Il presunto assassino

Il suo valore di giornalista indipendente era riconosciuto in tutto il mondo. Molto meno in Russia, dove ripetutamente si cercava di farla tacere con minacce e vere e proprie violenze. Una traduzione

09/10/2006 -  Anonymous User

Tratto da Kommersant , 9 ottobre 2006)
Traduzione a cura di Andrea Ferrario

Il 21 febbraio 2001 Anna Politkovskaja è stata trattenuta presso il villaggio di Hatuni in Cecenia e due giorni dopo è stata espulsa dalla repubblica per violazione delle norme di accreditamento. La giornalista ha affermato di essere stata trattenuta dal 45° battaglione delle VDV (truppe da sbarco dell'aviazione) presso un campo di smistamento per ceceni e che i militari hanno minacciato di fucilarla. Le autorità militari della Cecenia hanno definito le sue dichiarazioni "una bugia e una provocazione".

Il 10 settembre 2001, nel suo articolo "Gente che scompare", la giornalista ha accusato poliziotti distaccati presso il ministero degli Interni ceceno di avere ucciso civili inermi. Dopo poco tempo ha cominciato a ricevere mail da un certo "Cadetto" (soprannome di uno dei poliziotti citati nell'articolo, Sergej Lanin), il quale affermava di "essersi allenato come cecchino e di avere l'intenzione di recarsi a Mosca". Nel marzo del 2005 il tribunale di Groznyj ha condannato Sergej Lanin a 11 anni di prigione per avere compiuto una strage di ceceni, ma il suo coinvolgimento nelle minacce alla giornalista non è stato dimostrato.

Il 9 febbraio 2002, durante un viaggio in Cecenia, Anna Politkovskaja è scomparsa. Alcuni giorni dopo è riapparsa a Nazran, affermando di essersi "nascosta dal FSB" (i servizi segreti russi), che voleva impedire le sue indagini sull'uccisione di civili inermi. Il FSB ha dichiarato che lo scandalo era stato inventato dalla "Novaja Gazeta" per cercare di risolvere la sua difficile situazione finanziaria.

A partire dal 2003 la giornalista ha cominciato ad accusare l'attuale premier della Cecenia, Ramzan Kadyrov, e i suoi commando di rapimento, estorsione e altri crimini. Le pubblicazioni hanno suscitato l'irritazione di Groznyj e Kadyrov ha promesso di portarla in tribunale per "vilipendio del paese". Il redattore della "Novaja Gazeta" Dmitrij Muratov ha riferito che nel maggio 2006 il segretario del consiglio di sicurezza della Cecenia lo ha avvertito che "Politkovskaja va in cerca di guai". Muratov non ha citato nomi, ma all'epoca segretario del consiglio di sicurezza della Cecenia era Hajrudin Visengiriev.

Il 2 settembre del 2004 Anna Politkovskaja, mentre si stava recando a fare luce sugli eventi di Beslan in quel momento in corso, è stata ricoverata in ospedale in stato grave. Ha affermato di essere stata "intenzionalmente avvelentata" da membri del FSB e che in Russia ha ricominciato a funzionare il "13° laboratorio del KGB, che si occupa della produzione di veleni". A partire dal settembre 2004 sulla "Novaja Gazeta" ha cominciato a uscire una serie di articoli critici nei confronti del presidente dell'Inguscezia Murat Zjazikov, il quale ha risposto di "non leggere le illazioni e di non reagire a esse", ma nei media locali sono comparsi appelli a "porre fine a queste sciocchezze lautamente foraggiate". Giornalisti ingusci hanno inoltre definito Anna Politkovskaja una "levatrice del terrorismo e della guerra".


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