Di Guy-Pierre Chomette, tratto da LISIERES D'EUROPE - De La Mer Egee A La Mer De Barents, Voyage En Frontieres Orientales, edizioni Autrement

Olga si è buttata a capofitto lungo la discesa. La casa di sua zia, come tutte le altre di Giurgiulesti, è al limite della pianura, a cinquecento metri dalla frontiera. Cinquecento metri che a Olga piace superare come se prendesse slancio per tuffarsi nel Prut, fiume che separa la Moldavia dalla Romania. Con Micha, suo cugino, a volte lo attraversano a nuoto, posando il piede sulla sponda rumena, prima di ritornare, spossati dalla lotta contro la forte corrente del fiume, che in quel punto è largo una trentina di metri.

Ma oggi Micha non c'è, all'orizzonte un temporale. Niente da fare per il bagno. Ma c'è una cosa che Olga non ha mai fatto, e la ragazzina di quindici anni vuole approfittare della nostra presenza per tentarla: andare a passeggio sui 300 metri di riva moldava del Danubio.

Il villaggio di Giurgiulesti, non più di mille anime, è situato sulla punta meridionale della Moldavia, una minuscola punta schiacciata tra Romania e Ucraina e che sfiora il Danubio per qualche metro, permettendo alla Moldavia di far parte del club dei dieci paesi rivieraschi del più europeo tra i fiumi. Una situazione di frontiera bizzarra che la leggenda attribuisce, ancora una volta, a quel grande "tagliatore di cartine geografiche" che fu Stalin: nel segnare i confini della regione, a grandi colpi di righello, il suo tratto sarebbe stato incerto proprio nei pressi di Giurgiulesti ...

Riprendiamo da capo: la confluenza del Prut e del Danubio segna l'inizio della riva moldava del grande fiume. Trecento metri più in là, quella stessa riva è ucraina. Tutto questo fa di quest'area una zona proibita, un nodo di frontiere troppo complicato per lasciarlo alla curiosità del primo venuto. "Ma perché non tentare", prova Olga, inaugurando una serie di aforismi con un molto sicuro "Nella vita nulla è impossibile ..." e avviandosi a grandi passi lungo l'ultimo chilometro del Prut verso il luogo dove si dà al Danubio e muore.

Palizzata, guardina, soldato ... a qualche metro dall'obiettivo la panoplia abituale delle zone vietate. Niente però da impressionare una giovane ragazza come Olga, sicura di sé e dei sui mezzi. Solo cinque minuti di contrattazione, guance arrossate, e il soldato alza la sbarra. Ma solo per mezz'ora, non di più.

E' sufficente per trecento metri. Sufficente per apprezzare d'essere lì, nel punto sulla cartina geografica dove la Moldavia scondinzola tra Romania e Ucraina, per bagnarsi i piedi nel Danubio. Con un respiro profondo Olga assapora la sua vittoria e dice di sentire vibrare la sua anima patriottica su questa striscia di terra che il suo paese intende difendere a tutti i costi.

Per ragioni strategiche, legate formalmente alla semplificazione delle pratiche doganali, la Romania e soprattutto l'Ucraina volentieri eliminerebbero questo boccone moldavo che taglia la principale via di comunicazione della regione con due frontiere distanziate di un solo chilometro. Ma i moldavi, non vogliono farsi scappare l'occasione di emanciparsi in particolar modo da Mosca. Via Danubio, il porto di Giurgiulesti è l'unico della Moldavia che la connetta al Mar Nero. Da due anni i moldavi, le cui risorse energetihe vengono dalla Russia, stanno tentando di costruire un terminal petrolifero su quei trecento metri di Danubio per poter approvvigionarsi altrove.

I lavori sono già cominciati ma sono per ora interrotti, mancanza di risorse economiche per alcuni, per oscure ragioni politiche per altri. Niente che scoraggi Olga che vede la Storia in marcia del suo giovane paese e che lo dice forte e chiaro, diritta e bella, su questo sputo di Danubio moldavo.

