Vent'anni di attività e progetti in Albania. Ora ricordati con una serie di iniziative. E un obiettivo chiaro per il futuro: l'integrazione nell'Unione europea. Un'intervista a Flavio Lovisolo, direttore di Cooperazione Italiana in Albania

13/04/2010 -  Marjola Rukaj Tirana

In cosa consiste l'iniziativa 1990/2010 Insieme per l'Europa: la Cooperazione Italiana allo Sviluppo per l’Albania? Qual è il suo obiettivo?

In occasione del ventennale della presenza della Cooperazione Italiana allo Sviluppo in Albania l'obiettivo è far conoscere ai cittadini albanesi, e soprattutto ai giovani, quanto è stato fatto in questi anni. La storia della Cooperazione Italiana in Albania è una bella storia da raccontare. L’Italia c’è stata nei momenti difficili delle crisi, ha accompagnato l’Albania nella ricostruzione ed oggi è presente per sostenere il Paese delle aquile nella sua adesione all’Europa.

Abbiamo pensato così di presentare gli interventi realizzati attraverso una serie di conferenze tematiche, che si tengono tra il 12 aprile e il 7 maggio. Al contempo ha luogo una rassegna cinematografica di classici film italiani degli anni 1950-70, che mira a presentare agli albanesi la via dell’Italia allo sviluppo, cosi com’è rimasta immortalata dai grandi registi del Neorealismo. Abbiamo inoltre indetto un concorso giornalistico, rivolto alla cittadinanza albanese, per premiare il miglior articolo e il miglior filmato sul tema delle attività della Cooperazione Italiana in Albania. In contemporanea è esposta una mostra fotografica di Roland Tasho, famoso fotografo albanese, sui programmi e progetti finanziati nell’arco temporale 1990/2010. Lo scopo quindi è di aprire la Cooperazione Italiana agli occhi del grande pubblico.

Perché l'iniziativa è stata chiamata Insieme per l'Europa?

Insieme per l'Europa dà un po’ il senso del nostro agire futuro. La comunità dei donatori che opera in Albania e il governo albanese hanno come obiettivo principale l'integrazione europea. Le nostre attività di cooperazione devono essere integrate con l'attività dell'Unione Europea, in particolar modo con il suo programma IPA (Instrument of Pre-Accession Assistance). Sempre più si sta rafforzando il coordinamento fra donatori europei qui in Albania, sulla base del Codice di Condotta UE sulla divisione del lavoro nella cooperazione allo sviluppo. Siamo stati i facilitatori di questo esercizio di distribuzione dei compiti in ambito UE, che si è concluso almeno nella sua prima fase in Albania. Tutto questo è stato fatto in collaborazione con il Dipartimento per le Strategie e il Coordinamento Donatori della Presidenza del Consiglio albanese.

Quali temi particolari affrontano le conferenze?

L’Ufficio di Cooperazione dell’Ambasciata organizza la conferenza sul tema, Sviluppo locale e valorizzazione del territorio: l'esperienza italiana ed albanese, che vedrà la partecipazione di esperti italiani nel settore della programmazione negoziata a livello locale, del calibro di Aldo Bonomi e Francesco De Rita. La conferenza si pone quindi l'obiettivo di illustrare agli interlocutori albanesi le esperienze italiane, quali i distretti industriali e i patti territoriali, al fine di identificare un modello albanese di sviluppo locale. Altri soggetti italiani, coinvolti in iniziative di cooperazione allo sviluppo in Albania (Regioni, ONG, Organismi Internazionali), affronteranno numerosi altri temi in altrettante conferenze, individuando le principali sfide che l'Albania è chiamata a fronteggiare in alcuni ambiti quali la migrazione di ritorno, lo sviluppo rurale, la sanità e l'educazione.

Quali sono state le principali attività della Cooperazione Italiana allo Sviluppo in questi anni?

