Grozny: festival cinematografico internazionale "Arca di Noè"

Recentemente ha avuto luogo in Cecenia il festival del cinema dedicato alla pace ma, mentre a Grozny autori e attori sfilavano sul tappeto rosso, in altre parti della Cecenia continuavano le tensioni

17/07/2008 -  Giorgio Comai

Dal 13 al 19 giugno ha avuto luogo a Grozny, capitale della Cecenia, il festival cinematografico internazionale "Arca di Noè" ("Noev Kočveg"), un'iniziativa supportata dall'amministrazione locale e personalmente dal presidente Ramzan Kadyrov, realizzata anche per dimostrare che Grozny può essere luogo di cultura e incontro.

Al festival, per regolamento, hanno potuto partecipare solo film che portano un messaggio di pace, di reciproco rispetto tra le diverse culture e le diverse confessioni religiose. Sia nella scelta dei membri della giuria, sia nella selezione dei film a concorso, gli organizzatori hanno evidentemente cercato di sottolineare le ambizioni internazionali e multiconfessionali del festival. La giuria era infatti presieduta da Revaz Chkheidze, regista georgiano, mentre gli altri membri provenivano da diversi paesi, tra i quali Stati Uniti, Egitto, Norvegia, Iran ed Italia.

I film in concorso a Grozny erano per la maggior parte di autori poco noti, provenienti da paesi che spesso rimangono esclusi dai circuiti di distribuzione internazionale. I dodici film presentati nella sezione lungometraggi, ad esempio, provenivano ognuno da un paese diverso, inclusi l'Algeria, l'Iran, il Bangladesh, il Brasile e il Vietnam. Nella sezione cortometraggi spicca invece la presenza di ben quattro opere georgiane, e la presenza di un breve e divertente musical sul conflitto israelo-palestinese, West Bank Story, già premiato in numerosi altri festival.

Tra i lungometraggi in concorso, ne segnaliamo due in particolare che a livello diverso trattano di questioni relative al conflitto ceceno, entrambi realizzati da registi noti al pubblico internazionale ed entrambi distribuiti in Italia.

Lo spettacolo d'apertura del festival è stato "12", di Nikita Mikhalkov, un'opera che segue la falsariga di "La parola ai giurati" ("Twelve angry men"), un film americano del 1957 diretto da Sideny Lumet. Il film di Mikhalkov si svolge quasi per intero all'interno di una vecchia palestra, improvvisata sala di riunione per la giuria di un processo che vede come accusato un giovane ragazzo ceceno, reo di aver ucciso il suo patrigno, un ufficiale russo che l'aveva adottato. Durante il procedere dell'accesa discussione, i giurati, appartenenti a diverse parti della società russa contemporanea, esprimono stereotipi e pregiudizi presenti in questo paese, di cui il pregiudizio negativo nei confronti dei popoli caucasici (e quindi dell'accusato) è solo un esempio.

Un altro film distribuito anche in Italia è "Alexandra", di Aleksandr Sokurov, ambientato all'interno e nei dintorni di un campo dell'esercito russo situato in Cecenia. La trama è semplice e a suo modo surreale: la nonna di un ufficiale dell'esercito russo va a trovare il nipote di stanza nel Caucaso. La donna parla con i soldati, quasi tutti giovanissimi, e passeggia fuori dal campo, facendo conoscenza con un'anziana signora del posto. È un film lento e silenziosamente riflessivo, che sullo sfondo del conflitto ceceno (di cui non si parla esplicitamente) tratta di rapporti intergenerazionali, della vita dei soldati e di un conflitto di cui non si vedono le ragioni.

Ramzan Kadyrov ritira il premio

Questo festival aveva prima di tutto l'intenzione di mostrare Grozny come una città pacifica e in ricostruzione, in grado di ospitare un evento di livello internazionale, un luogo dove persone appartenenti a diverse religioni e culture possano convivere e lavorare assieme. Nel suo discorso in occasione dell'inaugurazione del festival, Ramzan Kadyrov, l'attuale presidente della Cecenia, ha dichiarato che il suo film preferito è quello che vede tutti i giorni: "il rinascimento dell'economia, della sfera sociale e della cultura cecena". Poco dopo, il ministro della Cultura ceceno Muzakaev, ha consegnato prontamente la prima statuetta "Arca di Noè" proprio a Ramzan Kadyrov, per il suo contributo alla crescita culturale della repubblica.

Questo festival è stato quindi presentato come un successo dell'attuale leadership, e delle politiche economiche e culturali sostenute dal presidente Kadyrov.

Mentre a Grozny autori e attori sfilavano sull'immancabile tappeto rosso, in altre parti della Cecenia la situazione era meno tranquilla. Poche ore prima dell'inizio del festival, un gruppo di circa 60 guerriglieri è entrato in un centro abitato della regione di Nožaj-Jurtovskij, uccidendo tre persone, incendiando cinque case e portando via con sé alcuni residenti. Il 16 giugno, un gruppo di guerriglieri ha attaccato delle guardie di confine appartenenti alle forze di sicurezza russe, uccidendo tre soldati e ferendone altri cinque. Il giorno seguente due macchine del ministero della Difesa sono state attaccate con mitragliatrici, non ci sono state vittime.

Nonostante la ricetta dell'attuale regime, basata su crescenti finanziamenti provenienti da Mosca e sulla riduzione delle forze di sicurezza federali a vantaggio di forze di polizia autoctone, sembra stia portando dei frutti, pare che il "film" quotidiano sul grandioso sviluppo che sta avendo luogo in Cecenia di cui ha parlato Ramzan Kadyrov alla cerimonia di apertura del festival descriva solo una parte della complessa realtà cecena.


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