Terremoti

Il 26 luglio Skopje ha commemorato il cinquantesimo anniversario del devastante terremoto che, nel lontano 1963, rase al suolo buona parte della capitale della Macedonia, uccidendo più di mille persone e lasciandone 200mila senza un tetto. Una tragedia che attivò una corsa alla solidarietà sia nell'ex federazione jugoslava, che a livello globale.

L’arcidiocesi di Maribor aveva deciso di lanciarsi nel mondo della finanza. Ma non ha fatto i conti con la crisi: buco di miliardi e chiesa slovena nello scandalo. A seguito del terremoto finanziario Papa Francesco ha spinto alle dimissioni l’arcivescovo di Lubiana e quello di Maribor.

Dovevano essere in 100.000: un terremoto popolare capace di frapporsi tra i contendenti della tragedia bosniaca. In realtà furono meno ma fu un'iniziativa che, seppure dibattuta, caratterizzò le sorti dell'attivismo della società civile italiana rispetto ai conflitti dell'ex Jugoslavia. Sono passati 20 anni da Mir Sada e Nicole Corritore, che vi prese parte, ci racconta cosa accadde.

L'appuntamento con la prossima newsletter è per il 23 agosto!

Bloc notes: Antivari, una liberazione senza ritorno; Abkhazia e Ossezia del Sud, anniversario di guerra visto dalla Russia; Che bruci pure la Bosnia, basta che resti quella di Dayton; Atene, la moschea che (ancora) non c'è.

09/08/2013 -