Un profilo del jamaat Karačai, organizzazione islamista attiva in Karačajevo-Circassia. La propaganda antirussa, lo scontro con il clero islamico ufficiale, i legami con la guerriglia cecena

14/06/2007 -  Anonymous User

Di: Mayrbek Vachagaev*, per Chechnya Weekly, 10 Maggio 2007
Traduzione per Osservatorio sui Balcani: Maria Elena Murdaca

La leadership della Karačajevo-Circassia ha proclamato a gran voce, negando l'evidenza, che la Repubblica è la regione più tranquilla di tutto il Nord Caucaso (www.kavkaz.memo.ru, 23 Marzo). Il ministro degli Affari Interni della Repubblica ha sottolineato di "non avere nessuna informazione su un jamaat gruppo, ndt Karačai, dal momento che tale organizzazione non esiste" (www.kavkaz-uzel.ru, 24 Gennaio). Nonostante queste dichiarazioni fin troppo ottimistiche, il leader del reparto dell'FSB servizi di sicurezza russi, ndt della Karačajevo-Circassia ha ammesso che "ci sono ancora piccoli gruppi di guerriglieri" e che è necessario bloccare l'influenza del Medio Oriente nella Repubblica.

Il jamaat Karačai in origine si è costituito come forza politica di orientamento ideologico islamista fra il 1989 e il 1993. Tuttavia, da allora ha attraversato una serie di cambiamenti significativi, in particolare riguardo al rapporto con le autorità nel periodo della transizione democratica all'interno della Federazione Russa. Il gruppo è spesso passato da un estremo all'altro, e negli anni 1992-1993 la dirigenza del jamaat ha lavorato a stretto contatto con il clero ufficiale, adottando una politica di gran lunga meno aggressiva rispetto a quella dei tardi anni '80.

Gli eventi in Cecenia hanno rinvigorito quelle forze che originariamente si erano costituite insieme sotto l'egida ideologica dell'Islam. La partecipazione di componenti del jamaat alle campagne militari nel Caucaso Orientale ha posto nuovi obiettivi e creato nuove priorità per l'organizzazione. Questi obiettivi erano molto più concreti dei precedenti e includevano l'assunzione della dirigenza politica della repubblica e la neutralizzazione dell'influenza russa nella regione. In questo periodo l'anziana leadership del jamaat era troppo occupata con vari progetti finanziati da organizzazioni islamiche ed è stata pertanto incapace di sfidare efficacemente le autorità. Le divergenze di vedute hanno condotto ad un avvicendamento nella dirigenza e a un cambio di tattiche per il jamaat Karačai.

Dalla seconda metà degli anni '90 il jamaat Karačai si è opposto massicciamente al governo russo. Collaborando con i radicali islamisti ceceni, ha preso parte ad una strategia pianificata che ha obbligato l'esercito russo a disperdere le sue forze per tutto il Caucaso Settentrionale, piuttosto che a concentrarle solo in Cecenia. La nuova dirigenza del jamaat ha lavorato gomito a gomito con le nuove forze presenti in Cecenia, nello specifico il Partito del Rinascimento Islamico e personalità religiose e militari come lo Sceicco Fathi e l'Emiro Khattab. Tali connessioni hanno permesso al jamaat di instaurare un dialogo più stretto con organizzazioni islamiche internazionali e gruppi desiderosi di finanziare e guadagnare influenza sugli sviluppi del Caucaso del Nord.

Nella stessa Karačajevo-Circassia, i membri del jamaat hanno criticato aspramente la classe dirigente, la polizia e i rappresentanti del clero ufficiale, in particolare quest'ultimo è accusato di portare avanti una propaganda pro-russa e di aver abbandonato il vero Islam. Oggi uno dei vecchi leader del gruppo, Muhhamad Karačai (Berdzhiev) guida l'organizzazione educativa al-Islamiya. "In fatto di questioni religiose mi considero un centrista, e sono contro la condanna netta del Sufi o contro i cosiddetti wahhabiti. Il mio obiettivo principale è la sopravvivenza della mia gente, e questo mi importa molto più degli scontri religiosi" (Nezavisimaya Gazeta, 29 Maggio 2006).

