Le nuove misure che prescrivono un obbligo alla "modestia femminile" nelle istituzioni scolastiche hanno suscitato la protesta della maggioranza di studenti e insegnanti

21/03/2008 -  Anonymous User

Da Caucasian Knot, 22.02.2008
Traduzione per Osservatorio Caucaso di Irene Dioli

Questa la conclusione del Centro per i diritti umani "Memorial", che ha realizzato un'inchiesta sulla realizzazione del programma del presidente Ramzan Kadyrov, che ha dichiarato come priorità la conservazione ed il rafforzamento dei "valori morali della società".

Il governo aveva cominciato ad occuparsi seriamente di questioni morali già in primavera. L'input era partito dal presidente, con queste dichiarazioni citate da Memorial: "La nostra gioventù si allontana ogni giorno di più dagli valori morali. La generazione contemporanea ha un'idea troppo vaga degli ideali etici, morali, spirituali...I nostri saggi antenati dicevano: non c'è dignità per l'uomo senza onore e modestia femminile...oggi sono molto preoccupato per l'abbigliamento delle nostre ragazze. Le fidanzate si presentano al cospetto dei futuri suoceri, perdonate, praticamente nude, con la testa scoperta. Se ne vanno per le strade in minigonna, con i capelli sciolti. La mentalità del nostro popolo non permette questo. Vorrei che le ragazze cecene avessero l'aspetto di vere musulmane che rispettano le tradizioni del proprio popolo".

Dall'inizio di novembre 2007, è vietata la vendita di vestiti da sposa europei. Nelle scuole medie e superiori, così come nelle università, a ragazze e donne è vietato scoprire la testa. Le regole sono state introdotte dopo la visita del presidente, indignato dalla vista degli studenti che passeggiavano e fumavano. Il suo sdegno è caduto anche sulle ragazze: Kadyrov ha dichiarato ad una televisione locale che la rigenerazione morale della gioventù passa dall'osservazione delle tradizioni, in primo luogo l'obbligo del velo per le donne. Le università hanno prontamente introdotto nuove regole: foulard per le ragazze, cravatta con il logo dell'università per i ragazzi, entrambi in vendita negli edifici scolastici (120-170 rubli i foulard, 230 le cravatte). Le nuove norme hanno coinvolto anche le scuole. Le alunne dai 10 anni in su (7 in alcuni istituti) devono coprirsi la testa a lezione. Nell'ambito del programma di rinascita morale, le scuole organizzano lezioni e seminari sui temi dell'educazione morale e spirituali degli adolescenti. Ad esempio, una scuola superiore ha organizzato una lezione ai bambini sui fondamenti dell'Islam, l'università statale una conferenza sui rapporti tra ragazzi e ragazze e una tavola rotonda sulla svaria, conclusasi con una dichiarazione che invoca il controllo statale sulla diffusione della letteratura.

"Sarà il tempo a mostrare quanto siano fondate le speranze del governo, ma oggi i nuovi provvedimenti preoccupano la maggioranza di insegnanti e studenti" osservano gli attivisti.
Nelle scuole sono i bidelli a controllare il rispetto delle norme, nelle università i custodi, che vietano l'ingresso a insegnanti e studenti di aspetto e abbigliamento irregolare. Durante le lezioni, i rappresentanti dell'amministrazione entrano nelle aule a redarguire studentesse e professoresse. Perché nessuno possa sfuggire all'occhio attento dell'amministrazione, si è deciso di installare apparecchiature di video-sorveglianza.

"Questi provvedimenti ci creano una montagna di problemi. La tradizione prevede che solo padri, fratelli e mariti possono fare osservazioni sull'abbigliamento o il comportamento di una ragazza, non il primo che passa. Una guardia ha aggredito un ragazzo che aveva difeso la sorella dalle sue osservazioni violente. Il ragazzo è finito in ospedale, ma nessuno ha preso provvedimenti" racconta un professore.

