Giustizia
Requiem per una Corte
Cos'è più importante? Amministrare la giustizia o ottenere un qualche tipo di pace? Il Tribunale dell'Aja ha scritto la storia della dissoluzione della Jugoslavia attraverso la lottizzazione, politicamente motivata, delle responsabilità tra gli ex belligeranti. Questa nuova narrazione storica avrà conseguenze negative di vasta portata. Un commento
La distanza tra il Tribunale dell'Aja e noi
ll Tribunale dell'Aja per l'ex Jugoslavia ha svolto un ruolo fondamentale, ma ha dimenticato coloro nel cui interesse operava. Le recenti sentenze Gotovina e Perišić, la lotta per arrivare ad una narrazione comune del traumatico passato della regione
Una giustizia lontana dalla riconciliazione
Il Tribunale dell'Aja ha contribuito a rafforzare narrazioni concorrenti e contrapposte rivendicazioni di vittimismo etnico. La lezione dell'esperienza sudafricana e l'importanza di strumenti regionali per il confronto con il passato
Assolto anche Momčilo Perišić. Che ne è della riconciliazione?
Dopo l’assoluzione in appello dell’ex capo di stato maggiore dell’esercito jugoslavo Momčilo Perišić presso il Tribunale dell’Aja, la domanda che rimbalza nell’opinione pubblica internazionale verte sul delicato processo di riconciliazione nella regione
Nataša Kandić: ora sono un’altra persona, a me più cara
Dallo scorso dicembre Nataša Kandić ha passato il testimone, non è più direttrice del Centro per il diritto umanitario (FHP). Il bilancio e alcune memorie della sua lunga esperienza di attivista per i diritti umani
Il dibattito sul Tribunale dell'Aja per la ex Jugoslavia
Il Tribunale ha fatto il tribunale, ma non è riuscito a raggiungere le società attraversate dai conflitti. Una prima sintesi del nostro dibattito
Lo scrittore azero accusato di tradimento
Akram Aylisli voleva dimostrare che i suoi compatrioti azeri erano capaci di ammettere gli errori del passato, ma le umiliazioni di cui è vittima suggeriscono che si sbagliava
Kosovo, testimoniare a proprio rischio e pericolo
La protezione dei testimoni in Kosovo è uno degli anelli deboli nella lotta a corruzione e crimine organizzato. Il codice di procedura penale recentemente approvato, sostiene però Andrea Lorenzo Capussela, non migliora le cose, ma rende le deposizioni ancora più rischiose per chi testimonia in tribunale. Un commento
Albania: due anni dal 21 gennaio
Oggi in Albania una manifestazione ricorderà i fatti di sangue del 21 gennaio di due anni fa quando la Guardia nazionale albanese sparò su una manifestazione contro il governo Berisha. Furono 4 i morti e ancora non vi è nessuna verità processuale
Il collasso della giustizia transizionale nella ex Jugoslavia
L'assoluzione di due generali croati da parte del Tribunale internazionale per i crimini nella ex Jugoslavia mina le fondamenta stesse della teoria che i tribunali internazionali possano contribuire alla pace e alla riconciliazione in situazioni post-conflitto. Una nostra traduzione
Agli arresti il Paperon de Paperoni serbo
È l’uomo più ricco della Serbia ed uno dei più potenti. Fino a pochi giorni fa Miroslav Mišković sembrava un intoccabile, oggi è agli arresti e sotto indagine della magistratura per privatizzazioni sospette
Crimini di Oluja, test per la giustizia croata
Dopo l’assoluzione al Tribunale internazionale dell’Aja dei generali Gotovina e Markač, la magistratura croata dovrà dimostrare di sapere giudicare i crimini compiuti da parte croata negli anni '90, senza quella disparità a sfavore degli accusati serbi, praticata fino ad ora
Croazia, governo in galera
L’ex premier croato Ivo Sanader condannato a dieci anni per corruzione. Ma non è l’unico, sono diversi i membri del suo governo a processo per corruzione
Tempesta in Serbia: le reazioni alla sentenza del TPI
Ingiusta, scandalosa, politicamente motivata. L’assoluzione di Gotovina e Markač da parte del Tribunale penale internazionale provoca l’indignazione della leadership serba e di gran parte dell’opinione pubblica del paese
Gotovina e Markač in libertà, Oluja senza colpevoli
La liberazione in appello dei generali croati Gotovina e Marakač, accusati dal TPI dell’Aja di crimini di guerra, ha innescato in Croazia un’euforia collettiva. I crimini dell’operazione Oluja restano però senza colpevoli
Il gulag in mezzo al mare
Giacomo Scotti è stato il primo a rivelare agli italiani l'esistenza di Goli Otok, il gulag titino in mezzo al mare Adriatico, simbolo di un "arcipelago concentrazionario" nel quale sono stati deportati tra il 1949 e il 1955 migliaia di oppositori al regime del Maresciallo. Da allora Scotti non ha mai smesso di scavare alla ricerca di nuove e più approfondite verità. Una recensione. Riceviamo e volentieri pubblichiamo
L’Esercito turco sotto il “Martello”
