Il presidente armeno Sargsyan invita il presidente turco Gül ad assistere all'incontro di calcio tra le rispettive nazionali, in programma a Yerevan in settembre. Segnali di avvicinamento dopo un lungo gelo diplomatico

12/08/2008 -  Kristine Gasparyan Yerevan

"Il Presidente armeno Serzh Sargsyan ha invitato la settimana scorsa il Presidente turco Abdullah Gül ad assistere all'incontro di calcio tra le nazionali dei rispettivi Paesi, che si terrà a Yerevan il 6 settembre, valevole per le qualificazioni ai Mondiali del 2010. Questo per segnare "un nuovo avvio delle relazioni" (Hurriyet).

A partire dalla fine di giugno, titoli simili sono apparsi sui giornali armeni e turchi.

I successi calcistici non sono sicuramente un vanto dell'Armenia. Sono passati molti anni dai tempi gloriosi della rappresentativa nazionale. L'ultima volta è stata nel 1973, quando l'"Ararat" divenne campione dell'Unione Sovietica. Ciò nonostante, l'interesse per questo sport non è mai diminuito. Questa volta si spera che tornerà utile al progresso, e più precisamente ad un nuovo avvio delle relazioni tra i due Paesi confinanti, Turchia e Armenia.

Lasciando da parte le radici storiche delle relazioni turco-armene, gli attuali problemi riguardano principalmente gli sviluppi seguiti al collasso dell'Unione Sovietica. L'Armenia, una delle quindici repubbliche dell'Unione Sovietica, è un piccolo Paese senza sbocco al mare, posto in una posizione strategica tra Turchia, Russia, Iran e la regione del Caspio, ricca di fonti energetiche.

Recentemente si è ampiamente discusso, sia in Armenia che in Turchia, delle relazioni tra i due Paesi. A dare l'avvio al dibattito è stato il discorso tenuto a Mosca il 23 giugno scorso dal Presidente armeno Serzh Sargsyan, ad un incontro della diaspora armena nella Federazione Russa, in cui si menzionava la sua intenzione di invitare il Presidente turco in Armenia, quindi una breve conversazione ad Astana con il Presidente turco Abdullah Gül, e infine un articolo pubblicato sul Wall Street Journal.

L'articolo, pubblicato sul Wall Street Journal del 9 luglio ed intitolato "Siamo pronti al dialogo con la Turchia" ("We Are Ready to Talk to Turkey") ha destato particolare attenzione, dato che questo giornale è un popolare 'megafono' americano e gli articoli che pubblica non sono scelti a caso ma attentamente vagliati. Ecco perché il giorno successivo alla sua pubblicazione l'articolo veniva tradotto in turco e pubblicato sul "Radikal".

"Durante il conflitto sul Nagorno-Karabakh, la Turchia chiuse le frontiere con l'Armenia come espressione di solidarietà etnica con il turco Azerbaijan. Il deprecabile risultato fu che per quasi 15 anni il vitale confine geopolitico tra Armenia e Turchia è stato una barriera alla cooperazione diplomatica ed economica. Esso è chiuso non solo per quegli armeni e turchi che volessero visitare i Paesi loro vicini, ma anche per il commercio, i trasporti e i flussi energetici che vanno da Est ad Ovest. ... Da ambo le parti ci potrebbero essere dei possibili ostacoli politici sul percorso. Comunque noi dobbiamo avere il coraggio e la lungimiranza di agire ora. Armenia e Turchia non hanno la necessità di essere perenni rivali e non dovrebbero esserlo. Un futuro più prospero e mutuamente vantaggioso per Armenia e Turchia, e l'apertura di uno storico corridoio Est - Ovest verso l'Europa, la regione del Caspio ed il resto del mondo, sono obiettivi che noi possiamo e dobbiamo raggiungere", si dice nell'articolo scritto dal Presidente armeno Serzh Sargsyan e pubblicato nel Wall Street Journal.

L'invito al Presidente turco Abdullah Gül ad assistere alla partita di calcio Armenia-Turchia, che si terrà ad Yerevan, è oggetto di dibattito. La relativa decisione dipenderà dagli sviluppi che ci saranno da qui al 6 settembre. "L'Armenia è il nostro vicino. Noi consideriamo il regolare le nostre relazioni come un serio obiettivo della nostra politica estera ... Tutto dipenderà dalle condizioni in quel momento", ha dichiarato il ministro degli Affari Esteri turco Ali Babajan (Noyyan Tapan). Benché non ci siano informazioni ufficiali su una possibile accettazione dell'invito a guardare insieme la partita, questo verrebbe in ogni caso considerato come un gesto puramente simbolico.

Molto probabilmente, sottolineare che "lo stabilire normali relazioni politiche ci permetterebbe di creare una commissione che discuta esaustivamente su tutti i complessi temi che riguardano l'Armenia e la Turchia" riguarda la costituzione di un organo strutturato per affrontare i contenziosi aperti tra i due Paesi. Infine, la proposta del Presidente armeno Serzh Sargsyan di istituire un comitato intergovernativo riguarda un impegno congiunto a discutere di temi politici più che storici.

Le reazioni all'invito sono state in Turchia assolutamente positive. Secondo Omer Engin Lyutmen, direttore dell'Istituto di studi armeni ad Ankara, i turchi comprendono che un accordo con l'Armenia non vuole in nessun modo dire un accordo con la diaspora armena. La stampa turca incoraggia questo tentativo di far ripartire le relazioni turco-armene, ma allo stesso tempo vede la costituzione di un comitato come un mezzo per discutere del genocidio armeno.

Già in precedenza c'erano stati dei tentativi di creare comitati congiunti. Alla proposta avanzata dal Primo ministro turco Erdogan nel 2005 "per creare un comitato congiunto di storici armeno-turco", il precedente Presidente armeno Robert Kocharyan aveva risposto con la controproposta di "creare un comitato intergovernativo", e questo solo dopo aver ristabilito le relazioni diplomatiche tra i due Paesi. In quest'ultimo caso, le parti discuterebbero di temi come il riconoscimento internazionale del genocidio e il risarcimento delle sue conseguenze. Da allora il negoziato non ha fatto progressi.

In luglio si sono tenuti diversi incontri in Svizzera tra alti diplomatici dei due Paesi. Hyurriet ha riferito che diversi incontri segreti si sono svolti a Berna. La segretezza di tali incontri si può spiegare con la possibile influenza contraria dell'Azerbaijan. Ora è chiaro che si è discusso della creazione di diverse commissioni per considerare separatamente i diversi temi: la riapertura delle frontiere, il genocidio ed i relativi risarcimenti, il Nagorno Karabakh e le relazioni con l'Azerbaijan.

Mentre in ambito politico si cerca di prevedere se l'invito verrà accettato, e quali potrebbero essere le sue possibili conseguenze sulle relazioni successive, gli armeni si stanno preparando scrupolosamente per l'incontro. Lo stadio di calcio Hrazdan, costruito quarant'anni fa, verrà trasformato in un moderno impianto sportivo, pronto ad ospitare a Yerevan il 6 settembre i leader dei due Paesi, riuniti per la prima volta.


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