I primi anni di dissoluzione della Jugoslavia e la stampa italiana. Come sono stati raccontati e descritti? Come ha influito il diverso orientamento politico delle testate sullo sguardo dato oltre Adriatico? Una tesi di laurea. Riceviamo e volentieri pubblichiamo

26/01/2011 -  Michela Graziosi

Il titolo di questo lavoro può sembrare a primo impatto fuorviante in quanto è relativo alla terza ed ultima parte di una ricerca complessa e poliedrica.

Passione e interesse personale ne hanno generato l’idea di fondo, la quale si snoda fra le vicissitudini storiche e quotidiane di quella parte d’Europa comunemente nota come “altra”: un mondo percepito come lontano, nei cui confronti oggi dilagano sempre più forti pregiudizi e diffidenza gratuita.

Scopo principale era anzitutto un’analisi storica dell’inizio della dissoluzione iugoslava, avvenuta nei primissimi anni novanta, in relazione al delicato processo di costruzione delle identità nazionali; infine, un’altra di tipo empirico mediante la quale capire se la stampa italiana fosse stata in grado o meno di asservire al proprio compito, ovvero quello di fornire un ‘informazione imparziale e completa.

Nel primo capitolo prendono spazio questioni essenzialmente teoriche quali l’idea di nazione e le sue più significative teorizzazioni nella storia, il fenomeno del nazionalismo e la problematica delle minoranze nazionali nel Novecento, con particolare riguardo all’area balcanica.

Nella seconda parte del lavoro viene fornito un resoconto dettagliato della situazione italiana fra il 1990 e il 1992, elemento imprescindibile per poter comprendere e contestualizzare il cuore della ricerca; nelle sue ultime pagine viene proposta una riflessione articolata riguardo alla costruzione di miti ed identità nel Nord Italia e nell’area balcanica, con particolare attenzione agli studi di Radamir Kostantinović e Rada Iveković.

Infine, l’ultimo capitolo presenta una meticolosa ricostruzione dei processi di indipendenza avvenuti in Slovenia e Croazia intesi come momenti preparatori della crisi nella ex-Jugoslavia attraverso l’analisi di articoli dei principali quotidiani italiani; tutto ciò tramite la scelta accurata di alcuni avvenimenti significativi fra il 1990 e il 1992. Preferendo eventi di natura differente è stato possibile rappresentare i due principali atteggiamenti che la stampa ha mostrato rispetto al loro trattamento: da un lato eventi istituzionali quali i referendum, le dichiarazioni d’indipendenza di Slovenia e Croazia e il riconoscimento da parte del Vaticano e della Cee, dall’altro l’assedio di Vukovar, fatto puramente di cronaca. In questo modo, oltre che grazie a precise citazioni e commenti, ho permesso che fossero le parole degli stessi giornalisti a lasciar trasparire il modo differente in cui la stampa, in base soprattutto ai differenti orientamenti politici, si è relazionata ai fatti e ne ha parlato.

Quest’ultima, rilevante questione è stata ripresa con vigore nelle “considerazioni finali”, poste come summa conclusiva dell’intero lavoro. Non si tratta appunto delle solite “conclusioni”: rappresentano qualcosa di non definitivo e acquisito e forniscono ancora nuovi incipit, altre osservazioni. Sono insomma un insieme di ipotesi, pensieri, un reticolo di testimonianze varie e spunti di riflessione che lasciano il lettore solo, a meditare di fronte agli interrogativi suscitati dalla lettura.


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