Esempio di cooperazione "da Est a Est", il progetto RiverSee per l'area balcanica promuove scambi di volontari attraverso una rete di organizzazioni della società civile balcanica per rilanciare l'integrazione, la riconciliazione, e lo sviluppo nell'area

06/06/2006 -  Roberta Bertoldi

Fonte: RiverSee Programme

RiverSee (Regional Integration through Volunteer Exchanges for the Reconciliation of the South East Europe), e' un'iniziativa del Programma Volontari delle Nazioni Unite in Bosnia e Herzegovina insieme con l'Agenzia per lo Sviluppo, UNDP. Il Progetto ha come obiettivo quello di creare un programma di scambio di volontari e fornire capacità e strumenti nella sua gestione a 14 partner attivi in 7 aree geografiche dei Balcani.

A livello regionale RiverSee si propone come intervento per lo sviluppo dei territori nei quali opera e come strumento di conoscenza diretta per i volontari che, provenendo da quelle stesse aree, intendono approfondire le realtà e il contesto storico sociale della loro Regione superando le tensioni e le divisioni etniche ancora presenti e rilanciando il processo di sviluppo multiculturale ed umano.

"RiverSee" e' presente in: Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia. In ognuna delle 14 organizzazioni-partner (due per area geografica) e' presente un "National UNV", una persona referente per il progetto a livello locale con mansioni amministrative, a cui candidati e organizzazioni possono fare riferimento per ricevere informazioni su come partecipare.

Le varie organizzazioni locali coinvolte lavorano, con il monitoraggio iniziale da parte di UNV BiH, all'interno di una stessa rete di comunicazione, con gli stessi strumenti e obiettivi, per favorire l'implementazione delle attivita' di mobilitazione dei volontari. Per tanto nel sito del Progetto, www.riversee.org, tradotto in sei lingue, e' stata creata una banca dati, contenente i profili dei volontari e delle organizzazioni.

Un elemento importante alla base di questo tipo di iniziativa e' rappresentato dalla potenzialità offerta alle organizzazioni della societa' civile di muovere un primo passo verso l'attivazione di progetti e iniziative a favore di una riconciliazione e una sempre crescente integrazione a livello regionale. Altrettanto fondamentali sono le attività di conoscenza del contesto e di scambio reciproco per i volontari che prendono parte al progetto, che mettono la loro esperienza insieme con il loro bagaglio culturale a disposizione nelle organizzazioni che li ospitano.

Nel 2005 UNV BiH insieme con il Servizio Volontario Europeo dell'Unione Europea ha portato a termine il progetto pilota "Building up Regional Integration and Social Cohesion in the Balkans" sempre nell'ambito dell'iniziativa "RiverSee" effettuando 14 scambi. Questo progetto pilota ha contribuito a: rafforzare la struttura esistente e a formare nuovi partenariati. Visto il successo di questo primo tentativo, per il 2006 UNV e EVS stanno pianificando un nuovo progetto in cui saranno effettuati 20 scambi di volontari.

Dall'esperienza del primo progetto pilota, Sanijn Buzo, un ragazzo bosniaco che ha partecipato all'iniziativa, racconta brevemente il suo periodo di volontariato in Serbia presso un'organizzazione non governativa: «Durante la mia esperienza sono stato coinvolto in molte attività collegate ad un network che si batte a favore dell'obiezione di coscienza in Serbia. Ho assistito l'organizzazione che mi ospitava nella preparazione di una parte del loro sito web e soprattutto sono stato incaricato per la realizzazione del progetto regionale "Peace Caravan", un'iniziativa itinerante che ha portato le tematiche inerenti all'obiezione di coscienza nelle piazze delle maggiori città dei Balcani attraverso musica, arte e spettacoli. Ho anche partecipato ad un progetto per la promozione delle tematiche giovanili in Serbia, un momento molto interessante per lo scambio di informazioni utili su opportunità e spunti di riflessione. Durante tutto l'arco della mia esperienza di sei mesi in Serbia ho preso parte in varie manifestazioni, tavole rotonde, dibattiti e conferenze, eventi in cui ho avuto l'opportunità di entrare in contatto con altre organizzazioni locali e conoscere tantissime persone. Per quanto riguarda il mio "status di volontario", non ho avuto alcun problema con la mia integrazione nella struttura che mi ospitava e mi sono trovato a mio agio affiancando i miei colleghi serbi. Ho sempre cercato di condividere la mia esperienza e le mie conoscenze soprattutto informatiche con il resto dello staff. Questo ha rappresentato un valore aggiunto alla mia esperienza come volontario».