Precariato

Le organizzazioni internazionali attive nelle Repubbliche post-jugoslave nel corso degli anni '90 e nel decennio seguente hanno “corrotto l'economia di quei paesi agendo come datori di lavoro temporanei senza alcuna strategia sostenibile di lungo termine”. E' quanto sostiene Catherine Baker, ricercatrice della Hull University. Ne scrive nel nostro bloc-notes Andrea Rossini.

Cento euro al mese per postare cento articoli ogni giorno. E' questa l'offerta di lavoro per giornalisti pubblicata da un noto portale web in Grecia dove la crisi economica ha inferto un colpo durissimo alla qualità del lavoro giornalistico: un approfondimento. C'è chi invece è spesso precario per vocazione: i musicisti. Ma in questo caso sono anche sfruttati. Un'analisi sui due principali festival musicali in Serbia, Exit e Guča.

Inoltre questa settimana abbiamo pubblicato due reportage dall'Ucraina: Paolo Bergamaschi, assieme ad una delegazione di parlamentari europei, ha attraversato il paese da Kiev sino alle regioni orientali; Danilo Elia ha invece incontrato a Dnipropetrovsk, nelle retrovie del conflitto, i feriti del battaglione Azov, formazione paramilitare di volontari nata durante le proteste a Maidan e ora integrata nell'esercito ucraino.

Bloc-notes: Guerra ibrida, migrazioni, terrorismo: la Bulgaria, la Nato e il pericolo russo; Precariato internazionale; Inondazioni in Bosnia: lo stato assente; İstiklâl Caddesi;Elezioni presidenziali in Abkhazia; L'Europa verde delle città sostenibili

AAA cercasi! Oggetti di uso comune che raccontino la vita personale, familiare o collettiva del periodo tra il 1945 e il 1989, dall'"altra parte del Muro". Continua Happy Collection, con un appuntamento di raccolta a Rovereto

28/08/2014 -