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Romania, investimenti al bivio

Uno sguardo approfondito sull'economia della Romania e sul panorama delle imprese nel paese: investimenti esteri, imprese locali, e l'eredità comunista. Conclusione con opportunità e rischi per gli investitori italiani

Di Marco Ranieri

Questo contributo sulla Romania è il sesto capitolo della ricerca "Assetto Produttivo, Competitività e Crescita nei Paesi in Transizione", cofinanziata dalla Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione CRT, svolta dal CIRPET (Centro Interdipartimentale di Ricerca sui Paesi Emergenti e in Transizione, C/o Dipartimento di Economia "S.Cognetti de Martiis" dell'Università di Torino, Direttore Prof. Carlo BOFFITO). La ricerca è stata presentata dal Cirpet, dalla Camera di Commercio di Torino e dal Centro Estero delle Camere di Commercio Piemontesi al "Centro Congressi Torino Incontra" a Torino il 4 marzo 2005.

La ricerca analizza i tre gruppi in cui possono essere suddivise le imprese in Romania: le imprese controllate da capitali esteri, le piccole e medie imprese (Pmi) locali, le imprese ereditate dal periodo comunista. Dopo una descrizione generale della struttura produttiva, si analizzano i citati tre gruppi di imprese e le opportunità che essi offrono agli investitori italiani. Le imprese controllate da capitali esteri vengono esaminate in una più ampia cornice riguardante vari aspetti degli investimenti diretti esteri. Segue una descrizione del settore delle Pmi, e dei rapporti che le Pmi italiane possono stabilire con esse e con le autorità locali. Il settore delle imprese di stato ereditate dal periodo comunista viene analizzato in relazione al processo di privatizzazione, fenomeno che in Romania è ancora in corso. L'ultimo paragrafo fornisce infine un quadro riassuntivo dei punti di forza e dei punti deboli della Romania, e delle opportunità e dei rischi per gli investitori italiani.

Per maggiori informazioni:marcoranieri80@yahoo.it

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