365 imputati, tutti militari dell’esercito turco, accusati del tentato golpe del 2003, nome in codice “Martello”. Venerdì scorso la sentenza: 325 le condanne, tra cui alti ufficiali. In attesa dell'appello, c'è chi definisce il processo la "Norimberga turca" e chi solleva dubbi e critiche
Macedonia, il teatro della lustrazione
In Macedonia il processo di confronto con il passato comunista del Paese si sta trasformando in una vera e propria macchina del fango. Pubblicate le liste degli ex collaboratori dei servizi segreti, sempre più esteso il numero di persone da controllare. Le ex spie, vere o presunte, sono immediatamente rimosse dagli incarichi pubblici. A rischio la privacy e i diritti civili
Turchia, il fantasma cupo della tortura
La nomina di Sedat Selim Ay, funzionario di polizia processato più volte per accuse di tortura e violenza sessuale negli anni '90, a nuovo vice-capo della sezione antiterrorismo della questura di Istanbul, ha sollevato polemiche e riportato in Turchia l'attenzione su una questione dolorosa e ancora aperta. Divergenze anche all'interno del partito di governo, l'AKP di Tayyip Erdoğan
Albania: se il Kanun degenera
Nel nord del paese sono frequenti i casi di vendetta di sangue. Uccisioni che avvengono nel nome del Kanun, la legge tradizionale, che però nei fatti non viene rispettata. E si spara anche sulle donne. Marjola Rukaj spiega perché il Kanun, la tradizione e Lek Dukagjini non siano le cause principali del problema, ma il suo sintomo
12 settembre 1980. La Turchia allo specchio
Il colpo di Stato militare del 12 settembre 1980 è uno dei periodi più tragici della Turchia contemporanea. Oggi i due generali golpisti superstiti Kenan Evren e Tahsin Şahinkaya sono alla sbarra, dopo che il referendum del 2010 li ha privati dell'immunità. Per il giornalista di Radikal İsmail Saymaz, però, le ferite aperte da quegli eventi sono lontane dall'essere rimarginate. Nostra intervista
Triste Srebrenica
L'11 luglio e la nuova battaglia per Srebrenica, con un aggiornamento sugli sviluppi del processo a Radovan Karadžić. Nostro commento
Grecia - Germania, le fratture della storia
La crisi economica in Europa riporta a galla animosità e diffidenza, soprattutto nei luoghi segnati dalle ferite della storia. Come Distomo, villaggio della Beozia occidentale, teatro nel 1944 di uno dei peggiori eccidi nazisti nella Grecia occupata. Qui le recriminazioni contro l'austerità voluta dalla Merkel si sfiorano, fino a toccarsi, con richieste di risarcimento mai soddisfatte. Un reportage
Georgia, l'ora delle confische
Nuova fase dello scontro tra il governo guidato da Saakashvili e il movimento d'opposizione del miliardario Bidzina Ivanishvili: ora si è passati alla confisca di antenne paraboliche. Sullo sfondo il controllo dei media televisivi in vista delle ormai imminenti elezioni politiche
Cancellati, condanna per la Slovenia
20mila euro di risarcimento a testa, per sei “cancellati” che hanno fatto ricorso alla Corte europea per i diritti umani. Ma in Slovenia, più che porre l’accento sulla violazione dei diritti di queste persone si sta discutendo di quanto i cancellati costeranno alle casse dello stato
Macedonia e fondamentalismo. Una strage in cerca di risposte
Lo scorso 12 aprile, l'uccisione di cinque persone sulle rive del lago di Smiljkovo, alla periferia di Skopje, ha fatto vacillare la coesione etnica della Macedonia. In carcere per l'accaduto vi sono ora cinque persone, accusate di far parte di un'organizzazione terrorista islamica. Una spiegazione che ha sorpreso il paese, lasciando molte domande ancora senza risposta
Mladić: silenzio e lacrime in galleria. Intanto il processo è sospeso
Secondo giorno del processo all'Aja per Ratko Mladić. Si parla di Srebrenica e fuori dall'aula le madri e mogli delle vittime ricordano il massacro. Ma dopo questa due giorni i lavori del tribunale sono già sospesi
Processo Mladić, tra giustizia e dolore
Le madri di Srebrenica, una miriade di giornalisti, gli avvocati e l'accusa. Giustizia, dolore e informazione. Parte così il processo contro il generale serbo-bosniaco Ratko Mladić, accusato di genocidio e crimini contro l'umanità, presso il Tribunale penale dell'Aja. Un racconto da chi ha seguito l'intera giornata
Processo Mladić, primo atto
L'apertura del processo a carico di Ratko Mladić rappresenta un successo del Tribunale dell'Aja. Il compito di fare i conti con il nostro recente passato non può tuttavia essere demandato ai soli giudici, in assenza di un intervento della politica e della società civile a livello europeo. Un commento
Mladić all'Aja: tempo di giustizia
Inizia oggi all’Aja il processo a Ratko Mladić: l’ex capo dell’esercito serbo-bosniaco è chiamato a rispondere di genocidio, crimini contro l’umanità e violazione delle leggi e delle consuetudini di guerra
































