L'opposizione inguscia ha accusato le autorità locali di aver cercato di oscurare il sito Inguscezia.Ru che raccoglie la documentazione dell'iniziativa 'Io non ho votato'

12/02/2008 -  Anonymous User

Di Svetlana Bočarova e Sergej Miheev per Gazeta.ru del 31gennaio 2008
Traduzione per Osservatorio Caucaso di Irene Dioli

Magomed Evloev, uno dei leader dell'opposizione inguscia, ritiene che le autorità ingusce stiano cercando di isolarlo dalla società per ottenere l'oscuramento del suo sito Inguscezia.Ru e distruggere la documentazione raccolta nel corso dell'iniziativa 'Io non ho votato', che lo vede tra gli organizzatori. Tuttavia, Evloev non ha paura, né intenzione di lasciare il paese, in quanto il "punto di non ritorno" nei suoi rapporti con le autorità repubblicane sarebbe stato già superato.

Il 31 gennaio, la Procura Generale della Repubblica ha individuato nelle azioni di Magomed Evloev gli estremi penali. Tale risoluzione è necessaria agli organi giudiziari per l'apertura del processo contro Evloev, che essendo egli stesso avvocato ha competenza in materia.

L'oppositore ha dichiarato a Gazeta.Ru che gli organi giudiziari hanno già ricevuto il compito di rinchiuderlo. Il 30 gennaio la polizia avrebbe condotto un'ispezione non autorizzata nell'appartamento moscovita di Evloev, che tuttavia per ora rimane in libertà. Sempre secondo le sue dichiarazioni, non si nasconde, si trova a Mosca e si muove tranquillamente, anche se con una certa prudenza "per non cadere nelle mani di quei disgraziati".

Secondo Gazeta.Ru, gli organi giudiziari hanno intenzione di mettere sotto accusa anche un altro noto oppositore inguscio, Makšarip Aušev, per i disordini di massa avvenuti a Nazran' il 26 gennaio. Quel giorno in Piazza della Concordia, nel centro della città, l'opposizione aveva cercato di condurre una manifestazione, proibita dalle autorità a causa della tempestiva inclusione di Nazran nella zona di conduzione di operazioni antiterroristiche. I non molti partecipanti che hanno osato superare i cordoni di polizia, ma anche i giornalisti arrivati per raccontare l'iniziativa, erano stati trattenuti.

"Makšarip e io abbiamo organizzato il meeting, anche se io non ho vi potuto partecipare. Durante la manifestazione, alcuni gruppi organizzati dalle autorità hanno attaccato la redazione di Sardalo e l'hotel Assa, che si trovano a chilometri di distanza, quindi i disordini non hanno niente a che fare con il meeting. E ora sulla base di questo si vuole fondare un processo penale e mettere sotto accusa Aušev e me", racconta Evloev a Gazeta.Ru.

Secondo Evloev, le vere cause dell'interesse degli organi giudiziari nei suoi confronti risiedono altrove: "Tutta questa persecuzione è legata al fatto che l'unico sito indipendente Inguscezia.Ru continua ad esistere e a dire la verità sulla situazione del paese, ma anche all'iniziativa 'Io non ho votato' da noi condotta. Si tratta di una reazione delle autorità ingusce, che hanno deciso di isolarmi". Come racconta Gazeta.Ru, l'iniziativa 'Io non ho votato' ha avuto luogo subito dopo le elezioni parlamentari del 2 dicembre. Gli organizzatori hanno parlato di falsificazione dei dati relativi all'affluenza, che secondo le fonti ufficiali avrebbe oltrepassato il 99%. In brevissimo tempo, gli attivisti sono riusciti a raccogliere le firme di oltre la metà degli iscritti alle liste elettorali, a testimonianza della loro mancata partecipazione alle votazioni. Secondo Evloev, il 30 gennaio alcuni ignoti avrebbero cercato di sottrarre la documentazione con le firme dallo studio legale dove era custodita.

L'opposizione ha programmato una nuova manifestazione per il 23 febbraio, e ora, secondo Evloev, "si sta facendo di tutto perché non ci sia nessuna manifestazione di massa, perché ognuna dimostra come la popolazione sia contro il governo".

"La popolazione contava su un cambio di governo, e invece Putin accetta come presidente Murat Zjazikov, che lo inganna su tutti gli schermi con le sue menzogne. La popolazione è letteralmente indignata per il sostegno federale ad un personaggio così impopolare. Poi sono arrivati i funzionari, è arrivato Sergej Stepašin a lodare Zjazikov, e poi Rapota, e poi Nurgaliev, tutti a lodare Zjazikov. Questo ha indignato tutti. Perché nessuno parla con la popolazione di quello che succede davvero nel paese?"

Nonostante la violenta reazione delle autorità, Evloev non si dichiara intenzionato a interrompere le sue attività. "Per principio non abbiamo paura, il punto di non ritorno è già stato superato. Non si può più aver paura di quanto può accadere, abbiamo vissuto processi, e catture, e perquisizioni. Ma il popolo non si lascia spaventare", assicura.

Intanto, alla Procura Generale non sono stati in grado di dichiarare niente di preciso sull'esistenza di un mandato di cattura per Magomed Evloev. Un'impiegata che preferisce rimanere anonima ha solo riportato le parole di Svetlana Gorbakova, assistente del responsabile ufficio stampa assente per malattia, che afferma "non ci sono tracce di tali informazioni".


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