Bosnia Erzegovina

Una panoramica sull'Islam bosniaco, dalle origini ai giorni nostri. Una tesi di laurea discussa presso l'Università di Padova. Riceviamo e volentieri pubblichiamo

23/07/2012 -  David Ruggini

L’argomento della tesi nasce principalmente dalla considerazione che innumerevoli sono gli eventi di portata mondiale che si sono sviluppati, che hanno avuto ripercussione o che hanno avuto origine nella regione del sud-est europeo.

Partendo dalla celebre frase di Winston Churchill “I Balcani producono più storia di quanta ne possano digerire” possiamo analizzare il Novecento; il cosiddetto secolo breve si apre con l’attentato di Sarajevo del 1914, simbolico inizio della prima guerra mondiale, e si conclude con l’ennesima guerra balcanica a seguito della disintegrazione della Jugoslavia socialista, dove ancora protagonista è la città di Sarajevo a lungo assediata e lacerata dalla guerra.

Nella storia contemporanea si impongono alla nostra attenzione: la crisi politica aperta dalla dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo, che provoca il susseguirsi di tensioni politiche ed etniche lungo le frontiere, la presenza di molteplici conflitti “congelati”, dalla Bosnia Erzegovina alla Macedonia, ed infine dal punto di vista economico, le sorti odierne della Grecia che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbero mettere in discussione l'integrità dell’Unione Europea.

Nell’ultimo decennio, al susseguirsi di diversi eventi di portata internazionale l’interesse per l’Islam ed i suoi fedeli si è rinnovato. Persiste, tuttavia, un luogo comune ossia considerare la religione musulmana come un blocco monolitico: al contrario, essa costituisce una realtà molto complessa, in continua evoluzione, infatti ciò che si cerca di sottolineare è che una delle più importanti peculiarità dell’Islam deriva dal fatto che essa ha differenziato in modo anche molto profondo il proprio messaggio religioso a seconda dei luoghi in cui si è diffuso.

All’interno dell’eterogeneo mondo musulmano l’Islam bosniaco presenta caratteristiche che lo differenziano rispetto alle altre versioni: l’Islam bosniaco è l’unico che si è diffuso in una popolazione europea autoctona come quella slava e rappresenta un esempio interessante di cultura islamica nata in Europa.; è stato “portato” dai turchi-ottomani, non dagli arabi, e ciò ha lasciato una precisa impronta nelle tradizioni, ma anche nelle particolarità linguistiche.

Fondamentalmente appartiene alla corrente sunnita dell’Islam, ma la passata presenza in questo territorio di Sufi e Dervisci ha contribuito alla creazione di un islamismo molto sincretico. In anni recenti poi è stato sottoposto per un lungo periodo al controllo e alla repressione del regime socialista ed è proprio in questa fase che ha assunto una delle sue accezioni più interessanti, ossia quella di caratteristica identitaria nazionale.

La diffusione dell’Islam e la vita dei musulmani bosniaci sono un tema molto ampio, particolare è la percezione attuale dell’Islam in Occidente: per taluni è un modello laico e tollerante sviluppatosi nei secoli, per altri invece è un rifugio di islamisti e mujahidin che si sono installati nella regione durante la guerra degli anni Novanta. Pertanto l’obiettivo prefissato è quello di analizzare in modo possibilmente oggettivo, dal punto di vista storico e sociologico, l’Islam in Bosnia-Erzegovina, registrando i suoi cambiamenti e la sua evoluzione sia all’interno della società bosniaca che nella propria concezione religiosa, passando attraverso alcune tappe fondamentali: il periodo socialista, la costituzione federale del 1974, la morte del maresciallo Tito, l’esplodere dei nazionalismi negli stati federali, e dopo la guerra che ha sconvolto la Jugoslavia tra il 1991 e 1995, quali cambiamenti il conflitto religioso abbia apportato, quale fosse il progetto politico del Partito dominante tra i musulmani bosniaci (SDA), che di tipo di influenze e quali azioni abbiano intrapreso le organizzazioni islamiste mondiali durante e dopo il conflitto.

Il lavoro è organizzato in sei capitoli: la prima parte è un riferimento storico e temporale, perciò si affronta l’argomento cercando di offrire un quadro chiaro della Bosnia-Erzegovina e dell’Islam nei Balcani, toccandone i punti salienti dal Medioevo alla storia contemporanea, passando per la dominazione ottomana, quella asburgica e infine il periodo socialista. Altri due capitoli a sé stanti sono dedicati, rispettivamente, alla recente guerra e agli accordi di Dayton con il relativo sistema burocratico-amministrativo che ne consegue. I successivi capitoli sono dedicati allo studio dell’Islam e della comunità musulmana: le origini della religione e la sua fase iniziale di espansione, il successivo crollo e la rinascita all’interno del regime socialista fino all’autonomia del periodo post-bellico.


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