei processi di democratizzazione per Torino, il "confidence building" per Carmagnola, l'incontro tra i popoli a Rondine eccetera) sono testimonianza di un interesse verso il Caucaso e le sue problematiche, e forse anche del lento crescere della consapevolezza che quest'area geografica non sia così lontana dall'Europa.

Ma il timore è che tutte queste iniziative non riscuotano da parte della stampa e del pubblico l'attenzione che meriterebbero, nonostante il fatto che l'instabilità dell'area caucasica e le problematiche che vi si accompagnano abbiano ripercussioni dirette e indirette su di noi.

C'è da augurarsi allora che questa primavera ricca di eventi venga colta come un'opportunità per una riflessione non solo sui processi politico-sociali che si sviluppano nel Caucaso, ma anche sulla responsabilità dell'Europa e dell'Italia, a partire dal possibile impegno della società civile e della dimensione politica locale, come mostra l'esempio di Carmagnola e del suo "laboratorio di dialogo".

Eventi e link:

Torino 21-22 aprile 2006 Programma
Carmagnola (Torino) 24 aprile 2006 www.progettohumus.it
Vercelli 26-27 aprile
Roma 29 aprile - 7 maggio 2006 www.umanitaria.org
Milano 2 maggio Programma
Rondine (Arezzo) 8-14 maggio 2006 www.rondine.info


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