(Foto Carla Falzone)

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Cittadinanze, conflitto sociale e nazionalismi alle soglie d’Europa. Una tesi sulla Bosnia Erzegovina nata dagli Accordi di Dayton, e sulle contraddizioni di natura politica, sociale e giuridica che la attraversano. Riceviamo e volentieri pubblichiamo

27/10/2010 -  Andrea Paco Mariani

Nella presente tesi, la cittadinanza nazionale viene assunta non solo come categoria giuridica, ma anche e soprattutto come strumento ideologico di supporto alla rifondazione identitaria della società locale attuata dal potere nazionalista e, di conseguenza, come mezzo finalizzato alla governabilità dei rapporti sociali e alla ridefinizione dei meccanismi di inclusione ed esclusione attraverso i quali viene a costituirsi la nuova identità nazionale.

In Bosnia Erzegovina si assiste oggi al ritorno di una frattura, tracciata in seno all’antico scontro tra città e campagna, che mette in crisi l’approccio di “natura etnica” con il quale si è soliti analizzare le tensioni sociali nel Paese. A Sarajevo, in particolar modo, è possibile notare come oggi lo scontro tra le classi non rispecchi affatto la marcatura etnica, ma si realizza all’interno delle stesse comunità nazionali. Questa evoluzione del conflitto sociale mette così in luce, in ultima istanza, tutta l’incoerenza ideologica del progetto nazionalista costruito nel Paese da 20 anni a questa parte.

All’interno di questa crisi di legittimità è possibile inoltre intravedere la rinascita graduale di un movimento di contestazione civile giovanile, trasversale ai gruppi nazionali, che per la prima volta dal 1991 a oggi tenta di argomentare una critica al potere nazionalista che faccia presa sulla popolazione locale.

Le tensioni che attraversano oggi la cittadinanza bosniaco-erzegovina non possono in alcun modo prescindere inoltre dal graduale processo di integrazione che l’Unione Europea ha avviato ufficialmente dal 2001 nella regione balcanica. La politica di inclusione differenziale attuata dall’UE, cui il sistema di discriminazioni legato alla politica dei visti sul passaporto rappresenta il punto massimo, crea oggi nel Paese un'ulteriore forma di indebolimento del modello di cittadinanza, acutizzando le differenze di status giuridico tra le diverse comunità nazionali che compongono la Bosnia Erzegovina.

In ultima istanza, analizzare come caso di studio la cittadinanza bosniaco-erzegovina, seguendone le due direttrici principali, quella di natura locale e quella di natura europea, permette di decostruire il concetto stesso di cittadinanza moderna, arrivando a cogliere i punti di crisi che attraversano tale modello nella nostra epoca contemporanea.


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