Possiamo sinteticamente individuare tre fasi. La prima riguarda gli anni ‘90 quando la Cooperazione Italiana partecipa alle missioni internazionali di aiuto umanitario, tutte a guida italiana. Nelle operazioni Pellicano del 1992, Alba del 1997 e Arcobaleno del 1999, l’Italia lega il soccorso umanitario alla ricostruzione delle infrastrutture di prima necessità. Il Protocollo di Cooperazione del 2002 avvia una nuova fase in cui l’attività della Cooperazione Italiana si focalizza sui processi di sviluppo, contribuendo alla forte esigenza di adeguare le infrastrutture del Paese alla grande necessità di crescita. L'Italia finanzia quindi interventi nel settore idrico, energetico, nei trasporti, nella costruzione delle strade e delle linee elettriche ma anche progetti di consolidamento delle istituzioni. Ora si è arrivati alla vigilia della firma di un nuovo Protocollo che apre un'altra fase. Si allenta l’impegno nel settore delle infrastrutture e si orientano le risorse verso lo sviluppo del settore privato, l'agricoltura, lo sviluppo sociale ma soprattutto l’assistenza alle autorità albanesi nel processo di integrazione nell'Unione Europea.

Come avviene in concreto l’attuazione dei programmi e progetti della Cooperazione Italiana nei vari settori?

Per la realizzazione di opere infrastrutturali operiamo attraverso crediti di aiuto a tasso agevolato che il governo italiano accorda al governo albanese. In ambito infrastrutture possiamo ricordare il progetto per il ripristino dell’acquedotto di Bovilla, la costruzione dei tratti autostradali Lushnje-Fier e Scutari-Hani Hotit e la ristrutturazione del porto di Valona, nonché il collegamento della linea elettrica da Tirana ad Elbasan. Nel settore privato interveniamo invece con una linea di credito in favore delle piccole e medie imprese. Si tratta di un fondo di oltre 25 milioni di euro erogato attraverso il sistema bancario albanese. Questo strumento facilita l’accesso al credito per le piccole e medie imprese, che beneficiano di tassi più convenienti rispetto a quelli di mercato. Al tempo stesso poniamo alle imprese dei vincoli, come l'acquisto di tecnologia italiana nella misura del 70%, ma la realtà va ben oltre questa cifra, arrivando all'80-85%. Questo è un programma che ha riscontrato notevole successo, in particolar modo in questo periodo di crisi economica.

Non dobbiamo però dimenticare il settore dell'educazione, della sanità e dell'agricoltura, in cui operiamo anche tramite progetti a dono, attuati dalle ONG partner della Cooperazione Italiana. In Albania è anche molto attiva la Cooperazione Decentrata delle nostre Regioni. Sono quindi innumerevoli le iniziative che in questi anni legano l'Italia all'Albania all'insegna dell’impegno allo sviluppo. E' di tutto questo che vogliamo parlare nell'iniziativa 1990/2010 Insieme per l'Europa: la Cooperazione Italiana allo Sviluppo per l’Albania, che è stata inaugurata dal ministro degli Affari Esteri il 12 aprile.

Cosa apporterà il nuovo Protocollo di Cooperazione pluriennale (2010-2012) siglato ieri?

Il Protocollo riguarda un programma di cooperazione di 51 milioni di euro. Fra gli elementi più interessanti, si può segnalare che 15 milioni di euro saranno usati per rifinanziare il programma a sostegno delle piccole e medie imprese albanesi già in corso, orientandolo di più verso il comparto agro-industriale. Altri 10 milioni di euro saranno destinati più specificamente ad un programma di modernizzazione del settore agricolo, che comprenderà iniziative a favore delle imprese agricole ma anche interventi per dotare le istituzioni albanesi degli strumenti necessari a gestire, nel prossimo futuro, i fondi europei per lo sviluppo rurale. L’elemento più innovativo del nuovo protocollo è il programma di conversione del debito, per 20 milioni di Euro. Grazie a questo meccanismo, l’Italia “converte” una parte del debito contratto dall’Albania in fondi che il Governo albanese userà per finanziare progetti di sviluppo concordati con la Cooperazione Italiana. Il programma sarà dedicato esclusivamente a iniziative in ambito sociale, vale a dire nei settori della sanità, dell’istruzione e delle politiche del lavoro, con l’obiettivo di favorire l’accesso della popolazione a servizi socio-sanitari e socio-educativi di qualità. Abbiamo scelto la data del 12 aprile per inaugurare l’iniziativa 1990/2010 Insieme per l'Europa: la Cooperazione Italiana allo Sviluppo per l’Albania proprio in coincidenza della firma di questo nuovo Protocollo.


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