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L'Italia nei Balcani, dal mito revisionista al mito della stabilità ita

L'Italia nei Balcani, dal mito revisionista al mito della stabilità

La presenza italiana nei Balcani. Una tesi di laurea. Riceviamo e volentieri pubblichiamo

L’intervento pacificatore italiano, a partire dall’ultimo conflitto balcanico, indica sia la ridefinizione di un piccolo ruolo internazionale che l’opportunità di una riflessione che dal rango arrivi alle radici stesse dell’identità nazionale; di una rielaborazione del passato coloniale e imperialista.

Dal travagliato processo di costruzione nazionale, infatti, è derivata la persistenza di uno schema politico e socio-economico trasformistico-corporativo, a cui possono essere ricondotte tutte le culture politiche italiane, nate da questo lungo processo: attraverso il Risorgimento, il Fascismo e, poi, la Repubblica. Adattandosi reattivamente, nella continuità, al contesto internazionale, secondo schemi fondamentali di politica estera basati sulla dialettica ruolo-rango (internazionale) e (politica estera) continentalista-mediterranea.

Al centro di queste linee di continuità c’è la strutturalità del rapporto tra Italia e Balcani. Strutturalità ideologica, nell’Unità, che deriva dalla tradizione dell’interventismo democratico e dalla sua istituzionalizzazione in chiave nazionalista. Dalla strutturalità delle aree venete, assunta dalla nazionalizzazione e dal ridimensionamento che queste aree subiscono. Anche a partire dalla quale si produce la trasfigurazione del mito risorgimentale.

L’Unità italiana si compie, nella realtà, secondo il modello del diritto di conquista, ossia di un modello approssimabile a quello coloniale; segnalato dalla rivoluzione dall’alto e dalla despecificazione in cui si esprime il mito risorgimentale.

La conquista e la composizione dello Stato unitario sarebbero la premessa di un lungo ciclo colonial-imperialista con le sue fasi successive nel colonialismo e nel revisionismo balcanico. Con il Trattato di Osimo e con l’integrazione – economica, quando non ancora politica – dei Balcani e dell’Europa Orientale in uno spazio europeo riunificato, il ciclo revisionista si chiude anche simbolicamente.

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