Nell'Ossezia del Nord, la società conservatrice costringe giovani donne non sposate a scegliere rischiosi aborti clandestini

23/05/2006 -  Anonymous User

Di Yana Voitova da IWPR: Caucasus Reporting Service , 27 aprile 2006
Traduzione di Gaia Baracetti per Osservatorio sui Balcani (titolo originale: "North Ossetia: Scourge of Back-Street Abortions")

Angela ha 24 anni. Il suo ragazzo non sa che è incinta. "Preferirei morire che dirglielo, perchè poi mi lascerebbe", dice la ragazza. È incinta di sole tre settimane: c'è ancora tempo per decidere se tenere il bambino o avere un aborto precoce. Il medico le ha dato diversi giorni per pensarci.

Secondo i dati forniti dal dipartimento di statistiche mediche del ministero della Sanità dell'Ossezia del Nord, nel 2004 ci sono stati 5.150 aborti, e 4.864 l'anno scorso. Il principale dirigente medico della repubblica, l'ostetrica e ginecologa Svetlana Kokoyeva, sostiene che il numero di aborti sta calando di anno in anno e che ce ne sono meno in Ossezia che in Russia centrale.

Ma l'Ossezia del Nord è una società più conservatrice di quella di altre parti della Russia, e una ginecologa che chiede di restare anonima dice che ogni tre aborti legali, ce n'è uno clandestino.

Inoltre, secondo l'IWPR (Institute for War and Peace Reporting), a quanto pare almeno 200 donne ogni anno vengono in Ossezia del Nord da repubbliche vicine per abortire. In generale il motivo è che le donne hanno paura di incontrare un parente se vanno nell'ospedale della loro città.

Secondo Taira Gutsaeva, un'esperta ginecologa, il tasso di aborti in Russia ha raggiunto il picco durante l'epoca sovietica. "A quei tempi, era considerato riprovevole parlare di contraccezione in Russia, e ancor di più in Ossezia", spiega, aggiungendo che il calo del numero di gravidanze interrotte è il risultato di una più diffusa conoscenza dei metodi contraccettivi.

Per la legge russa, l'aborto è legale per un embrione di fino a 12 settimane, anche se poi rimane legale in certe circostanze.

Nonostante ciò, molte persone in Ossezia del Nord disapprovano fermamente l'aborto. Taimuraz Khutiev, vice capo dello Styr Nykhas, il Consiglio degli Anziani dell'Ossezia, lo condanna severamente: "Ho detto più di una volta che dovremmo preoccuparsi del patrimonio genetico della nazione."

"Forse sono troppo schietto, ma l'aborto è un vero crimine. Sottoporsi a una simile operazione significa commettere un crimine."

"E coloro che li praticano a casa, che eseguono aborti a gravidanza avanzata, che non cercano di dissuadere le madri da un tale proposito, che non pensano al futuro del paese, solo al loro guadagno economico, devono essere giudicati con durezza. Certamente non sto parlando di casi in cui le donne sono costrette a terminare la gravidanza per ragioni mediche."

Le pressioni sociali hanno come risultato che aborti illegali vengono eseguiti in casa e possono essere fatali per le donne coinvolte.

Non ci sono statistiche che riportino il numero delle morti, ma a Nina, che aveva poco più di trent'anni, toccò questa sorte. Aveva un figlio che stava crescendo da sola. Aveva divorziato dal marito quando il bambino era ancora piccolo. Quando scoprì di essere di nuovo incinta, Nina sperò che il suo ragazzo l'avrebbe sposata. Al quinto mese di gravidanza, quando capì che lui non aveva intenzione di farlo, decise di abortire a casa.

Nina morì di emorragia. Questo è successo un anno fa, ma molti ginecologi ne parlano ancora, anche se insistono che è un caso raro.

I dati mostrano che sono poche le donne non sposate in Ossezia del Nord che decidono di fare un figlio. Secondo le statistiche fornite dall'anagrafe della repubblica, su 1,278 bambini nati all'inizio del 2006, solo 66 erano di madri singole.

"Se mia figlia resta incinta, non so come sopravviverei", dice Inna, che vive a Vladikavkaz. "Probabilmente la manderei da mia madre in campagna, più lontana possibile dai vicini e dalle loro lingue lunghe."

Quindi non sorprende che Angela alla fine abbia deciso di terminare la propria gravidanza. Quando il suo ragazzo ha scoperto che era incinta, non ha detto niente, le ha dato i soldi per l'operazione, e l'ha portata all'ospedale. Quando il medico le ha suggerito di parlarne con i genitori, Angela è scoppiata a piangere, dicendo di essere preoccupata che la madre l'avrebbe cacciata di casa se avesse scoperto che era incinta.

Quando il medico le ha chiesto se avrebbe potuto usare qualche precauzione, Angela si è sentita in imbarazzo. "Non riesco neanche a immaginare di andare in farmacia e comprare dei contraccettivi", ha risposto. "E se poi la farmacista è una parente lontana e la incontro a una festa di famiglia?"

"La mentalità predominante nella repubblica è che le giovani donne non possono parlare liberamente della loro vita sessuale o comprare contraccettivi. Per questo, la maggioranza degli aborti sono eseguiti su ragazze non sposate", spiega il Dott. Gutsayeva.

In parte a causa del segreto che le circonda, le interruzioni di gravidanza possono essere molto redditizie nell'Ossezia del Nord.

Natasha, il cui medico personale ha eseguito su di lei due aborti prima del suo matrimonio, uno dei quali a gravidanza avanzata, spiega: "I medici che eseguono aborti illegali guadagnano bene. Prendono almeno 1,000 dollari al mese (quando il salario medio a Vladikavkaz è di 150 dollari)."

"Vuoi un aborto?" fu la prima domanda rivolta dal medico ad Alesya, 26 anni, che era venuta per un controllo, e che era sposata.

"Cosa c'è di così sorprendente?" chiede Zalina, una levatrice. "I medici prendono poco e le ragazze oggi hanno rapporti a 16 anni. E perchè dovrebbero volere un figlio a quell'età? Così le aiutiamo dando loro un 'mini-aborto'. E se chiediamo anche alle donne sposate se vogliono terminare la gravidanza, è per abitudine."

Una proposta di legge presentata alla Duma russa propone cambiamenti e emendamenti alla legislazione attuale per "proteggere le vite di bambini non nati."

Ma secondo la psicologa Diana Bideyeva, è ormai impossibile tornare alle vecchie leggi sull'aborto.

"Le donne oggi entrano in affari e politica. Per molte di loro, la famiglia non è più la cosa più importante nella vita", spiega Bideyeva. "Gli aborti permettono alle donne di evitare gravidanze indesiderate. Proibire gli aborti oggi vorrebe dire dare inizio a una nuova ondata di crimine. Le donne si rivolgerebbero a ginecologi clandestini, e torneremmo ai tempi in cui le donne morivano di aborto. Aumenterebbe il numero di bambini indesiderati.

"Ma anche la legge che proibisce gli aborti in fase di gravidanza avanzata è giusta: è ora di imparare ad essere responsabili. È davvero così difficile proteggere noi stesse? So che non è facile parlare di sesso, problemi legati al sesso e contraccezione in Ossezia. Ma la nostra salute e i nostri discendenti sono più importanti dei pregiudizi."


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