24/10/2007 -  Anonymous User

Di Guy-Pierre Chomette, tratto da LISIERES D'EUROPE - De La Mer Egee A La Mer De Barents, Voyage En Frontieres Orientales, edizioni Autrement

Olga si è buttata a capofitto lungo la discesa. La casa di sua zia, come tutte le altre di Giurgiulesti, è al limite della pianura, a cinquecento metri dalla frontiera. Cinquecento metri che a Olga piace superare come se prendesse slancio per tuffarsi nel Prut, fiume che separa la Moldavia dalla Romania. Con Micha, suo cugino, a volte lo attraversano a nuoto, posando il piede sulla sponda rumena, prima di ritornare, spossati dalla lotta contro la forte corrente del fiume, che in quel punto è largo una trentina di metri.

Ma oggi Micha non c'è, all'orizzonte un temporale. Niente da fare per il bagno. Ma c'è una cosa che Olga non ha mai fatto, e la ragazzina di quindici anni vuole approfittare della nostra presenza per tentarla: andare a passeggio sui 300 metri di riva moldava del Danubio.

Il villaggio di Giurgiulesti, non più di mille anime, è situato sulla punta meridionale della Moldavia, una minuscola punta schiacciata tra Romania e Ucraina e che sfiora il Danubio per qualche metro, permettendo alla Moldavia di far parte del club dei dieci paesi rivieraschi del più europeo tra i fiumi. Una situazione di frontiera bizzarra che la leggenda attribuisce, ancora una volta, a quel grande "tagliatore di cartine geografiche" che fu Stalin: nel segnare i confini della regione, a grandi colpi di righello, il suo tratto sarebbe stato incerto proprio nei pressi di Giurgiulesti ...

Riprendiamo da capo: la confluenza del Prut e del Danubio segna l'inizio della riva moldava del grande fiume. Trecento metri più in là, quella stessa riva è ucraina. Tutto questo fa di quest'area una zona proibita, un nodo di frontiere troppo complicato per lasciarlo alla curiosità del primo venuto. "Ma perché non tentare", prova Olga, inaugurando una serie di aforismi con un molto sicuro "Nella vita nulla è impossibile ..." e avviandosi a grandi passi lungo l'ultimo chilometro del Prut verso il luogo dove si dà al Danubio e muore.

Palizzata, guardina, soldato ... a qualche metro dall'obiettivo la panoplia abituale delle zone vietate. Niente però da impressionare una giovane ragazza come Olga, sicura di sé e dei sui mezzi. Solo cinque minuti di contrattazione, guance arrossate, e il soldato alza la sbarra. Ma solo per mezz'ora, non di più.

E' sufficente per trecento metri. Sufficente per apprezzare d'essere lì, nel punto sulla cartina geografica dove la Moldavia scondinzola tra Romania e Ucraina, per bagnarsi i piedi nel Danubio. Con un respiro profondo Olga assapora la sua vittoria e dice di sentire vibrare la sua anima patriottica su questa striscia di terra che il suo paese intende difendere a tutti i costi.

Per ragioni strategiche, legate formalmente alla semplificazione delle pratiche doganali, la Romania e soprattutto l'Ucraina volentieri eliminerebbero questo boccone moldavo che taglia la principale via di comunicazione della regione con due frontiere distanziate di un solo chilometro. Ma i moldavi, non vogliono farsi scappare l'occasione di emanciparsi in particolar modo da Mosca. Via Danubio, il porto di Giurgiulesti è l'unico della Moldavia che la connetta al Mar Nero. Da due anni i moldavi, le cui risorse energetihe vengono dalla Russia, stanno tentando di costruire un terminal petrolifero su quei trecento metri di Danubio per poter approvvigionarsi altrove.

I lavori sono già cominciati ma sono per ora interrotti, mancanza di risorse economiche per alcuni, per oscure ragioni politiche per altri. Niente che scoraggi Olga che vede la Storia in marcia del suo giovane paese e che lo dice forte e chiaro, diritta e bella, su questo sputo di Danubio moldavo.


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