Mercoledì 21 maggio si terranno in Georgia le elezioni parlamentari, un momento di verifica dello stato della democrazia georgiana

19/05/2008 -  Maura Morandi* Tbilisi

La data del rinnovo dei membri dell'organo legislativo georgiano, che avrebbero dovuto tenersi nel corso del prossimo autunno, era stata anticipata in primavera, dopo una consultazione popolare che si è tenuta in concomitanza alle elezioni presidenziali dello scorso 5 gennaio.

L'avere "elezioni parlamentari libere è una questione di sicurezza nazionale" ha dichiarato il Presidente Mikheil Saakashvili che in più occasioni ha posto l'accento sull'importanza della tornata elettorale di maggio, anche alla luce di una possibile ammissione della Georgia al Membership Action Plan (MAP) della NATO.

Nel corso del vertice di Bucarest d'inizio aprile, infatti, l'Alleanza Atlantica aveva negato alla Georgia l'accesso al MAP, fase di negoziati e preparazione all'effettiva e piena entrata nella NATO, con la motivazione della necessità di ulteriori accertamenti delle riforme e dei progressi in senso democratico del Paese. L'Alleanza Atlantica però si è resa disponibile a rivedere la candidatura di Tbilisi durante il vertice dei ministri degli affari esteri dei paesi alleati che si terrà il prossimo dicembre. Le elezioni parlamentari, quindi, costituiscono un momento di verifica dello stato della democrazia georgiana, messa in dubbio agli occhi dell'Occidente dalla repressione violenta da parte governativa delle proteste pacifiche dell'opposizione nel novembre 2007.

Ma già nel secondo report pre-elettorale redatto e divulgato dall'Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE/ODIHR), vengono segnalate intimidazioni sugli aventi diritto al voto da parte dell'amministrazione al potere.

Nella relazione, infatti, si legge che la missione degli osservatori elettorali dell'OSCE/ODIHR ha ricevuto "numerose asserzioni circa intimidazioni diffuse, campagna elettorale illegale da parte di impiegati pubblici e abuso di risorse amministrative", molte delle quali sarebbero "comprovate" dagli osservatori internazionali.

E' il caso, ad esempio, di un'insegnante di una scuola nella regione di Kakheti che aveva deciso di non sostenere più il Movimento Nazionale Unito e di passare al Partito Repubblicano. L'insegnante sarebbe stata minacciata di licenziamento dal direttore della scuola se non avesse espresso la propria preferenza a favore dell'attuale partito di maggioranza e il candidato locale del Movimento Nazionale le avrebbe offerto di duplicarle il salario in cambio del suo sostegno al Movimento.

Ma la vicenda di intimidazione che ha fatto più clamore qui a Tbilisi è stata quella di Valere Giorgiobani, candidato del Movimento Nazionale Unito nel distretto di Tsageri nella regione di Racha-Lechkhumi. Giorgiobani si è ritirato dalla corsa elettorale dopo che, all'inizio di maggio, la coalizione di nove partiti d'opposizione ha diffuso una registrazione di un incontro durante il quale il candidato minacciava di licenziare impiegati pubblici se non avessero assicurato il proprio sostegno al Movimento Nazionale Unito, partito di Saakashvili e della maggioranza al potere.

Nella registrazione, infatti, Giorgiobani dice ai presenti che "l'80% dei residenti di Tsageri sono impiegati nelle strutture statali. Se non ci sono l'80% dei voti a favore del partito - non sto parlando del candidato della maggioranza, sto parlando del partito del quale siete a servizio - se l'80% dei voti non sono dati al partito, allora il 22 maggio dovrete andare a casa". Nonostante Giorgiobani abbia negato che la voce registrata fosse sua e le indagini non siano ancora state concluse, la sua candidatura è stata ritirata.

Il Presidente Saakashvili ha condannato in modo deciso il comportamento del candidato del Movimento Nazionale Unito affermando che "tenere elezioni libere in Georgia è una questione di dignità. Tutti quelli che lo impediscono saranno ritenuti responsabili" e ha chiesto agli aspiranti deputati di "non cercare di far confusione, non cercare di intervenire in modo illegale nei processi elettorali".

Anche il Ministero dell'Interno ha richiamato gli apparati di polizia a non interferire nelle elezioni, dopo che alcuni partiti d'opposizione e organizzazioni non governative impegnate nel monitoraggio del processo elettorale avevano pubblicamente denunciato alcuni episodi relativi a persone con parenti in detenzione alle quali sarebbe stato assicurato il rilascio se avessero raccolto promesse di voto per il Movimento Nazionale Unito.

Vi sarebbe, inoltre, l'abuso nell'utilizzo delle risorse statali da parte dell'autorità al potere, in quanto la distribuzione di vouchers per la fornitura gratuita di alcuni beni, che fanno parte di un programma governativo con budget statale, è spesso associata alla campagna elettorale del Movimento Nazionale Unito. In questo modo attività statali e campagna elettorale verrebbero confuse a favore della maggioranza al potere.

I partiti d'opposizione sostengono di non avere libero accesso ai grandi tabelloni pubblicitari commerciali utilizzati soprattutto a Tbilisi per affiggere i manifesti dei candidati al Parlamento e di essere perciò limitati ad appendere piccoli manifesti per le vie della città.

Anche per quanto riguarda la copertura della campagna elettorale da parte dei mass media si registrano irregolarità a favore delle autorità al governo. Qualche giorno fa "Kavkasia", la più importante televisione rimasta a sostegno dell'opposizione ha smesso di trasmettere i suoi programmi a causa di problemi tecnici. Il trasmettitore di "Kavkasia", terza televisione più vista in Georgia nonostante il fatto che trasmetta solo a Tbilisi, si sarebbe danneggiato e il ritorno al funzionamento della televisione prima delle elezioni è ancora in discussione. Dopo la chiusura di Imedi nel novembre del 2007, "Kavkasia" era rimasta l'unica televisione a dare ampio spazio ai politici dell'opposizione.

Per certi aspetti la campagna elettorale è stata messa in ombra dal recente acutizzarsi delle tensioni tra Georgia e Russia in merito alla questione delle repubbliche secessioniste, in particolare dell'Abkhazia. I leader dei partiti d'opposizione hanno accusato più volte il Movimento Nazionale Unito di sfruttare le questioni politiche con Mosca e Sukhumi a proprio vantaggio nella campagna elettorale.

In un'intervista televisiva Kakha Kukava, deputato del Partito Conservatore, ha dichiarato che ci sarebbe "il sospetto che l'amministrazione Saakashvili stia tentando di usare le tensioni con la Russia e gli sviluppi nella secessionista Abkhazia per distrarre l'attenzione pubblica dalle elezioni parlamentari del 21 maggio". Secondo Kukava, l'uso del clima teso da parte di Saakashvili sarebbe un tipico "trucco pre-elettorale", in quanto "ogni nuova ondata di tensione, culmine della tensione nelle relazioni russo-georgiane, arriva proprio alla vigilia delle elezioni".

*Programme Officer, UNHCR Georgia. Le opinioni espresse nell'articolo sono da attribuirsi unicamente all'autrice e non riflettono necessariamente la posizione dell'UNHCR


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