Un'analisi delle le tappe legislative salienti in materia di minori, con uno sguardo al prima e post-Ceauşeascu, fino a giungere ai giorni nostri con l'ingresso della Romania nell'Unione Europea. Una tesi di laurea

08/05/2008 -  Anonymous User

Di Maria Luisa Rioli

L'idea di questa tesi parte da Sighetu Marmaţiei (o semplicemente Sighet), cittadina del nord nella regione del Maramureş, nei giorni dell'ingresso in Unione Europea. Sighet in rumeno significa "isola" e paradossalmente l'istituto per minori incontrato in quel viaggio, per la precisione il "cămin spital", è esso stesso una zona distante da riferimenti saldi, senza "terra ferma" intorno a cui approdare, una realtà liminare.

Luoghi come questo dovevano essere già chiusi alla vigilia del tanto atteso 1° gennaio 2007, ma quest'obbligo comunitario è stato meno tassativo di quelli economici. È uno dei tanti istituti che la Romania ha ereditato dal suo "Conducator" e che a diciott'anni dalla rivoluzione ricordano quanto il regime sia ancora vicino e le riforme lente. È un luogo paradossale e solo entrandoci si può intuire quanto fosse folle il progetto di Ceauşescu e quanta sofferenza abbia dato al suo popolo.

È da qui che ho voluto iniziare le mie ricerche, dalla complessa realtà degli istituti, nati un tempo come istituti per minori, per cercare i motivi che portano posti simili a esistere ancora, vederne le cause e le responsabilità.

È una delle tante piaghe tragiche della società rumena, resa nota più volte anche dai media stranieri, ma che i governi e gli attori internazionali non sono ancora riusciti a risanare completamente.

L'analisi di questo elaborato parte proprio dal regime di Ceauşescu, da una sua breve presentazione storica e dalle politiche in materia d'infanzia messe in piedi in quegli anni. Le sue politiche demografiche e in particolare il Decreto 770/1966 sul divieto d'aborto sono state giudicate responsabili del boom degli abbandoni, della nascita della categoria dei cosiddetti "bambini di strada" e origine del degrado famigliare rumeno. Guardando al periodo immediatamente successivo alla rivoluzione e alla legislazione prodotta dai governi della transizione verso la democrazia, si valuterà quanto è stato attuato per migliorare le condizioni in cui Ceauşeascu aveva lasciato il paese. In particolare, osservando le "nuove entrate" negli istituti, si cercherà di sottolineare le carenze dei nuovi governi e la mancanza di politiche coerenti ed efficaci. Per cercare di valutare l'incidenza sulla condizione dei minori, si analizzeranno le tappe legislative salienti in materia di minori, con uno sguardo al prima e post-Ceauşeascu, fino a giungere ai giorni nostri con l'ingresso nell'Unione Europea.


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