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concordo

Concordo Milice. Purtroppo, il risultato finale è lo stesso come nel sud Europa. La gente è insodisfatta e insicura lavorativamente e socialmente. Anzi, se noi possiamo sempre trovare un capro espiatorio nel governo ladro, loro devono essere ancor più incazzati, secondo me. E' il sistema che è marcio chiunque sia al suo vertice. Certo,non è uguale se devi dividere le briciole con una persona onesta o con un mascalzone che non ti lascia nemmeno le briciole!

responsabilità

Il mio parametro è il cambio dei politici dopo uno scandalo, o dopo un governo incapace, nei certi paesi. Gli altri, invece, vivono le constanti "opoli" (o le "afere" in serbo) create sempre dagli stessi superpotenti. Gli altri hanno le dinastie oligarchiche (Papandreou e Karamanlís per esempio). Gli altri hanno stranamente un forte controllo d'informazione in tv (purtroppo oggi più importante della stampa)... Finché in certi paesi sono spariti dalla scena politica un Vaclav Havel a 67 anni, Gyula Horn a 66 anni e Milan Kucan a 61 anni, "i divi" dagli altri paesi non spariscono mai.

ricerca del modello

Noto con piacere però che i paladini del neoliberismo si stanno coprendo il capo di cenere e stanno nazionalizzando le banche, le fabbriche giustificandosi che è un momento di passaggio. Illusione! Sempre di più si rincorerrà alla regolarizzazione pianificata dei mercati e nel futuro prevedo una sorta di semidittatura. Speriamo solo di poter scegliere il tipo della stessa. Se questo mi rende felice? Certamente no. Fino a quando non hanno assasinato il mio paese potevo avere delle speranze di ogno genere. Ora vivo alla giornata:a volte ne ho moltissime a volte per niente. Io vivo molto il territorio: il pianeta milanese è molto interessante, contradittorio, poacevole e disperato. Ho degli amici di molte nazionalita ed estrazioni sociali diverse. Cerco di far incontrare i due mondi, ma mi rendo conto che è impossibile. Mai un ricco si sentirà a suo aggio con un povero e viceversa, l'ho sperimentato. Ed è proprio quello che ho mensionato all'inizio:la divisione per classi sociali. Marx non è stato per niente ne superato ne compreso, anzi, è attualissimo!
Infine, una domanda a Milica di Bari: secondo i quali parametri hai portato le differenze di assunzione di responsabilità fra i paessi dell'Europa centrale e quella del sud?

x viazkii

Sono contenta se tu hai trovato quello che cercavi. Forse la tua risposta è vera: a volte dimentico che scrivo su un sito italiano e mi sembra che tutti sappiano perfettamente di cosa si tratta e che abbiano vissuti lì le stesse nostre esperienze. Chiedo scusa. E' il merito di OB che sta davvero aprofondendo molto tutta l'era. Dal mio punto di vista, l'articolo può anche avere qualche spunto qua e là, ma rimane inutile. Mi sembra una chiacherata al bar, uno scambio molto grossolano di domande e risposte. Consiglio invece sullo stesso tema che certamente rimane un tema interesantissimo, l'ottimo scrittore tedesco che adoro, della Germania del Est, Ingo Schulze. I suoi libri sono dei veri capolavori. Non ho dato ne mi permetterei mai di dare il giudizio sull'intero operato della Drakulic, anche perchè non lo conosco molto, ho letto un paio di libri, il commneto l'ho circoscritto solo su questo articolo. Vedo con piacere di essermi sbagliata.
Infine, non ho le certezze, tranne quelle che ho vissuto, ma una forte convinzione che tra i due sistemi dove ho vissuto, quello socialista della Jugoslavia, con alcune corezzioni, volentieri lo aplicherei a livello globale, ciascun paese con le dovute specificità. Quello capitalista che vivo ora no. Non perchè io viva male, anzi, ma perchè non tutti hanno lo stesso diritto alle cose essenziali che uno stato deve procurare ai suoi cittadini.

@viazkii

Slavenka è davvero grande, suggerisco "They Would Never Hurt a Fly", un libro spaventoso e spiritoso allo stesso tempo. In un punto, però, non sono d'accordo con Slavenka. "Il concetto di responsabilità" non è comune in tutta l'Europa del Sud (incluse la Grecia, l'Italia ed i Balcani), ma comunque esistente nella Repubblica Ceca, la Slovenia o l'Ungheria, indipendentemente dal passato comunista.

bella analisi

beh, inutile non direi, anzi, alcune letture della drakulic dell'attuale crisi sono condivisibili. vero è che, probabilmente, la generazione che si trova a rimpiangere i tempi andati è quella di chi aveva 30 anni quando le cose sono cambiate. tutte le persone di quella fascia di età con cui ho parlato nei balcani dicono le stesse cose: partono dicendo 'che brutta cosa era il comunismo' e finiscono per raccontarti come stavano meglio prima. il fatto è che la trasformazione non è stata solo economica e sociale, ma anche (soprattutto?) culturale e semiotica. tra vent'anni qualcuno di lì scriverà un libro dal titolo "come siamo sopravvissuti alla transizione senza riuscire mai a ridere".
poi un'altra cosa, io stimo tantissimo la drakulic, mi piace la sua lettura qui ribadita della "mentalità comunista" osservata dal punto di vista delle abitudini anche quotidiane, ma davvero drakulic pensa che ciò che salverà i paesi dell'est dalla crisi è la loro mentalità patriarcale?

brava Slavenka (per Jasmina)

Jasmina, non sono d'accordo con te, l'articolo mi sembra illuminante, almeno per me e credo per molti cittadini italiani che non hanno vissuto il comunismo sulla loro pelle, ma anzi, l'hanno desiderato.
L'autrice ha cercato di fare un quadro, dal suo punto di vista, equilibrato e comprensibile a tutti i lettori, non solo rivolto ai cittadini della ex Jugoslavia. Non ha approfondito gli argomenti, credo volutamente; sia perché probabilmente avrebbe avuto bisogno di tutto lo spazio del sito che l'ha ospitata, ma soprattutto credo perché in questo momento particolare, delle risposte e delle certezze assolute, anche lei non le ha...
E mi sembra giusto, tu Jasmina, hai certezze? Io no, ho solo "nostalgie" e non sono per niente ottimista per il futuro, sia per l'Europa dell'Est che dell'Ovest. E me ne dispiace enormemente soprattutto per tutte le persone che dovranno "tirare la cinghia". L'unica mia certezza è che saranno molte.

articolo inutile

C'è un termine molto importante nella lingua serbo-croata: raslojavanje drustva. Tradotto sarebbe la stratificazione della società, la divisione per classi sociali. In atto è proprio questo. E' questo è un fenomeno importante e pericoloso. Abbiamo assistito al processo: classi sociali - rivoluzione - eguaglianza (o presunta tale). Da vent' anni assistiamo ad un processo inverso - eguaglanza (o presunta tale) - stratificazione sociale - (rivoluzione)? Certamente mi aspettavo di più da questo articolo. In sintesi - inutile.

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