Con il 2006 si concludono le azioni di cooperazione previste dal Programma INTERREG III, avviato nel 2000. Molti territori italiani, attraverso il coinvolgimento delle proprie amministrazioni locali, sono state coinvolte nella realizzazione di progetti e attività con l'area balcanica

07/11/2006 -  Nicole Corritore

INTERREG III è un'iniziativa comunitaria del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per la cooperazione tra regioni dell'Unione Europea per il periodo 2000-2006. Obiettivo dell'iniziativa avviare un processo di sviluppo del territorio comunitario che vada al di là dei confini geografici di ciascun Stato, soprattutto in vista dell'apertura ai paesi in pre-adesione e a paesi terzi. Rafforzare quindi la coesione economica e sociale nell'Unione Europea promuovendo da un lato la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale e dall'altro lato lo sviluppo equilibrato del territorio.

Il Programma INTERREG III si basa innanzitutto sul documento "Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo", definito a Postdam nel maggio del 1999, con il quale l'Unione volle fornire gli orientamenti mirati allo sviluppo equilibrato e sostenibile del territorio europeo, per conseguire tre obiettivi fondamentali: la coesione sociale; lo sviluppo sostenibile del territorio con attenzione al tema dell'ambiente; un maggior equilibrio nella competitività del territorio europeo.

Gli assi del Programma INTERREG si sono dunque sviluppati in tre "sezioni":

Cooperazione transfrontaliera (A), per rafforzare la cooperazione tra regioni confinanti al fine di creare poli socio-economici mediante strategie di sviluppo territoriale comuni. Le zone ammissibili sono tutte le zone NUTS (Nomenclatures des Unité Territoriales Statistiques) III, situate lungo i confini terrestri interni ed esterni alla Comunità e alcune regioni marittime definite allo stesso livello.

Cooperazione transnazionale (B), per rafforzare la cooperazione tra autorità nazionali, regionali e locali e per promuovere una maggior integrazione territoriale tra gruppi di regioni europee con il fine di realizzare uno sviluppo armonioso ed equilibrato nella Comunità Europea del territorio dell'area CADSES (Central Adriatic Danubian South-Eastern European Space). Le zone ammissibili sono più precisamente quattro paesi dell'UE (Grecia, Austria, Italia adriatica e Germania orientale), l'intero territorio dei Nuovi Stati Membri (repubblica Ceca e Slovacca, Polonia e Slovenia) e Stati Terzi interessati dal prossimo, in alcuni casi imminente, allargamento dell'Unione verso est: Romania, Bulgaria, parte dell'Ucraina, Moldavia, e i paesi balcanici di Croazia, Serbia, Montenegro, Macedonia, Albania e Bosnia Erzegovina.

Cooperazione interregionale (C), per migliorare l'efficacia delle politiche e degli strumenti di sviluppo regionale e di coesione, attraverso la creazione di reti, soprattutto tra aree in ritardo di sviluppo o in fase di riconversione. Per la cooperazione interregionale l'Europa è stata suddivisa in quattro regioni di programma: Nord, Est, Sud, Ovest. Ad essa possono accedere tutte le regioni dell'Unione Europea, sia che siano interne sia che siano ai confini.

Attenzione particolare merita, per quanto riguarda l'area dei Balcani, il Programma INTERREG IIIA Transfrontaliero Adriatico, che nel periodo 2000-2006 ha avuto come obiettivo generale quello di promuovere lo sviluppo socio-economico e la cooperazione tra i Paesi dell'Area Adriatica. Il programma, che ha visto la partecipazione di molte province e regioni italiane ed è amministrato dalla Regione Abruzzo, ha coinvolto l'intero territorio dei Paesi Adriatico Orientali (POI): Croazia, Bosnia Erzegovina, Albania, Serbia, Montenegro. Il contributo dei Fondi strutturali speso per questa parte del programma ammonta a 50,5 milioni di euro, su un costo totale di spesa di 101,01 milioni di euro.

Quattro le priorità di azione (assi) su cui si impernia INTERREG IIIA Transfrontaliero-Adriatico: tutela e valorizzazione ambientale, culturale ed infrastrutturale del territorio transfrontaliero; integrazione economica dei sistemi produttivi transfrontalieri; azioni di rafforzamento della cooperazione; assistenza tecnica all'attuazione del programma, per il quale è stato previsto un finanziamento comunitario aggiuntivo di 7,07 milioni di euro.

Va sottolineato che a seguito della pubblicazione delle "Linee Guida per l'implementazione dei Programmi di Prossimità sui confini INTERREG/CARDS ed INTERREG/TACIS 2004-2006", il PIC INTERREG IIIA Transfrontaliero-Adriatico ha cominciato ad evolversi secondo forme giuridiche e modalità operative proprie dei Programmi di Prossimità, assumendo anche la denominazione di Nuovo Programma di Prossimità Adriatico (NPPA).

Questa evoluzione è stata perseguita per coordinare al meglio i diversi fondi ai quali il programma attinge: il FESR, che prevede l'utilizzo delle risorse solo all'interno del territorio comunitario, e i fondi per la cooperazione esterna ai quali possono accedere anche paesi terzi (fondo CARDS per i Balcani occidentali, TACIS per le repubbliche ex-sovietiche e PHARE per i paesi candidati). Oltre ad affrontare il problema di coordinamento della gestione dei fondi, con i Programmi di Prossimità si è tentato di coinvolgere direttamente i Paesi terzi sia sul piano finanziario sia sul piano della elaborazione e della gestione dei programmi in base al principio di pariteticità dei partner coinvolti.

In base ai dati relativi alle attività realizzate finora nell'ambito di INTERREG IIIA Italia-Balcani, sono circa settanta i progetti attivati. Tra questi, troviamo nel database contenuto dal sito di Balcanicooperazione progetti culturali come "Nei suoni e nei luoghi" realizzato da soggetti del territorio del Friuli-Venezia Giulia, interventi nel settore del welfare come "NEW" realizzato da province emiliano-romagnole, ma anche progetti nel settore ambientale come "ADRI.BLU" che vede il coinvolgimento di Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, "ADRIA-SAFE" e "Ma.H.L.DE.NET." che coinvolgono numerose province oltre ad altre Regioni come Abruzzo, Puglia e Marche.

Il programma INTERREG è stato ed è tutt'ora uno degli strumenti finanziari più utilizzati a sostegno della cooperazione decentrata tra l'area balcanica e le regioni italiane della sponda adriatica. Esso confluirà, dal 2007, in parte nell'IPA (Instrument for Pre-Accession Assistance), strumento di assistenza finanziaria di pre-adesione creato di recente dalla Commissione Europea, e in gran parte nell'Obiettivo 3, strumento della politica di coesione europea che persegue l'integrazione armoniosa ed equilibrata del territorio dell'Unione.