"È inammissibile che un ragazzo possa dare disposizioni e redarguire una donna più anziana. Con ordini e divieti non si educa alla moralità o all'amore per la cultura, la tradizione. L'uso delle armi distrugge il sistema sociale basato sul rispetto della libertà personale" spiega invece una docente.
Un'impiegata dell'università ricorda il tempo in cui divenne obbligatorio il fazzoletto, poi il velo, e si arrivò al taglio della mano. "Abbiamo già visto tutto questo. Non si capisce perché abbiamo sofferto anni di guerra, se la Costituzione non funziona e non c'è separazione fra Stato e religione".
Le nuove regole si estendono anche ai visitatori, compresi quelli stranieri, tant'è che una collaboratrice di Memorial di nazionalità russa, diretta ad un incontro con un docente, è stata fermata da una guardia che le ordinava di indossare un fazzoletto, spiegando che, per ordine del presidente, è proibito l'ingresso nell'università alle donne a capo scoperto, senza distinzione di nazionalità. Alla richiesta di presentare un'ordinanza scritta, l'attivista si è sentita rispondere dal vice rettore che le norme erano state introdotte a seguito di "atti di vandalismo" da parte degli studenti, nonché che la Cecenia è "una repubblica islamica con una sua mentalità nazionale".
Memorial osserva nel suo rapporto che gli sforzi del governo incontrano l'approvazione ed il sostegno di parte della popolazione maschile: "in condizioni di degrado morale e indebolimento della famiglia, lo Stato deve assumersi la responsabilità di rafforzare la morale", dichiara un professore della facoltà di Giurisprudenza.

Tuttavia, a dispetto della popolarità di questa politica presso parte della popolazione, gli attivisti ricordano che nella Federazione Russa lo Stato è separato dalla religione. Come recita l'articolo 11 della Costituzione della Repubblica Cecena: "1. La Repubblica Cecena è uno Stato laico. Nessuna religione può affermarsi come ufficiale o obbligatoria. 2. Le istituzioni religiose sono separate dallo Stato ed eguali di fronte alla legge".
Come già riportato da Kavkazkij Uzel, le dichiarazioni di Kadyrov sull'obbligatorietà del foulard per le donne nelle istituzioni sono state giudicate incostituzionali e dall'esperto di diritti umani Lev Levinson. Tutto era cominciato all'inizio del 2006, quando l'ancora aspirante presidente regalò 1000 dollari alle studentesse che portavano l'hijab.
Memorial nota che le autorità locali hanno la prerogativa di sostenere e propagandare, nei limiti della legge, le tradizioni e la cultura nazionale, ma le norme sull'abbigliamento oltrepassano i confini della legalità.

Allo stesso tempo, gli attivisti evidenziano i problemi dell'Università, legati alle conseguenze delle guerre: la "fuga dei cervelli", una corruzione senza precedenti, il basso livello di preparazione all'ingresso, l'assenza di una letteratura scientifica e di attrezzature di laboratorio.
Gli studenti giocano un ruolo distruttivo nella rinascita dell'istruzione: i collaboratori delle strutture repubblicane, che considerano al di sotto del proprio ruolo sostenere esami, esercitano pressioni sui docenti per ottenere voti alti. Costretti a cedere, gli insegnanti si privano della legittimità morale di avere pretese elevate nei confronti del resto degli studenti, si legge nel rapporto di Memorial.
"Siamo convinti che la rinascita morale e spirituale della popolazione passi dalla formazione e dallo sviluppo della personalità, non dall'obbligo della modestia nell'abbigliamento femminile".
Vale la pena di notare che la religione islamica entra sempre più prepotentemente nella vita degli abitanti della Repubblica. Come già riportato da Kavkazkij Uzel, sta per aprire una clinica dove i malati saranno curati con la lettura del Corano. Il numero di combattenti per la jihad aumenta: nel 2007 si sono mosse verso l'Arabia Saudita 3000 persone, il doppio che nel 2006.
I detenuti della colonia penale in Crno Kosovo indossano vesti di foggia islamica, e tutte le donne che lavorano nelle istituzioni statali cecene devono portare il foulard in orario di lavoro.
Inoltre, le disposizioni del 23 agosto 2007 prevedono l'apertura di un Istituto Statale Islamico a Groznij. In realtà, la Procura della Repubblica ha contestato la decisione, basandosi sul fatto che un istituto scolastico di carattere religioso non può dichiararsi statale. Al momento, in Cecenia operano 31 madrasse (scuole islamiche).


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