La storia di Mostar e del suo ponte, dal VI secolo a.c ai giorni nostri. Una tesi di laurea. Riceviamo e volentieri pubblichiamo

27/08/2014 -  Antonella Scalise

Le origini della città di Mostar vanno ricercate nel lontano passato preistorico della valle della Neretva, a cui risalgono le tracce archeologiche dei primi insediamenti nell'area. Fin da allora, infatti, il territorio era attraversato da un'importante via che collegava la costa con l'entroterra e che, insieme alla via fluviale costituita dalla Neretva, per secoli garantì gli scambi commerciali tra le tribù illiriche, i greci e i mercanti italici. Da questa via si diramò il fitto sistema stradale creato dai romani nel I secolo d. C., che raggiungeva anche l'area di Mostar.

Tuttavia, fu solo dopo la costruzione del famoso ponte di pietra alla metà del XVI secolo che Mostar assunse una rilevanza determinante all'interno delle dinamiche economiche e amministrative dell'Impero ottomano nel territorio bosniaco costituendosi, pochi anni dopo la conquista, come il centro più importante dell'Erzegovina ottomana.

Le fasi di sviluppo del nucleo urbano ai lati del ponte sono state ripercorse in questa ricerca tracciando una panoramica storica dell'evoluzione insediativa nella più ampia valle della Neretva, con particolare attenzione al sito in cui sorge oggi la città di Mostar, dal VI secolo a. C. (con qualche riferimento anche ai periodi più antichi) fino alla conquista ottomana, quando l'insediamento sulla Neretva, grazie alla costruzione del ponte, si trasformò in breve tempo in una città dai caratteri tipicamente ottomani.

Si è tentato di analizzare, inoltre, come nel corso del tempo, dal XVI fino al XX secolo, i caratteri morfologici e architettonici del complesso fortificato sulla Neretva si siano trasformati – attraverso il succedersi di strutture di legno, antenate dello Stari Most, che consentivano il passaggio del fiume – accompagnati da un’evoluzione nell'insieme di valori simbolici acquisiti dal ponte prima e dopo la sua distruzione. Sono stati individuati gli avvenimenti che hanno portato alla stratificazione di tali valori e alla trasformazione del ponte da milieu de mémoire – uno di quei luoghi per i quali gesti, parole e tradizioni, intrinsecamente presenti nella coscienza collettiva giocano un ruolo fondamentale nel rafforzare l'identità, a lieu de mémoire – uno di quei luoghi che convogliano la memoria degli eventi passati dentro se stessi, quelli specificamente creati con lo scopo di ricordare – fino all'iscrizione (sulla base proprio dei nuovi significati acquisiti dalla struttura) del complesso dello Stari Most nella World Heritage List.

I dati utilizzati per questa ricerca sono stati raccolti grazie alle indagini fatte negli archivi, nelle biblioteche, nelle emeroteche e negli istituti di cultura di Mostar e Sarajevo. La maggior parte degli studi riguardanti la storia dell’area di Mostar prima del Novecento è pubblicata in bosniaco o in turco, per questa ragione il materiale consultato è in massima parte in lingua originale (prevalentemente in bosniaco). La ricerca è stata, dunque, accompagnata da un attento lavoro di traduzione dei documenti e di analisi comparativa tra le fonti storiche narrative e documentarie (principalmente romane, bizantine e ottomane) e gli studi sui ritrovamenti archeologici fatti a partire dagli anni Cinquanta del Novecento, che hanno permesso di delineare, per quanto possibile, un quadro organico dell'evoluzione storica del sistema urbano di Mostar e del suo ponte, lasciando aperti spunti di ricerca e di ulteriore approfondimento.


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