La Georgia chiede l'intervento del Consiglio di Sicurezza sulla vicenda dell'incidente missilistico. L'Onu prende tempo, mentre la Russia nega ogni coinvolgimento e anche l'opposizione interna georgiana mostra scetticismo

10/08/2007 -  Maura Morandi*

Secondo quanto riportato dal Ministro dell'Interno della Georgia, Vano Merabishvili, "lunedì 6 agosto alle 19.30 (ora di Tbilisi) due aerei da combattimento russi di tipo Su-24 si sono spinti per più di 75 chilometri nello spazio aereo georgiano ed uno dei velivoli ha lasciato cadere vicino al villaggio di Tsitelubani, a circa 60 kilometri da Tbilisi, un missile di precisione che non è esploso".

Il Presidente della Georgia, Mikheil Saakashvili, in visita il giorno seguente sul luogo dell'accaduto, ha affermato che "il lancio di un missile da parte di aerei russi nel territorio georgiano è una provocazione finalizzata ad un'unica cosa, e cioè alla rottura della pace in Georgia, per causare panico nella società, cambiare il corso politico del Paese e destabilizzare la regione".

Il Colonnello Alexander Drobyshevsky, portavoce delle forze aeree russe, ha subito negato le accuse in modo categorico dichiarando che "le forze aeree russe non hanno condotto alcun volo su quell'area e non hanno violato lo spazio aereo georgiano".

Il Ministro dell'Interno della Georgia, Vano Merabishvili, ha invece affermato che ci sono prove evidenti della responsabilità russa in quanto "registrazioni radar compatibili con gli standard NATO hanno mostrato che i due aerei da combattimento russi hanno volato per più di 75 chilometri nello spazio aereo georgiano".

Secondo le interpretazioni provenienti dal ministero della Difesa georgiano "il missile è stato lanciato dal velivolo russo per distruggere la nostra stazione radar posta fuori dal villaggio di Tsitelubani, che è in grado di monitorare i cieli dell'Ossezia del Sud", ha dichiarato il portavoce Colonnello Zurab Pochkhua.

Di tutt'altra opinione il Generale Marat Kulakhmetos, comandante dei peacekeepers russi in Ossezia del Sud, che ha raccontato che "un velivolo non identificato ha lasciato cadere un missile dopo aver sorvolato il territorio dell'Ossezia del Sud. L'aereo proveniva dalla Georgia".

Anche dai separatisti osseti arrivano accuse nei confronti di Tbilisi. Boris Chochiyev, vice-Primo Ministro del governo separatista dell'Ossezia del Sud, ha accusato la Georgia di aver scaricato il missile "per dare la responsabilità dell'azione alla Russia. La Russia è il principale garante della stabilità nella nostra regione e non desidera esacerbare tensioni nell'area".

Secondo il ministero degli Esteri russo "le accuse georgiane sono una tipica tattica della Georgia per impedire una soluzione pacifica in Ossezia del Sud" ed ha messo in riferimento i fatti accaduti lunedì sera alle passate accuse nei confronti della Russia da parte georgiana, di violazioni militari dello spazio aereo, che la Russia ha sempre negato.

All'inizio dello scorso marzo, infatti, la Georgia aveva denunciato che elicotteri russi avevano bombardato tre villaggi della Valle del Kodori, un'area situata nella regione secessionista dell'Abkhazia e sede del governo riconosciuto come legittimo da parte di Tbilisi vedi "Bombardamenti nel Kodori", Osservatorio sui Balcani 23.03.2007. Lo scorso 16 luglio il report finale delle indagini della Missione delle Nazioni Uniti (UNOMIG) in Georgia è arrivato alla conclusione che non è chiaro chi abbia sparato nel territorio georgiano del Kodori. Le dichiarazioni dell'UNOMIG hanno provocato l'insoddisfazione del governo georgiano che ritiene il contenuto del report "inconcludente" ed ha chiesto ulteriori indagini.

In seguito all'incidente di lunedì, Irakli Chikovani, incaricato d'affari della Georgia presso le Nazioni Unite, si è rivolto al Consiglio di Sicurezza con la richiesta di convocare un incontro urgente del Consiglio, asserendo che ci sono "prove incontrovertibili" che aerei russi hanno lanciato un missile vicino alla regione secessionista dell'Ossezia del Sud, violando in questo modo lo spazio aereo georgiano. Chikovani ha altresì fatto notare che già il 5 agosto, giorno precedente al lancio del missile, un altro aereo militare era entrato nello spazio aereo georgiano dalla parte russa. "La Georgia, considerando queste azioni come violazione delle clausole della Carta dell'ONU sulla proibizione dell'uso della forza e un atto di aggressione - ha spiegato Chikovani - chiede alle Nazioni Unite di far luce sulla vicenda".

L'attuale Presidente del Consiglio di Sicurezza, l'Ambasciatore della Repubblica del Congo Pascal Gayama, in seguito alla riunione del Consiglio di giovedì ha dichiarato che "i membri del Consiglio di Sicurezza dell'ONU credono che non ci siano adeguate e precise informazioni al momento circa l'incidente nello spazio aereo georgiano e considerano necessario aspettare i risultati dell'investigazione condotta dall'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE)". A questo proposito e di fronte alla richiesta della Georgia di condurre indagini sull'incidente, l'Ambasciatore ha ricordato che "non c'è presenza dell'ONU nell'area" e che quindi l'ONU non è in grado di avere informazioni di prima mano.

Il ministero degli Esteri georgiano, inoltre, ha convocato l'Ambasciatore russo in Georgia e gli ha consegnato una nota di protesta formale, con allegato materiale fotografico e le stampe delle rilevazioni radar, chiedendo "alla Federazione Russa di condurre immediatamente le investigazioni del bombardamento aereo e di fornire esaustive spiegazioni dell'incidente".

Lo stesso Ministero, in una riunione con i rappresentanti dei corpi diplomatici accreditati in Georgia, inoltre, ha spiegato le dinamiche dell'incidente ed ha organizzato una visita sul luogo della caduta del missile.

Ma anche nel panorama politico georgiano si sono insinuati dubbi sulla responsabilità dell'azione aggressiva. Salome Zurabishvili, ex Ministro degli esteri della Georgia e ora all'opposizione, ha infatti dichiarato che "è chiaro che la Russia sia aggressiva nei nostri confronti, ma è poco probabile che Mosca voglia aggravare la situazione prima dei giochi olimpici di Soci. Solo Merabishvili (il Ministro dell'Interno georgiano) avrebbe agito così". Secondo Zurabishvili, "il governo sta cercando di spostare l'attenzione dai problemi politici quotidiani con i quali si sta confrontando. E' una vecchia tattica. Tutti ricordano come il nostro governo abbia usato lo scandalo delle spie russe per assicurarsi la vittoria nelle elezioni locali", riferendosi al caso delle spie russe dell'ottobre 2006 vedi "Georgia e Russia ai ferri corti", Osservatorio sui Balcani 03.10.2006.

Se le responsabilità e le dinamiche dell'azione militare di lunedì sera sono ancora tutte da indagare e verificare, ciò che è sicuro è il fatto che l'incidente ha fatto saltare la sessione della Joint Control Commission, commissione incaricata per la soluzione del conflitto tra Georgia e Ossezia del Sud, fissata per giovedì scorso a Tbilisi, e che le relazioni tra Russia e Georgia hanno subito ancora una volta un duro colpo.


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