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Commenti

Jokic Serbo

Jokic è nato a Donja Toplica vicino a Valjevo in Serbia.
Smettetela di prendervela col Montenegro che, a tutt'oggi, è l'unica repubblica ad aver fatto pubblica ammenda delle sue colpe, comunque minori, durante il conflitto nella ex-jugoslavia.

jokic

strano, anche per la bbc era serbo...
http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/3185537.stm

Montenegro? No, grazie.

Montenegro era e rimanerà una repubblica delle banane. Rilassatevi, peggio di prima non può' andare.....

Jokic

Piantiamola con certe fesserie: il generale Miodrag Jokic era più montenegrino che mai. nonostante il vento sia ora cambiato, e qualcuno si sia reso conto che ora conviene fare delle avance a Zagabria. stringi stringi, tra un po' le responsabilità di tutto ricadranno su un unico uomo: Milosevic. che qualche tonto ancora vedrà come incarnazione della collettività serba (ridotta, per chissà quale rompicapo logico, ad un solo pollice).

che rabbia

Sono andato di persona a Cattaro ultimamente e posso dirlo: il Montenegro oggi? un Paese in cui la mentalità comune della gente (piccoli e grandi, ricchi e poveretti, operai e ambasciatori) è questa: svendiamo a cani e porci le nostre terre, le nostre casette sul mare, la nostra natura, la nostra marina, il nostro passato, così possiamo comprarci il mercedes, scorrazzare per le vie dei nostri paeselli, far vedere ai nostri vicini quanto è grosso il nostro bolide e passare così le nostre giornate. e non c'è più uno Stato che moduli in maniera un po' più saggia questo comune spirito, perché ormai questo stesso spirito è proprio quello dello Stato. il nuovo Montenegro indipendente? una repubblica delle banane, che affida ad altri il proprio futuro "turistico", non sa ragionare nel lungo periodo, non ha strategie convincenti, si vede in buona compagnia nella NATO con Albania e Bosnia. Contenti loro...noi staremo a vedere. solo che tutto questo mi mette una tale tristezza...perché vuol dire dar via il c..o (scusate la volgarità) ai forti e agli arroganti, sempre gli stessi ormai. e lo spirito patriottico dei montenegrini (tutti eroi, diceva Rebecca West) dove è finito? in fondo al mare, come le loro vecchie navi arrugginite. volevano l'indipendenza, ora non riescono nemmeno a rendersi conto di essere più dipendenti di prima, anche se da altri padroni.

CCCC

Ma de ci mancherebbe solo aver malinconia di quel paese forte e sicuro, comunista ,rosso-titoista-partigiano,fratellenaza eunità parole che mi fanno vomitare,ognuno per la propria strada. Stati -nazione.

malinconia

21 anni che mi reco in Jugoslavia...che malinconia di quel paese forte e sicuro.

domanda

"la jugoslavia era uno dei pochi paesi al mondo a costruire sottomarini.."
non ho grandi conoscenze a riguardo ma so che i grandi costruttori di sottomarini sono:USA,RUSSIA FRANCIA,GRAN BRETAGNA,ITALIA ,GERMANIA,POLONIA.
MI piacerebbe un piccolo approfondimento sul tema!
Saluti ,grazie.

commento

La smilitarizzazione di un paese è sembre una buona cosa, ma negli ultimi anni che mi reco nei paesi dell'ex Jugoslavia sento sempre le stesse cose: "Se prima il sistema non era buono adesso è ancora peggio!" Si è passati da un sitema comunista forte ad un sistema capitalista incontrollato; tutto si privatizza: fabbriche, terre, persino arsenali militari. E la gente? che fine farà tutta la massa di disoccupati della privatizzazione? Cambiare il sistema è giusto, bisogna cercare di fare piccoli passi per volta...

commento

non condiv9ido completamente l' intervento precedente che comunque giudico buono! non mi convince il passaggio su "prima c'era una specie di pudore dei soldi ".E' un discorso complicato parlare di ex Jugoslavia si possono riempire le biblioteche,pero' del passato uno dei ricordi che io ho cosi' di getto e' che il problema corruzione era fortissimo!quindi il rapporto con i soldi era indubbiamente importante anche allora
durante il regime!poi un aspetto cruciale , era la coesione dello stato,la convivenza civile tra le persone, e di come poi sia degenerato il tutto .io penso (pur con tutte le semplificazioni) che se un popolo stava insieme come allora ,non credo fosse solo per la coercizione degli apparati dello stato o per la paura di un invasione straniera.Ancora oggi non riesco a spiegarmi che tipo di meccanismi abbiano fatto scattare un ondata di tale odio

Tutto in vendita

"Stavamo meglio prima". E' questo il commento che sento ormai molto spesso quando vado dai miei parenti in Croazia e in Bosnia Erzegovina. Prima c'era maggior assistenza sociale, sanitaria, scolastica. Prima anche chi non aveva grandi risorse poteva studiare all'università, fare carriera, crescere e lasciare qualcosa ai figli. Certo, non c'era l'indipendenza delle piccole patrie. C'era un partito unico. Ma il comunismo jugoslavo è sempre stato diverso da quello degli altri paesi dell'ex cortina di ferro e i suoi "sudditi" li faceva stare bene. Oltre a tenerli uniti e in pace. Chiaro che non erano tutte rose e fiori, ma era sicuramente meglio di quello che è successo con la guerra interetnica e dopo dieci anni di massacri e ruberie. Prima c'era almeno una specie di pudore dei soldi. Adesso non più. Adesso "l'imperativo categorico", come direbbe "er capoccione nostro", è arricchirsi. Soldi, soldi e ancora soldi. Questo è il pensiero della gente comune e anche degli Stati. Tutto comincia e finisce con quello. Normale, direte voi. Sarà, ma prima non era così. Adesso invece va bene tutto. E i gioielli di famiglia vengono sacrificati sull'altare del dio mercato. E non si parla solo della flotta del Montenegro. Ma anche delle industrie alimentari in Croazia, delle acque minerali in Bosnia Erzegovina e Serbia, degli hotel in Dalmazia e Montenegro. Arrivano i soldi. Evviva. Tutto si compra e si vende. Compresa la storia degli slavi del sud. Ma il prezzo è giusto?

Barbados

Giudico l'articolo di straordinario interesse e scritto molto bene. Non posso però fare a meno di segnalare che Barbados è un'isola e non un gruppo di isole come, in Italia, a torto si ritiene. Vi invito a verificare ciò sul "Merriam Webster's Geographical Dictioary" autorevole mini enciclopedia geografica.

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Van

[2010/11] Mesi, anni, sempre in cammino. Respinti, invisibili, ai margini. E' questo il destino dei muhajirin (rifugiati) afgani, alla tenace ricerca di un sogno chiamato "Europa". Mussa Khan è uno di loro. La sua storia è quella dei tanti che ogni anno percorrono migliaia di chilometri per fare domanda di asilo nei paesi dell'Unione europea. Segui la sua storia

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