Si apre in Romania un dibattito analogo a quello italiano. I tagli al settore della cooperazione allo sviluppo mettono a rischio i programmi delle ONG

01/01/1970 -  Claudia Iatan

Lo scorso marzo, la Federazione romena delle ONG attive nella cooperazione allo sviluppo (Fond) ha inviato al ministero degli Esteri una lettera in cui esprimeva la propria preoccupazione, denunciando una mancanza di coerenza e visione strategica da parte dello stesso ministero nell’implementare la strategia nazionale nel settore. Il casus belli è il taglio del budget, ridotto dai cinque milioni di euro stanziati nel 2007 e nel 2008 agli 1,9 milioni del 2009. Secondo Valentin Burada, vice presidente del Fond, questo significa che quest'anno nessun contributo governativo sarà garantito alle ONG impegnate in progetti di cooperazione allo sviluppo (i paesi destinatari sono principalmente Moldavia, Serbia e Georgia): “questi fondi non bastano per una coerente progettazione per il 2009, ma sono appena sufficienti a coprire impegni presi nel 2008. Di fatto, quindi, non ci sono fondi per il 2009”. Ma questa non è l'unica preoccupazione.

Il taglio del budget implica anche una ristrutturazione all’interno del ministero degli Esteri, con lo spostamento della direzione Cooperazione allo sviluppo sotto la Direzione generale per la diplomazia economica. “Questo secondo noi è un chiaro segnale che la strategia di cooperazione allo sviluppo non rappresenta più una priorità nell’agenda del governo e del ministero degli Esteri. In seguito alla ristrutturazione, la direzione Cooperazione allo sviluppo è stata retrocessa al rango di servizio e c’è il rischio che sparisca del tutto”, continua Burada.

La mancanza di un meccanismo di finanziamento che permetta alle ONG di accedere ai fondi governativi per lo sviluppo di progetti di cooperazione è sempre stata una questione aperta per il Fond. Solo ora, tuttavia, la federazione ha deciso di rendere pubblico il problema, visto che il 2008 è stato anno di elezioni e le ONG erano impegnate a far sì che i partiti integrassero le esigenze del settore nelle rispettive agende elettorali. Inoltre, il ministero degli Esteri aveva sempre rassicurato i suoi interlocutori che le cose si sarebbero evolute nella direzione giusta e che nel dicembre 2008 sarebbe stata elaborata e approvata una nuova proposta di legge che avrebbe tenuto conto del parere e degli stimoli provenienti dalla societa civile. Nel frattempo, però, il cambio di governo ha fatto slittare l'approvazione del provvedimento.

“A causa della crisi finanziaria internazionale, i tagli al budget destinato al ministero degli Esteri nel 2009 hanno portato al dimezzamento dei fondi a disposizione del settore cooperazione. Le ONG non sono gli unici soggetti scontenti di questa realtà: anche le controparti governative comprendono che ora sarà impossibile per la Romania tener fede agli impegni presi negli anni precedenti, come quello di contribuire ai fondi globali e internazionali”, afferma Denisa Brand Jacobsen, Project Officer del progetto Sniecoda ("Strengthening the national institutional and educational capacity to carry out Official Development Assistance programmes/projects") di Undp Romania.