Nonostante queste parole e i ben noti conflitti con i componenti del jamaat, Berdzhiev è ancora considerato uno dei membri più influenti dell'elite musulmana nella repubblica. L'attuale muftì capo della Repubblica, Ismail Berdiev, è stato spesso criticato dal jamaat per il modo in cui mescola affari e obblighi religiosi (www.cagamat.com). D'altro canto il jamaat ha negato ogni responsabilità per i recenti attacchi ai rappresentanti religiosi, che si sono verificati per tutto il territorio della repubblica.

Un tratto distintivo che caratterizza il jamaat Karačai è il fatto che opera al di fuori dei confini dei territori abitati prevalentemente dai karačai, e che ha una significativa presenza a Mosca, così come in altre regioni. Non sorprende che l'FSB abbia deciso di perseguire i karačai incolpandoli per le esplosioni di edifici a Mosca e nella provincia di Rostov. In entrambi i casi tutte le persone processate erano membri del jamaat Karačai. La pesante campagna contro i ceceni è stata spostata contro i karačai. Molte accuse per gli attentati terroristici durante la seconda guerra cecena sono cadute anche sul jamaat Karačai. Durante la primavera del 2001, quando i terroristi hanno attaccato Mineralnye Vody, Essentuki e la periferia di Cerkessk, il jamaat Karačai è stato considerato responsabile e circa 24 persone sono state arrestate. Il governo russo è stato costretto ad ammettere che questo gruppo rappresenta un serio problema. Nel 2002, 17 residenti della Karačajevo-Circassia e della provincia di Stavropol' sono stati incriminati per aver progettato di rovesciare i governi di Karačajevo-Circassia e Cabardino-Balcaria (www.strana.ru, 12 Maggio 2002). Successivamente, nel 2004, alcuni componenti del jamaat sono stati incriminati perché coinvolti in una serie di atti terroristici a Mosca fra il febbraio e l'agosto dello stesso anno.

Ci sono diverse ragioni che spiegano come il jamaat Karačai sia diventato uno dei componenti militarmente più attivi del movimento di resistenza del Caucaso del Nord. Intanto una serie di conflitti interetnici di lunga durata che hanno caratterizzato la vita dei karačai per gli ultimi vent'anni - conflitti contro i russi, i circassi e gli abazini. Anche la Chiesa Ortodossa Russa ha preso una posizione particolarmente militante in questo territorio storicamente musulmano, conducendo a una disputa religiosa aggiuntiva. A seconda delle circostanze esterne le idee del panturchismo e del panislamismo hanno attraversato la Repubblica. In più, nonostante il considerevole potenziale economico della regione, la repubblica è povera e fortemente dipendente dal budget federale, per cui la popolazione è costretta ad emigrare in altre regioni della Federazione Russa a causa della povertà e dell'alto tasso di disoccupazione.

Tutto considerato, non soprende che la Karačajevo-Circassia, insieme al Daghestan, sia una delle due repubbliche nordcaucasiche che ospita le nuove brigate di montagna motorizzate dell'esercito russo, di recente istituzione (www.kavkaz-uzel.ru, 20 Aprile). Sembra che il governo russo sia consapevole dei luoghi da dove possono provenire minacce alla sua influenza sulla regione, e tacitamente riconosce quanto i membri del jamaat siano attivi e abili.

Il jamaat dei karachai rimane una delle unità più attive del fronte di resistenza del Caucaso e ha apertamente dichiarato il suo appoggio a coloro che combattono l'esercito russo. Mantiene stretti contatti con il jamaat Jarmuk della Cabardino-Balcaria, consolidando gli stretti rapporti con molti Balcari. Le morti dei componenti del jamaat Jarmuk compaiono sempre come morti del jamaat karačajevo-circasso sui siti web karačai (www.camagat.com).

Di recente è stato annunciate che per prevenire ogni attività terrorista durante le vacanze di maggio, la polizia della Karačajevo-Circassia ispezionerà tutti i trasporti pubblici e fermerà gli automobilisti per verificare i loro documenti. (www.kavkaz-uzel.ru, April 26). Ma se le dichiarazioni della dirigenza politica della repubblica sulla non esistenza del jamaat Karačai sono vere, è legittimo chiedersi il perchè di operazioni antiterrorismo durante le vacanze.

*Mayrbek Vachagaev è dottorando in Scienze Sociali all'Università di Parigi. E' autore del libro "La Cecenia nelle guerre caucasiche del XIX secolo"


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