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La rappresentanza istituzionale delle minoranze musulmane nei sistemi europei di diritto ecclesiastico ita

La rappresentanza istituzionale delle minoranze musulmane nei sistemi europei di diritto ecclesiastico

Riconoscimento e istituzionalizzazione delle minoranze musulmane da parte degli Stati europei: quadro storico, problemi attuali e possibili soluzioni. Una tesi di laurea. Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Di Chiara Pigato

Le minoranze musulmane presenti in Europa vengono viste come fattori estranei, inseriti in società con legislazione e assetto costituzionale non pensato per loro, e perciò da modificare.

Si avverte sempre di più la necessità che i principi di libertà e pluralismo religioso adottati dalla maggior parte delle Costituzioni europee novecentesche siano allargati anche all'islam: comunità che fino a pochi anni fa non avevano tra i loro obiettivi l'ottenimento di un riconoscimento istituzionale da parte dell'ordinamento di arrivo, ora avanzano con forza tale richiesta.

L'analisi delle diverse soluzioni adottate in ambito europeo passa attraverso alcune direttrici costanti:

1.Un problema che si verifica spesso, nei rapporti istituzionali tra stato di domicilio e comunità musulmane, è quello relativo agli interlocutori: l'accentuata frammentazione interna delle comunità musulmane immigrate e l'assenza di una gerarchia religiosa che individui una personalità in grado di rappresentarle rendono difficile il rapporto con le istituzioni statali, e non di rado costituiscono il principale ostacolo al riconoscimento ed all'esercizio di alcuni diritti costituzionalmente riconosciuti.

2.Un' attenzione particolare va riservata al principio di laicità dello stato presente nei diversi ordinamenti. Tale principio ha grande importanza nel definire il ruolo delle religioni nella sfera pubblica e nella valutazione della condizione delle minoranze musulmane. Al principio di laicità si collegano anche quelle disposizioni che tutelano i diritti di libertà ed espressione religiosa, e definiscono la condizione delle comunità religiose all'interno dei diversi ordinamenti.

3.Infine, una particolare attenzione va prestata a tutte quelle norme che disciplinano la libertà di espressione religiosa in ambito pubblico, questione che negli ultimi anni ha riguardato soprattutto l'ambiente scolastico e le problematiche legate alla pubblica istruzione.

Tuttavia, la presenza di comunità musulmane in territorio europeo - soprattutto negli stati entrati da poco o in procinto di entrare nell'EU- non è dovuta unicamente ai flussi migratori degli ultimi decenni. In Europa sud-orientale e nei Balcani, infatti, tali comunità si possono definire "autoctone", in quanto da secoli radicate nel tessuto sociale. Questo grazie a molteplici fattori: la vicinanza con l'Oriente, i rapporti commerciali, ma soprattutto la lunga dominazione ottomana.

Nell'Impero Ottomano esisteva una particolare forma di convivenza: i sultani avevano introdotto l'istituto giuridico del millet, che concedeva alle varie minoranze una completa autonomia religiosa e culturale. Come ha influito sull'assetto attuale questa impostazione? Come si collega alle separazioni su base etnica e religiosa di oggi, le quali nella stragrande maggioranza dei casi coincidono perfettamente?

Rimangono fondamentali le problematiche del riconoscimento e della rappresentanza, alla luce dell'analisi del dettato costituzionale e degli strumenti di diritto internazionale che garantiscono le libertà religiose e sanzionano ogni forma di discriminazione.

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