L'Unione europea deve temere il flusso migratorio proveniente dall'est Europa? E l'Italia, quale il suo ruolo e le sue politiche a tal proposito? Una tesi di laurea. Riceviamo e volentieri pubblichiamo

08/11/2010 -  Eleonora Ambrosi

Negli anni ’90, in seguito al crollo del muro di Berlino ed il collasso dell’Unione Sovietica, l’Unione Europea iniziava un lungo percorso per facilitare la ripresa economica ed agevolare il passaggio dal comunismo al libero mercato di alcuni paesi ex–URSS. Con la creazione di un mercato unico europeo, si andava a delineare quella zona comune all’interno della quale beni e persone potevano facilmente muoversi. Quali sono stati, ad oggi, gli obiettivi che l’Unione Europea ha orgogliosamente raggiunto e quali aspetti sono ancora incerti? Come è avvenuto l’allargamento ad est dell’Unione Europea e perché pare essersi bloccato? È giusto parlare di integrazione o, forse, in alcuni casi, l’auspicata integrazione portava solo ad un progressivo isolamento ed accentuazione della diversità?

Dopo le guerre civili che segnavano drammaticamente la storia dell’ex Jugoslavia negli anni ‘90, l’Europa temeva un’ondata migratoria proveniente da est. Le interviste, le ricerche ed i dossier del tempo, si dividevano fra i sostenitori di questa teoria, e chi, al contrario, affermava che quest’ondata non si sarebbe prodotta a causa delle caratteristiche particolari di questo tipo di flusso migratorio che lo andavano a definire temporaneo. Qual è la verità? L’Europa deve attualmente temere un’invasione da est? Cosa è successo subito dopo le guerre in ex – Jugoslavia e come si sono sviluppati questi flussi migratori?

Qual è stata, e qual è, la risposta dell’Italia in merito? L’immigrazione è da sempre tema di grande attualità, motivo di grandi dibattiti a più livelli: economico, sociale, legislativo. Attraverso un excursus storico, si delineano le politiche immigratorie dei vari governi che si succedevano negli anni ’90. Come porsi, dunque, nei confronti del migrante? A prescindere da ogni presa di posizione politica, i migranti sono esseri umani che, molte volte, affrontano viaggi rischiando la propria vita pur di scappare dalla propria terra. Bisogna allora adottare il punto di vista della Chiesa, non dimenticando mai la necessità del pieno rispetto e della valorizzazione della dignità della persona umana.

La ricerca si basa sul metodo storico. Vengono analizzate fonti di due diversi periodi: prima dell’89 e dopo l’89. Le fonti sono prese da testi, articoli e riviste in lingua italiana, inglese, russa e francese per garantire l’obiettività del lavoro ed il confronto fra diverse realtà ed autori europei. Si analizzano le motivazioni delle migrazioni in generale per poi entrare nello specifico dei flussi migratori provenienti da est.

Cosa siamo in grado di affermare oggi? Il timore di un’ondata migratoria da est Europa è stato infondato per la temporaneità che caratterizza questo flusso più di ogni altro e, in ogni caso, esso non ha sostituito il flusso più consistente diretto verso l’Europa, ovvero quello dal sud del mondo. Ciò che l’Europa deve temere è il flusso migratorio che sfrutta le vie dell’est per giungere ad ovest. È questo tipo di flusso,illegale, a richiedere degli interventi urgenti. Si analizzano, in merito, i casi serbo ed albanese per l’importante ruolo che questi paesi svolgono nel traffico di droga e di esseri umani.


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