Dal Consiglio d'Europa parole severe verso la Russia riguardo alla situazione in Cecenia. Dopo un acceso dibattito emerge la preoccupazione verso il mancato rispetto dei diritti umani e la limitazione della libertà delle ONG

15/02/2006 -  Anonymous User

Di Tanya Lokshina, IWPR , 02-Feb-06
Traduzione per Osservatorio sui Balcani: Maddalena Parolin
L'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE/PACE) la scorsa settimana ha emesso una severo giudizio nei confronti della Russia per i continui abusi dei diritti umani in Cecenia, ed ha criticato la recente legislazione che limita le organizzazioni non governative russe.

I parlamentari russi si sono opposti ad un ampia parte della risoluzione e ne hanno minimizzato il significato.

Le basi della risoluzone erano state stese dal tedesco Rudolf Biding che è stato per diversi anni referente speciale per la Cecenia, visitando regolarmente la repubblica e lavorando in stretto contatto con le organizzazioni per i diritti umani Memorial, Demos e l'Helsinki Group di Mosca.

Binding, in pensione dall'anno scorso, rimane nell'Assemblea come membro onorario, per cui la risoluzione è stata proposta per conto della Commissione Affari Legali e Diritti Umani dal deputato olandese Erik Jurgens.

La risoluzione 1479 (2006) critica il governo russo per non occuparsi della situazione dei diritti umani in Cecenia. Afferma "le violazioni continuano ad essere perpetrate su ampia scala nella Repubblica Cecena, ed in alcuni casi nelle regioni vicine, in un clima di impunità".

La risoluzione registra con preoccupazione le intimidazioni nei confronti di persone che si erano rivolte alla Corte Europea per i Diritti Umani e ai loro legali. In un caso recente, segnalato da un'organizzazione per i diritti umani, Mehti Mukhayev del villaggio di Zumsoi, la cui famiglia ha presentato un caso alla Corte Europea, è stato arrestato dalle forze di sicurezza il 30 dicembre ed è tuttora trattenuto.

L'APCE ha anche criticato aspramente il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa per non essere stato in grado di prendere misure concrete riguardo la Cecenia, nonostante ripetute esortazioni da parte dell'Assemblea. nella risoluzione si afferma: "l'Assemblea teme che la mancanza di una reazione effettiva dell'organo esecutivo del Consiglio, di fronte ad una delle più gravi situazioni dei diritti umani esistente in uno Stato membro del Consiglio d'Europa, mini la crediblità dell'organizzazione".

A sua difesa, la delegazione russa ha insistito che la situazione in Cecenia sta rapidamente migliorando ed ha citato una serie di recenti sviluppi, comprese le elezioni del nuovo parlamento, un diminuito numero di sequestri di persona (65 rapimenti lo scorso anno, metà rispetto all'anno precedente) e miglioramenti socioeconomici.

Affermano che in Cecenia non si tratti di una guerra, ma unicamente di "terrorismo ad ampio livello" e di un programma statale per combatterlo.

Leonid Slutsky del Partito Liberale Democratico (LDPR), ultra nazionalista, ha accusato Binding di non aver nemmeno nominato le recenti elezioni parlamentari, nonostante fosse stato presente alle votazioni e di non aver fatto alcun commento critico rispetto ad esse al tempo.

Konstantin Kosachev del gruppo Russia Unita ha imputato Binding di non aver consultato le autorità cecene filorusse a Grozny e di aver ignorato gli sviluppi positivi. Ha detto che il rapporto di Binding e la risoluzione "faranno il gioco delle forze che desiderano la destabilizzazione in Cecenia". Un altro delegato russo, Akhmar Zavgayev, fratello di un ex governatore filo-russo della Cecenia, si è spinto oltre, accusando Binding di "simpatizzare coi terroristi".

I russi hanno insisitito dicendo che la Russia vuole essere parte del Consiglio d'Europa ma - con le parole di un altro delegato, Valery Grebennikov - "non come un bambino da sgridare ma come partner ugualitario" .

Nel complesso il dibattito è stato meno astioso del precedente sulla Cecenia, tenuto nell'ottobre 2004, quando i delegati russi avevano dibattuto ogni paragrafo e disputato su ogni punto.

Stavolta negli atti del dibattito è stata introdotta una nota burlesca, da parte del famoso eccentrico Vladimir Zhirinovsky, leader del LDPR, che ha offerto all'Assemblea uno sproloquio sulla geografia dei montanari.

Zhirinovsky ha affermato che un tedesco per principio non possa essere in grado di scrivere un rapporto sulla Cecenia, dal momento che la Germania non ha popolazione di montagna. Ha affermato che i ceceni sono montanari e che gli "Eurostandard" lì non si applichino.

Zhirinovsky ha detto che il problema della Cecenia è irrisolvibile, "diteci come, dateci la ricetta! Sono un popolo montanaro. Dove c'è mai stata una risoluzione pacifica con un popolo montanaro? Guardate la Turchia, che sta combattendo i curdi da 50 anni."

Lo scontro più drammatico è nato sull'emendamento proposto, tra gli altri, da Christos Pourgouridis della delegazione graca, Lydie Err del Lussemburgo e Walter Riester della Germania, nel quale veniva proposto un paragrafo che prendeva in considerazione le limitazioni ufficiali alle attività delle ONG.

"L'Assemblea esprime preoccupazione che la legislazione recentemente approvata sullo status legale delle organizzazioni della società civile non rientri negli standard del Consiglio d'Europa. L'Assemblea è anche preoccupata per i rapporti sulle intimidazioni amministrative e giudiziarie nei confronti di alcune organizzazioni non governative" tratta il paragrafo in questione.

La delegazione russa si è fortemente opposta a questo emendamento ed ha anche ottenuto il supporto di Andreas Gross, il deputato svizzero che era il precedente referente per la Cecenia, e che presiedeva la tavola rotonda sulla questione, assieme a Kosachev, capo della delegazione russa.

Comunque, l'emendamento è stato adottato e in questo modo l'Assemblea ha formalmente espresso la sua critica sulla nuova legge sulle ONG, causando una reazione indignata di Kosachev, che più tardi ha definito l'emendamento "un insulto verso la Russia e una vergogna per il Consiglio d'Europa".

Gli osservatori dei diritti umani sono stati ampiamente soddisfatti per l'approvazione della risoluzione ed in particolare per le sue raccomandazioni di riprendere il monitoraggio della situazione dei diritti umani in Cecenia.

Aaron Rhodes, direttore della International Helsinki Federation, ha commentato "E' eccellente che i membri dell'APCE riconoscano la portata della crisi nella Repubblica Cecena e la sua importanza per l'intera Europa, ma rimane da vedere se la Russia adotterà o meno i provvedimenti richiesti".

La Russia ha ignorato le precedenti raccomandazioni di questo tipo ed il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa è noto per non aver mai preso seri provvedimenti rispetto alla Cecenia.
I delegati russi sono fiduciosi che in maggio la Russia assumerà la presidenza del Consiglio d'Europa, dando al paese maggior legittimazione nel principale forum europeo sui diritti umani.

* Tanya Lokshina è direttrice del Demos Centre a Mosca.


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